Nikola Tesla
Un genio volutamente dimenticato
(Continua dalla Prima Parte)

di Vittorio Baccelli

                                                              
Nikola Tesla e alcune sue teorie

"Mi chiamarono pazzo nel 1896 quando annunciai la scoperta di raggi cosmici. Ripetutamente si presero gioco di me e poi, anni dopo, hanno visto che avevo ragione.
Ora presumo che la storia si ripeterà quando affermo che ho scoperto una fonte di energia finora sconosciuta, un’energia senza limiti, che può essere incanalata.”
(Nikola Tesla)

Le antenne interrate per trasmettere segnali ai sottomarini in immersione con il si-stema di Marconi non avrebbero mai potuto funzionare. Un altro elemento di grande interesse: Tesla, in una conferenza tenuta in un’università all’inizio di questo secolo, descrisse la gravitazione terrestre come un flusso eterico che spinge dall’alto verso il basso. Passarono non meno di trenta anni prima che l'ing. Marco Todeschini pubbli-casse la sua “Teoria delle Apparenze”, nella quale per la prima volta nel mondo mo-derno è esposta una teoria unificatrice delle leggi della dinamica, dell’elettromagnetismo e della gravitazione, ove meccanica atomica e celeste sono ri-solte con l’unico modello del flusso eterico rotorivoluente.
La sperimentazione sul modello fluidodinamico lo condusse alla scoperta che anche la gravità funziona come il magnetismo, ovvero che, come esistono attrazione e re-pulsione magnetica, oltre all’attrazione gravitazionale esiste anche una repulsione gravitazionale. Due vortici di fluido che ruotano nello stesso verso si attirano, due vortici che ruotano in verso opposto uno rispetto all’altro si respingono. Nel filmato di Las Lomas (Città del Messico) si vede benissimo che il disco volante ruota su se stesso; visto da sotto pare ruotare in senso antiorario, ma osservandolo da sopra ruota in senso orario, la Terra invece ruota su se stessa in senso antiorario. È logico dedur-ne che il disco volante, ruotando in senso opposto a quello terrestre, produce un cam-po gravitazionale repulsivo rispetto a quello terrestre. Ma perché i vortici si formano? La risposta a questa domanda è nel volume “Superimposizione cosmica” di Whilelhm Reich. L’universo è basato su una legge di bipolarità. I vortici si formano con l’incontro di due energie che si attirano vicendevolmente. Gli esperimenti di Reich sono molto interessanti, ma per trovare spiegazioni soddisfacenti sulla vera natura di queste energie occorre andare oltre. Le bobine di Tesla dimostrarono la proprietà di produrre variazioni gravitazionali e temporali, e da qui Tesla studiò sistemi di volo a levitazione antigravitazionale. A proposito del discusso Esperimento Philadelphia, non è mai esistito nessuno che potesse competere con Tesla nel vedersi accreditata la paternità della tecnologia necessaria per un fenomeno come la sparizione di una nave, la sua breve apparizione a Norfolk (Virginia), poi la riapparizione a Philadelphia, un viaggio interdimensionale, proprio come fanno gli ufo. Furono proprio gli avvista-menti ripetuti ad ispirare il capitano Bruce Cathie, pilota neozelandese, che cominciò ad annotare le rotte seguite dagli ufo sulle mappe aeronautiche. Questo lo portò alla scoperta che gli ufo viaggiano lungo le linee di un reticolo, non visibile, non materia-le, ma pure esistente, e viste le sue proprietà, può essere descritto come elettromagne-tico. Non è visibile in condizioni normali, ma avete osservato i fulmini? La distanza più breve fra due punti è una linea retta; come mai i fulmini procedono a zig-zag? È semplice: percorrono non la via più breve, ma quella di minore resistenza elettrica, lungo i canali del reticolo elettromagnetico, esattamente come le scariche prodotte da Tesla con le sue bobine. Le svolte degli ufo ad angolo retto avvengono nei punti di incrocio del reticolo. Questi punti di incrocio sono vortici elettromagnetici, si trovano in coincidenza di luoghi come, ad esempio, il "Triangolo delle Bermude".

Ciò spiega la sparizione di aerei e navi attraverso il tunnel interdimensionale prodotto dai vortici in particolari momenti, esattamente come quando gli ufo scompaiono im-provvisamente. Nei punti di incrocio troviamo la gran piramide di Cheope, Stonehen-ge, persino la zona di Long Island, Wardenclyff, dove Tesla costruì la sua Torre, poi abbattuta, ma ne rimangono le fondamenta e lo stabile adiacente, ora di proprietà dell’Agfa-Gevaert. C'è il progetto di stabilirvi un museo dedicato a Tesla. Attualmen-te l’unico museo si trova a Belgrado, ma può essere visitato mediante internet. Pro-prio a Long Island c’è la base radar di Montauk e, come in moltissimi altri punti del reticolo elettromagnetico, si trovano basi militari americane o NATO. Anche nel por-to di Philadelphia c’è un punto di incrocio, e una linea del reticolo lo congiunge con Norfolk. Le coincidenze sono troppe per pensare che siano tutte casuali. Bruce Ca-thie, calcolando le distanze angolari fra i punti del reticolo, ha creduto che esistano rapporti matematici con la velocità angolare della luce, e ha potuto calcolare le varia-zioni della velocità della luce fra lo spazio libero e le adiacenze degli astri, dove la velocità della luce diminuisce, e ha trovato i valori del campo gravitazionale e le ri-spettive variazioni dall’equatore ai poli. Le basi dove sono avvenute esplosioni nu-cleari sono collocate ai punti di incrocio, e grazie ai suoi calcoli Cathie ha scoperto che le esplosioni non sono fatte a caso ma solo in determinati momenti, che è stato anche in grado di prevedere in anticipo, perché seguono una legge ben precisa. Anche il CERN di Ginevra si trova in un punto di incrocio. Tutto questo fa concludere che il reticolo elettromagnetico ha un ruolo fondamentale per gli esperimenti nucleari. Non potrebbe essere diversamente: il reticolo elettromagnetico è esteso a tutto l’universo ed è il mezzo di tutti i fenomeni ondulatori. La formazione della materia avviene per effetto della decelerazione della luce, che stabilisce un campo gravitazionale, in modo da consentire la formazione della materia, che altro non è che fluido eterico rotorivo-luente, un’onda stazionaria pulsante che forma sfere, dandoci così l'illusione di una natura corpuscolare. Cathie ha finalmente risolto la formula di Einstein, sostituendo a M, cioè massa, il suo equivalente espresso in termini energetici. La pulsazione della materia è ciò che noi chiamiamo tempo. Tutto questo spiega come gli ufo, attraverso i punti di incrocio del reticolo possano cambiare dimensione e viaggiare a fantastiche velocità nello spazio e nel tempo, senza subire gli effetti della gravitazione e dell’inerzia, ed essere alimentati dall’infinita energia di cui è pervaso l’universo. Le evoluzioni degli ufo sembrano fatte apposta per dimostrare che si tratta di esseri intel-ligenti, che possono manovrare i loro mezzi come vogliono, facendo cose che noi non sappiamo fare. Con questo siamo consci di non aver dimostrato alcunché, se non che la scienza è ben lungi dall’aver scoperto tutto, dato che la teoria attuale fallisce di fronte ad un esperimento come quello presentato. Vogliamo solo indicare dei percorsi di ricerca per coloro che desiderino farsi un’opinione personale, e non vogliano di-pendere dalle apparenti “verità” preconfezionate dalla scienza ufficiale, i cui espo-nenti sono convinti che basti applicare su ciò che gradiscono l'etichetta di "scientifi-co” per screditarne i contenuti agli occhi della gente. Lo scopo di quest’esposizione è piuttosto quello di tentare una visione generale di ciò che può servire agli ufologi, perché per comprendere meglio il fenomeno ufo pensiamo sia utile comprendere me-glio la realtà che ci circonda e la nostra stessa natura.Il compito dell'ufologia è prima di tutto di raccogliere informazioni e dati sugli avvistamenti, poi successivamente di analizzare i dati. I fenomeni classificati come ufologici però non sono spiegabili in base alle leggi della fisica conosciute, ovvero quelle insegnate nelle università.Ci siamo resi conto che la scienza ufficiale non considera quei ricercatori che hanno dato contributi decisivi per trovare spiegazioni ai fenomeni ufo.Gli esponenti della scienza ufficiale non si limitano a negare l'esistenza degli ufo, ma hanno addirittura eliminato dalla storia della scienza tutti quei ricercatori il cui contributo è di fondamentale im-portanza non solo per la comprensione dei fenomeni ufo, ma per la comprensione di tutto quello che ci circonda, il nome più importante è senza dubbio quello di Nikola Tesla, su cui è stato ampiamente riferito al meeting Usac 2000: nel percorso di ricerca seguito si è poi richiamata l'opera di molti, a riguardo della gravitazione e dell'elet-tromagnetismo e della trasformazione dell’energia in materia, e si è soltanto sfiorato l'argomento del tempo, nel senso dei viaggi del tempo.
Di recente è stato pubblicato dall’editore francese Albin Michel un libro sul cronovi-sore di padre Pellegrino Ernetti. Da molto tempo quest’interessante ricercatore era caduto nel dimenticatoio.La possibilità di vedere e udire fatti del passato è sicuramen-te affascinante, certamente il viaggiare nel tempo fisicamente lo sarebbe ancora di più, ma comunque anche il poter assistere mediante una apposita apparecchiatura ai fatti del passato sarebbe assai interessante, e sicuramente meno pericoloso che andar-vi di persona. La rivelazione di nuovi dettagli ci dà lo spunto per approfondire ulte-riormente l'argomento del tempo. Con la diffusione di videocamere si sono accumula-ti molti interessanti documenti in cui si vedono le straordinarie capacità di manovra di forme luminose, dette ufo, che seguono traiettorie tali da non potere essere che de-terminate da intelligenza e volontà. In alcuni casi si è poi notata la capacità di scom-parire per poi riapparire a breve distanza, come nei famosi filmati di Città del Messi-co. In altri casi persone rapite, riportate indietro dopo poco tempo secondo i nostri orologi, presentavano chiari segni e ricordi di un periodo di tempo ben maggiore. In un famoso caso, l'individuo riapparso dopo venti minuti aveva la barba cresciuta di tre giorni.Il famoso esperimento Philadelphia è interessante per gli ufologi, perché da esseri umani è stato ricreato un fenomeno simile a quello degli ufo, ovvero la spari-zione alla vista di un oggetto, in questo caso una nave, e poi il suo riapparire. A con-ferma c'è un argomento inoppugnabile, questo fenomeno è stato riprodotto in labora-torio dal canadese Hutchinson, mediante l'impiego di bobine di Tesla. Queste produ-cono variazioni di peso e di velocità dello scorrimento temporale, con apparecchiatu-re piccole spariscono solo oggetti piccoli, ma l'importante è l'aver verificato il meto-do. Anche la luminescenza caratteristica degli avvistamenti notturni di ufo è stata ri-creata in laboratorio, come l'effetto antigravitazionale Biefeld-Brown.
Tutto questo fornisce una base fondata per sospettare che possano anche esistere ufo "poco extra e molto terrestri", almeno nel senso della costruzione, se non del proget-to, ma riguardo a questo argomento è stata presentata al pubblico una interessante re-lazione di Tom Bosco. Invece lo scopo di queste righe è di spiegare che l'esperimento Philadelphia, i successivi esperimenti a Montauk e il cronovisore di Padre Ernetti so-no riconducibili agli stessi principi fisici, e che tutto questo può apparire incredibile solo a chi non ha un quadro completo delle ricerche utili a comprendere questi feno-meni. Nella fisica ufficiale si vorrebbe far credere che nell'elettromagnetismo sia sta-to capito tutto, e che rimane solo da comprendere meglio la gravitazione; quanto ai viaggi nel tempo, non manca chi pensosamente asserisce che teoricamente sarebbe possibile: andando a fare un giro intorno ad un buco nero nella zona dell’orizzonte degli eventi. E poi questi scienziati trattano gli ufologi come dei poveri creduloni! Si noti che a tutt'oggi non solo non esiste una teoria unificatrice di tutte le forze, ma nemmeno quelle che dovrebbero essere note lo sono per davvero. In realtà chi si af-faccenda a trovare teorie sulla formazione dell'universo non sa nemmeno perché i suoi piedi stanno attaccati alla Terra, e pretende di farci credere che la Terra continui a girare intorno al Sole, perché tanto tempo fa le è stata impartita una bella spinta e, poiché nello spazio vuoto non c'è attrito, da allora continua imperterrita nel suo moto, con buona pace di tutti i campi gravitazionali...
Il concetto di tempo non è comprensibile se non insieme ai concetti di spazio, materia ed energia elettromagnetica e gravitazionale. La maggiore difficoltà non è nel capire i concetti base, ma nell'esporli a persone che sono state istruite secondo la scienza uffi-ciale, per questo ad ogni termine sono associati certi concetti, che in realtà sono sol-tanto vagamente descrittivi di apparenze; per poter ben spiegare si deve costruire una nuova terminologia, esplicativa della vera sostanza di ogni concetto. Alla parola tem-po si associa il concetto dello scorrere inesorabile del medesimo in avanti, in un flus-so apparentemente inarrestabile. I più vicini al vero sono i musicisti, che col termine tempo indicano una successione di battute separate da intervalli uguali, la maggiore o minore durata dei quali definiscono la velocità del tempo: adagio, medio, allegro, ecc. In effetti, il tempo per quanto appaia un flusso continuo, in realtà non può non avere un’unità fondamentale, osservò il Todeschini: se la sua unità fosse uguale a zero, una successione di zeri avrebbe come risultato sempre zero, non esisterebbe alcunché, perciò l'unità temporale deve essere diversa da zero. Quindi al concetto di tempo, che scorre come l'acqua di un fiume, dovremo sostituire il concetto di una natura oscilla-toria, ritmica, come un’onda. Todeschini è anche autore di una spiegazione della gra-vità semplicemente perfetta che più volte è stata esposta; ricordiamo solo brevemente che l'effetto di gravitazione che noi avvertiamo come peso, che ci trattiene a terra, è l'effetto di un flusso d’etere rotorivoluente che ci spinge verso il centro della Terra, ma che flussi d’etere rotorivoluenti in senso opposto si respingono, dando luogo a quella che impropriamente per comodità è chiamata antigravità, ma sarebbe corretto definire repulsione gravitazionale: in sostanza, come esistono attrazione repulsione magnetica, non diversamente esistono attrazione e repulsione gravitazionale. Per leg-ge di simmetria, essendo parimenti la natura del tempo oscillatoria, ne consegue che ad un tempo positivo debba fare riscontro un tempo negativo. Esattamente come alla materia fa da controparte l'antimateria. Prevengo chi volesse obiettare che non si sono mai viste le lancette dell'orologio andare all'indietro affermando che Tesla lo ha visto in laboratorio, e di qui è scaturita l'idea che avrebbe generato l'apparecchiatura con cui è stato combinato quel pasticcio chiamato Esperimento Philadelphia. Ma è assolu-tamente inutile descrivere le apparecchiature senza che sia stato compreso il principio fisico. Luce, elettromagnetismo, tempo, gravità e materia non sono cose indipendenti fra di loro, ma sono strettamente interdipendenti fra di loro esattamente nell'ordine in cui le ho elencate. Dopo Todeschini, chi ha fatto un passo decisivo nella comprensio-ne della realtà è il capitano Bruce Cathie. Soltanto da poco si comincia a segnalare che la velocità della luce non ha un valore massimo, ma c'è chi inascoltato se n’è ac-corto ben prima, e ne ha dedotto tutto quello che ne consegue. La velocità della luce non è la stessa nello spazio interstellare e in prossimità di campi gravitazionali, e nemmeno fra l'equatore e i poli terrestri. L’insuperabilità della velocità massima della luce è l’argomento chiave per negare la possibilità che qualche extraterrestre possa, anche solo per sbaglio, capitare dalle nostre parti. Il celeberrimo prof Carlo Rubbia dichiarò in un'intervista televisiva che, essendo tanto grandi le distanze interstellari, ammesso che si possa viaggiare alla velocità della luce, un ipotetico extraterrestre, accortosi che sulla Terra c'è vita, impiegherebbe tanto tempo, perciò al suo arrivo la civiltà terrestre avrebbe fatto in tempo ad essersi estinta, dal che occorre dedurre che gli ufo debbono avere qualche altra spiegazione. La vita c'e sicuramente nel cosmo da qualche altra parte, chi potrebbe negarlo? Ma è tanto irraggiungibile, che è come se non esistesse, perciò si vuol far credere che gli extraterrestri non possono essere qui. Ciò era esposto con fare nervoso e falsamente cortese, come quando si dice qualcosa per non dispiacere a qualcuno, ma si è convinti del contrario... Un vero attore avrebbe recitato questa scena con più convinzione. Ma non si può pretendere che uno scien-ziato sappia anche recitare. Ebbene non uno solo di questi dogmi è vero, a partire dal-la massima velocità della luce, uno dei presupposti della famosa teoria della relatività di Einstein. Dove, stabilendo un limite invalicabile alla velocità della luce, si è dovu-to far ricorso alle contrazioni di Lorentz e poi, per aver voluto negare l'esistenza del-l'etere, si sono dovute attribuire proprietà allo spazio vuoto, ma il nulla non può aver alcuna proprietà, come fa ed esistere un nulla curvo? Il nulla non può essere altro che nulla, né dritto né curvo; se la luce, incontrando un campo gravitazionale, invece di tirar dritto per la sua strada come se niente fosse, si sente in dovere di seguire un per-corso curvo, vuol dire che quel nulla attraversato non è poi così nulla come si vorreb-be far credere. Ma gli scienziati hanno il dono di complicare le cose, al punto che nessuno ne capisce più nulla, ma per non fare brutta figura si ripete a pappagallo qualcosa che non si capisce che, essendo stato detto da qualcuno famoso, nessuno osa criticare per non rendersi un antipatico guastafeste, e magari nemmeno perdere il po-sto tanto sudato all'università. Bruce Cathie ha trovato la relazione armonica fra la diminuzione della velocità luce e il formarsi di un campo gravitazionale, da cui si forma la materia. Riassumendo quelle che sono chiamate particelle materiali, non so-no altro che vortici di luce, formanti un’onda stazionaria, che noi chiamiamo materia. Non è certamente una novità affermare che la materia altro non è che energia conden-sata, ma è nuovo il fatto che Cathie ha risolto la famosa equazione di Einstein espri-mendo la massa m nel corrispondente valore energetico. La trasformazione della luce in materia avviene mediante lo stabilirsi di un campo elettromagnetico, che corri-sponde al corpo eterico che ogni cosa ha, quest’oscillazione è l'inizio della linea tem-porale, a cui fa seguito lo stabilirsi del campo gravitazionale, a cui fa seguito la mate-rializzazione. Il tempo è il ritmo a cui oscilla una determinata realtà materiale, esat-tamente come vi sono nello spazio contemporaneamente oscillazioni elettromagneti-che di differente frequenza provenienti da differenti trasmettitori, altrettanto esistono differenti realtà materiali caratterizzate solo da una differente frequenza base. Come ruotando la manopola di sintonia dei nostri apparecchi radio possiamo ascoltare diffe-renti stazioni, così variando la nostra frequenza base è possibile passare da una di-mensione all'altra, vedasi l'Esperimento Philadelphia. Fosse così semplice, si dirà, ma in linea di principio lo è, in pratica per far cambiare di dimensione qualcosa occorre mettere in moto ben più energia di quanta non ne serva per ascoltare la radio o vedere la televisione. E soprattutto occorre trovare le giuste frequenze e forma d'onda per formare il vortice eterico necessario. Ma in natura c'è già tutto, comprendendo come l'energia si trasforma in materia si capisce tutto quello che serve. Purtroppo la scienza cosiddetta moderna fino ad ora ha mostrato solo di saper trasformare la materia in e-nergia, come un bambino che impara prima a distruggere i giocattoli regalatigli dai suoi genitori, e solo da adulto impara a costruirne di nuovi. Ma se la scienza attuale non esce alla svelta dallo stato infantile, rischia di non divenire mai adulta, e con essa l'intera umanità.


Il cronovisore di Ernetti

Il cronovisore di Ernetti è basato sul principio che nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma... Ogni avvenimento produce suoni ed immagini, quest’energia non svanisce nel nulla, ma mediante sensibilissime antenne può essere captata.Che l'energia non si distrugga è vero: Tom Bearden, il più grande studioso di Tesla, ha perfettamente capito il principio della free energy. Lo spazio è energia allo stato po-tenziale, dove noi non vediamo alcunché, diciamo che non c'è nulla, nulla che i nostri sensi, fisici od elettronici possano captare, perché noi chiamiamo energia solo il ma-nifestarsi della medesima, ciò che è allo stato potenziale lo chiamiamo nulla, ma ciò è uno sbaglio, perché quel nulla, quando comincia ad organizzarsi in vortici sempre più complessi per noi diventa energia, luce, campo elettrico e magnetico, tempo, gravità, materia, e quando si disorganizza ritorna allo stato iniziale, ma in realtà ciò che noi chiamiamo creazione e distruzione sono soltanto trasformazioni. Parimenti noi di-ciamo a proposito di una dinamo o di un alternatore che generano energia, e che l'e-nergia è la capacità di compiere un lavoro, il compimento del lavoro consuma l'ener-gia, e n’abbiamo bisogno di nuova. In realtà l'energia non è generata, questo è un termine descrittivo che non spiega per niente come avvengono le cose, ma anzi con-fonde le idee e svia dalla giusta spiegazione. Noi usiamo lo stesso termine a proposito di un bambino che è generato dalla madre, in realtà si tratta di una serie di trasforma-zioni, lo stesso per l'energia, noi confondiamo una cosa con quello che fa, ma noi quando dormiamo, anche se non facciamo nulla, non cessiamo di essere noi stessi, così l'energia potenziale, quando non si manifesta come lavoro, non cessa di esistere, ha solo una forma differente, con i nostri apparati non facciamo altro che cambiarne la forma, in altre parole trasformare l'energia potenziale in energia attuale, alla fine del processo si dice che l'energia è stata dissipata, in realtà è restituita all'ambiente da cui è stata prelevata.Perciò il primo assunto di Ernetti è confermato. Il secondo prin-cipio è che, per captare le onde, occorrono antenne, cosa ovvia, però l'unico punto in cui non è deliberatamente chiaro è su chi fa la sintonizzazione e come la fa.
Ma allora che segreto sarebbe? Padre Ernetti sapeva bene di aver detto abbastanza per chi fosse a conoscenza di certe altre faccende, ma poiché non tutti le sanno, occorre riepilogarle. Con il termine radioestesia s’intende la sensibilità che talune persone dimostrano alle emissioni radianti, l'esempio più noto è chiamato rabdomanzia, ovve-ro la sensibilità di individuare sorgenti d'acqua nascoste, che talune persone dimo-strano di avere; vi sono casi tanto famosi che è inutile soffermarsi su questo punto, ma oltre a questo tale sensibilità si spinge ben oltre, rendendo possibili molte altre ri-cerche. Sempre di più si parla di "Remote viewing" ovvero osservazione a distanza, detto così all'americana sembra un brevetto fresco fresco di qualche intraprendente multinazionale, ma in realtà trattasi di cosa vecchia quanto le più antiche tradizioni sciamaniche e iniziatiche. Detto questo la cosa assume un aspetto decisamente meno attraente, e sembra far parte di superstizioni da poveri selvaggi, poveri sicuramente, visto come sono stati depredati dalla cosiddetta civiltà moderna, selvaggi in quanto vivono nella selva, finché dura, ma se continua il disboscamento al ritmo attuale, an-che questo termine diverrà obsoleto, o forse saremo prima obsoleti noi tutti. Se per selvaggi intendiamo degli ignoranti, essi ignorano alcune cose che noi sappiamo, ma dovrebbe venirci il dubbio che forse essi conoscono qualcosa che noi ignoriamo. So bene che esiste una certa diffidenza nei confronti di tutto ciò che viene dall'oriente a proposito di santoni, sciamani e guru, non sono mancati gli imbrogli e le avventure, cominciate con le migliori intenzioni, ma finite tristemente, tuttavia occorre discer-nimento nel cogliere ciò che di positivo è arrivato a noi occidentali, senza lasciarci distogliere da pregiudizi, e da dogmi ben radicati ma tutti da dimostrare. La capacità telepatica di comunicare da mente a mente a qualunque distanza, di vedere nel passa-to e prevedere il futuro, nel senso di vedere le possibilità in base alle proiezioni del karma, sono facoltà possedute da maestri di yoga, sciamani neri e pellerossa, saggi cinesi e giapponesi, anche da santi della chiesa cattolica, e da iniziati sapienti come Nostradamus, ma anche da tante persone che se le ritrovano per effetto karmico dalle precedenti esistenze, senza che facciano parte di nessuna consorteria, come per esem-pio il famoso dott. Rol. I veggenti al giorno d'oggi non mancano, anzi, forse sono an-che troppi, il difficile sta nel distinguere chi vede il vero da chi vede solo le proprie fantasie: alle volte le due cose sono mescolate in modo tale che uno che non sia a sua volta veggente, non ce la può fare. Solo il tempo è giustiziere dei falsi profeti, ma nel-l'immediato l'impresa è ardua. Ma allora, se la visione del passato può essere attuata con le sole facoltà umane, a cosa serve il cronovisore? Serve come ad un miope ser-vono gli occhiali, a un cieco non servono, perché non ha gli occhi funzionanti, ma a chi li ha funzionanti in modo imperfetto, gli occhiali servono a migliorare la vista.
La psicotronica consiste nell'applicazione della tecnologia elettronica alle facoltà psi-chiche, per amplificarle, registrarle, riprodurle. Una volta appreso che formando un campo energetico con bobine di Tesla si cambia dimensione, per non viaggiare a ca-saccio occorre stabilire dove e quando andare, l'onda contenente le coordinate tempo-spazio è formata nella mente umana, e irradiata dal corpo astrale, e perciò captabile, registrabile ed amplificabile. Su questa base sono stati svolti gli esperimenti alla base di Montauk. Purtroppo fra gli autori della celebre saga pare, almeno da quanto leggo nei relativi siti internet, vi sia un certo disaccordo su chi stia facendo disinformazio-ne, ma confrontando i contenuti con altre fonti, la base non è sbagliata, forse vi sono molte aggiunte fuorvianti, ma l'essenza è fondamentalmente corretta. Poi troppa veri-tà dà fastidio, mescolando anche qualche storia inventata si passa nella pseudo fiction e la faccenda è lasciata correre, tanto pare incredibile. Fino ad ora è l'unico modo di mettere in circolazione certe idee senza rimetterci le penne. Anche in Russia è stata sviluppata la psicotronica, addirittura in anticipo rispetto agli Usa. Mettendo insieme quanto abbiamo visto, sapendo creare un campo energetico adeguato, sintonizzandolo a dovere, la distanza spazio-temporale fra l'apparato ricevente e quello registratore diviene nulla, per cui sono come contemporanei e il trasferimento di suoni e immagi-ni può aver luogo, se s’innalza di più il livello energetico si può entrare fisicamente nel vortice, finché lo si chiama "stargate"allora è un film americano, o sono i truc-chetti televisivi del simpatico Giacobbo, ma non si pensi che sia solo una fantasiosa trovata. In realtà definire gli ufo navi spaziali è riduttivo, almeno gli esseri più evoluti non viaggiano fisicamente attraverso lo spazio, ma si trasmettono istantaneamente come un'onda telepatica, alla faccia di Einstein e della massima velocità della luce. Ce ne sono anche di meno evoluti, e proprio per questo alcuni sono stati abbattuti, vedasi Roswell. Quelli ancora meno meno evoluti sono imitazioni terrestri, buone so-lo per i non intenditori. La possibilità di compiere viaggi a ritroso nel tempo, o in al-tre dimensioni, ha sempre affascinato l'uomo, ed è il tema ricorrente della letteratura fantascientifica e di molti lavori cinematografici, fra i quali: "Ritorno dalla 4a dimen-sione", "Ritorno al futuro", "Timecop", "Star Trek Primo contatto", "L'esercito delle 12 scimmie" e "Philadelphia Experiment". Quest'ultimo, contrariamente agli altri, to-tale frutto delle fantasie dei registi, trova qualche "attinenza" con una realtà. Sotto quest’etichetta, infatti, era codificato un esperimento riguardante i campi elettroma-gnetici, condotto dalla Marina Americana nell'ottobre del 1943, per mezzo del quale si tentava di mettere in pratica la teoria di Einstein dei campi unificati. Tale teoria e-nuncia che, nel creare un campo elettrico in un rocchetto, si spinge un campo magne-tico, in quello elettrico. Dato che ogni campo occupa un piano di spazio, e i piani de-vono essere tre, verrebbe ad esistere anche un piano gravitazionale. Questo terzo campo potrebbe essere generato collegando fra loro dei generatori elettromagnetici, capaci di produrre un impulso magnetico utilizzando il principio di risonan-za.L'esperimento fu eseguito a bordo del cacciatorpediniere "Eldridge D173", com-pleto d'equipaggio. Furono usati generatori magnetici De Gausser insieme a generato-ri pulsanti e non. Nel momento in cui l'esperimento fu avviato, si generò una luce, una nebbia di luminescenza tendente al verde, uguale, stando alle numerose testimo-nianze, a quella descritta in molti strani e inspiegabili fenomeni avvenuti nella zona delle Bermude. Tale "nebbia" avvolse la nave che scomparve alla vista degli osserva-tori situati a bordo delle vicine navi S.S.Andrew Furuseth e S.S. Malay.
Si originò un campo di forma sferica schiacciato ai poli, di circa 100 metri d’ampiezza, all'interno del quale rimase, come unica cosa visibile, l'impronta di uno scafo immerso nell'acqua. Secondo le testimonianze, chi si trovava dentro la sfera po-teva vedere tutto, come non vi fossero state mutazioni, pur movendosi, in pratica, nel nulla. Con tale esperimento fu raggiunta la totale invisibilità e, sembra cosa non pre-ventivata, lo spostamento di materia da un luogo ad un altro. L'Eldridge fu vista appa-rire e sparire a Norfolk, in Virginia. In conseguenza di questo, l'equipaggio subì un effetto devastante che proseguì anche quando l'esperimento ebbe fine. Gli uomini sparivano e riapparivano improvvisamente, in ogni luogo: a casa, per strada, al bar, sotto gli occhi esterrefatti dei presenti. Per facilitare il loro "ritorno" si doveva prati-care una tecnica detta "sovrapposizione delle mani", ossia toccare prontamente lo sventurato per far cessare l’insolito fenomeno. Molti ebbero problemi psichici, altri furono internati in ospedale, uno sparì davanti ai familiari e non riapparve più.
Chi parlò dell'accaduto fu un certo Carl Allen, e lo fece inviando lettere (sulle cui bu-ste il nome del mittente rispondeva a Carlos Miguel Allende) al dr. Morris Jessup, a-stronomo e ricercatore, autore del libro "The Case For The Ufo". Allen fece riferi-mento ad esperimenti effettuati dalla Marina al Philadelphia Navy Yard. Jessup a sua volta era in corrispondenza con Manson Valentine, oceanografo, archeologo e zoolo-go, al quale riferì sulla vicenda. Per dovere di cronaca dobbiamo aggiungere che Va-lentine fu contattato dallo scrittore Charles Berlitz e la storia riportata una prima volta nel 1974 nel libro "Bermuda triangolo maledetto", una seconda nel 1977 in "Senza traccia" e infine nel 1980 in "Philadelphia Experiment: Project Invisibility", scritto insieme a William Moore. Da Berlitz sappiamo che Jessup fu convocato a Washin-gton dove gli fu mostrata copia del suo libro che riportava ai margini delle annotazio-ni scritte a mano; in una calligrafia riconobbe quella di Allende (singolare come Al-lende diventi Allen; da cui Alien). Sembra anche che tale Allen abbia successivamen-te confessato che tutta la storia fosse esclusivamente una sua invenzione.
Carlos Meredith Allen è il vero nome di Carlos Miguel Allen, nato a Springdale, Pen-silvania il 31 maggio 1925. Per coloro che hanno indagato a lungo su tale personag-gio risulta difficile stabilire il grado di credibilità di quanto egli ha raccontato. Sem-bra comunque accertato che la prima nave su cui s’imbarcò fosse la S.S. Andrei Fu-ruseth. La prima lettera inviata a Jessup è andata perduta, ma secondo William Moore in tale missiva Allen parlava di antigravità, nella seconda accennò alla storia dell’esperimento Philadelphia asserendo che al tempo si trovava a bordo della Furu-seth.
Alla morte di Jessup iniziò una corrispondenza con Jacques Vallee citando un episo-dio occorso alla S.S.Maylay che nel giugno del 1947 rimase gravemente danneggiata in seguito all’esplosione di un ufo. Allen si trovava a bordo di quella nave. Allen i-noltre ha dichiarato che Morris non si è suicidato nel 1959 perché lui lo incontrò due anni dopo. Nel 1986 rilasciò un’intervista titolata "Confessione sul letto di morte", ma, in effetti, morì il 5 marzo 1994, a 68 anni, in Colorado. Nella sua vita non ha mai menzionato il nome della nave oggetto dell’esperimento. Sembra che nel 1970 abbia rivelato a Moore che la nave era il DE173. In una lettera spedita a Robert Goerman nel 1979 specificò che vi erano due "De-173". In seguito, ai propri genitori, confidò che il "De-173" faceva parte del convoglio del 1943, ma fu il "De-168" che venne re-so invisibile e lo ribadì anche nel 1986. Il De-168 era la S.S. Amick. Partita nel set-tembre del 1943 per un addestramento nelle Bermuda, non poteva far parte del con-voglio dell’ottobre con l’Eldridge e il Furuseth. Va sottolineato, però, che Allen ha spesso confuso le date quindi può darsi che il viaggio sia stato effettuato nel novem-bre del 1943. Berlitz nel suo libro specifica che il De-173 fu armato nell’agosto del 1943 e inviato in missione di scorta alle Bermuda a Chesapeake Bay dove rimase fino agli inizi del 1944. Fu disarmato nel 1946. All’epoca nella stessa zona erano presenti anche la S.S.Furuseth e la S.S. Malay menzionata da Allende nell’episodio dell’ufo. In quanto all’Eldridge fu commissionato il 27 agosto 1943 e rimase a New York e a Long Island fino al 16 settembre, quando salpò per le Bermude. Dal 18 ottobre fu di nuovo a New York fino al 1 novembre quando scortò il cacciatorpediniere UGS 23 fino a Casablanca. Lo staff della Furuseth testimoniò l’arrivo dell’Eldridge a Norfolk. Da notare che, secondo vari testimoni, l’Amick è stato visto spesso ormeggiato al molo di Montauk durante le esercitazioni di addestramento. Alle Bermuda si svolsero esperimenti per verificare dispositivi difensivi per proteggere le navi dalle torpedini acustiche.


Philadelphia Experiment

Potevano essere questi gli esperimenti cui fu sottoposto l’Amick e che determinarono l’origine dell’esperimento Philadelphia. Dal colonnello Philips Corso apprendiamo che fu il dragamine IX97 la nave oggetto dell’esperimento e dello spostamento tem-porale dal porto di Philadelphia a quello di Newport, dove era stato attraccato due set-timane prima. L’esperimento utilizzò e confermò il principio dello spazio diviso oltre la soglia del quale è possibile la levitazione, il teletrasporto e il viaggio nel tempo. Verso la fine della seconda guerra mondiale i tedeschi idearono una mina da fondale che non esplodeva quando il detector veniva attivato dai dragamine, ma risaliva fino alla superficie in tempo per colpire la nave. L’esperimento programmato dai ricerca-tori della Bell si prefiggeva di poter spostare il dragamine prima dell’arrivo della mi-na. L’IX97 aveva tutte le attrezzature idonee già predisposte a bordo. Furono poste delle correnti trifasiche attraverso cavi elettrici a bassa frequenza compresa fra 7,5Hz e 21Hz. Il campo rotante generato doveva spezzare il campo di forze energetiche e creare uno spazio interno, separato dallo spazio universale. Un sistema che rende la nave invisibile ai sensori delle mine ma visibile a radar, strumenti acustici e all’occhio umano. Una volta che gli spazi furono separati, quello interno contenente la nave tornò cronologicamente indietro di due settimane.


L’intenzione era solo di spostare la nave allontanandola di circa un miglio dalla mina, ma l’energia utilizzata fu superiore al necessario e gli effetti furono disastrosi. I corpi dei marinai si smaterializzarono in molti spazi isolati arrivando a fondersi con le in-frastrutture della nave. L’attrezzatura di smagnetizzazione fu installata nella carena delle navi della Marina, perché l’acciaio usato per costruirle era magnetico e poteva attivare le mine quando la nave si trovava in acque che potevano contenerle.Il libro di Jessup con le annotazioni (di cui abbiamo già accennato) fu spedito all’Ammiraglio N. Furth, Capo ufficio della Ricerca Navale, il quale convocò anche l’ufficiale Gorge W.Hoover e il Capitano Sidney Sherby; insieme studiarono le annotazioni prima di convocare Morris Jessup e ascoltare il suo parere. Coloro che furono gli autori delle note, a detta degli esperti, dimostrarono di appartenere ad una civiltà antica; di cono-scere gli sviluppi scientifici avvenuti già nel passato sulla Terra, di essere al corrente delle visite di navi spaziali, esperti della propulsione degli ufo e, infine, al corrente di una guerra interplanetaria che aveva devastato il nostro pianeta. Vi erano riferimenti a campi di forze, ad astronavi che osservavano la Terra e agli esperimenti della Marina, compreso l’esperimento Philadelphia. Molti i riferimenti anche alla dematerializza-zione. La cosa più strana è che del libro furono fatte delle copie dalla Varo Corpora-tion di Dallas, dietro richiesta della marina, per distribuirle ai vertici militari. Riguar-do a tali copie un altro mistero. Una di queste giunse allo scrittore Gray Barker, il quale la riprodusse rendendola disponibile a coloro che ne facevano richiesta indiriz-zandola a: The Case for the ufo - Annotated Edition - Gray Barker - Clarksburg West Virginia. Il 20 aprile 1959 Manson Valentine invitò a cena Jessup, per conoscere le conclusioni cui era giunto; ma questi non arrivò mai da lui. Alle 18,30 dello stesso giorno venne ritrovato morto nella sua auto, a Matheson's Hammock, nel parcheggio della Dade County-Miami. Si sarebbe suicidato respirando il gas di scarico attraverso un tubo collegato con lo scappamento della vettura, dentro la quale non fu trovato nessun documento o manoscritto di qualsiasi genere. Il dottor Jessup era convinto che la Marina avesse scoperto, per puro caso ma in base alle intuizioni di Tesla, un siste-ma in grado di modificare lo schema molecolare delle persone e delle cose con il con-seguente passaggio in un’altra dimensione; un primitivo teletrasporto.Storie ai confini dell'incredibile? Sembra di sì, ma non sono molti coloro che hanno creduto a questa vicenda. L'Eldridge D173 fu armato il 27 agosto 1943 e inviato in pattugliamento a Chesapeake Bay, Bermuda (luogo dell'esperimento) fino all'inizio del 1944, quando fu inviato oltre Atlantico. Fu disarmato nel giugno 1946 e trasferito in Grecia. Un in-vestigatore della marina, rimasto nell'anonimato, confidò a Berlitz, nel 1974, di aver scoperto, mentre cercava rapporti dell'ONR, che il programma era ancora in piedi e gli esperimenti continuavano.Dopo quasi sessant’anni di silenzio, merita rileggere al-cuni particolari della storia comparandoli con avvenimenti del presente. Parlando de-gli effetti cui furono sottoposti gli uomini si dice che "sbiancavano", ovvero diveni-vano trasparenti fino all'invisibilità. Si usava il termine "preso nella spinta", "bloccato nel verde", quando il soggetto non era più in grado di riapparire senza l'aiuto degli al-tri che si prodigavano a toccarlo prima che finisse "congelato". Un uomo congelato non era più visibile, era "bloccato nella melassa", "preso nel flusso". Occorreva se-gnare la posizione occupata e il compagno, avvicinandosi al punto, cercava la parte del suo corpo non coperta dall'uniforme, come il viso e le mani, cercando di riportarlo indietro. Sembra che la Marina abbia speso cinque milioni di dollari per equipaggia-menti elettronici adatti al recupero e avesse un luogo di fonda riservato e speciale. Adesso c'è chi dichiara che il fatto è veramente avvenuto, ma aveva uno scopo ben diverso da quello apparente. Le forze toccate, o trattate inavvertitamente, si rivelaro-no più grandi di quanto immaginato e la situazione sfuggì al controllo finendo in tra-gedia. Qualsiasi rimedio cercato non portò a esiti positivi e i morti esigevano il silen-zio sull'intera questione. Non fu intrapreso nessun altro esperimento del genere. Sen-za saperlo era stato trovato il modo di smaterializzare la materia.Vi sono alcuni film nei quali, il regista, cerca di raccontare come si muovono le cose. Ultimamente si è visto con "Contact", tratto dal bestseller di Sagan. Tradurlo in immagini non era faci-le.Colpisce il modo con il quale è stato rappresentato il passaggio nel tempo e nello spazio nei film come "Stargate" e "Time Coop". Entrambi i registi, Emmerich nel primo e Peter Hyams nel secondo, visualizzano il punto di passaggio tra le dimensio-ni in una zona circolare, ove l'aria assume l'apparenza di una membrana vibrante, ela-stica, quasi appiccicosa, che rende bene l'effetto "melassa" o "flusso" dell'aria ioniz-zata. Manson Valentine, dichiarò nel 1974, in merito alla propulsione degli ufo, che potevano utilizzare reattori di energia a fusione atomica, non a fissione, creando un campo magnetico che permetterebbe alte velocità. Per questo si vedrebbero ufo pre-levare acqua dai laghi. Secondo Valentine, nella nostra atmosfera poteva essere uti-lizzato un velivolo discoidale dotato, tutt'intorno, di generatori a raggi catodici in grado di ionizzare l'aria davanti al veicolo, formando un vuoto entro il quale si muo-verebbe l'apparecchio. Jessup pensava di utilizzare l'energia dei campi magnetici per trasportare materia trasformata, da una dimensione all'altra. La sua teoria spieghereb-be l'incidente di Mantell che si disintegrò col suo aereo entrando nel campo ionizzato. Abbiamo notizia dalla rivista New Scientist che ricercatori russi e americani hanno sperimentato un modello di disco volante al Rensselaer Polytechnic Institute di Troy, vicino a New York, sotto una équipe guidata dagli scienziati Leik Myrabo e Yuri Raizer. L'avvenimento è riportato anche dal quotidiano "La Nazione" del 16-2-1996: "Il veicolo sarebbe in grado di raggiungere elevatissime velocità con un consumo mi-nimo grazie ad un raggio laser, o a microonde, che, puntato nella direzione desidera-ta, crea una sorta di cono mobile che lo risucchia. Il raggio surriscalda lo spazio da-vanti al disco, fondendo le molecole d'aria che si trasformano in un plasma che flui-sce verso il disco e crea un'area a forma di cono in cui l'attrito è minimo". Valentine ebbe a dichiarare in una intervista che i motori ionici erano noti fino dal 1918 ma il loro funzionamento veniva tenuto segreto. I fisici conoscevano bene quali fenomeni potevano derivare dalla generazioni dei campi magnetici ad alta intensità e ne erano spaventati. Valentine dichiarò che gli scienziati erano concordi nel considerare che la struttura atomica è essenzialmente elettrica, in una complicata interrelazione di ener-gie. La generazione volontaria di condizioni magnetiche influenza un mutamento di fase nella materia distorcendo l’elemento tempo, che non è indipendente ma fa parte della particolare dimensione materia-energia-tempo, come quella in cui viviamo. In un universo così flessibile il passaggio da una fase all’altra equivale al passaggio da un piano di esistenza ad un altro; ossia vi sono mondi nei mondi. Si sospetta da tempo che il magnetismo sia un agente attivo in questi mutamenti potenziali e drastici. L’uso di tale risonanza magnetica equivale al trasferimento della materia in un altro livello o dimensione. Per Jessup ogni campo elettrico generato in una bobina rappre-senta un piano, ma poiché esistono tre piani di spazio ci deve essere un altro piano, forse gravitazionale. Collegando i generatori elettromagnetici in modo da produrre un impulso magnetico è possibile creare questo campo con il principio di risonanza. Ne consegue che un campo gravitazionale puro può esistere senza un campo elettroma-gnetico, ma un campo elettromagnetico non può esistere senza campo gravitazionale che lo accompagna. Nel 1943 si sperimentò il primo teletrasporto e venne aperto un varco interdimensionale utilizzato anche dagli ufo? Le testimonianze riportate da Berlitz nel suo libro parlano di visite in altri mondi e di contatti con forme aliene. La notizia, diffusa dai TG RAI del 13 agosto 1996, illustra il dispositivo di cui verrà do-tata la polizia statunitense, capace di bloccare le auto guidate da malviventi in fuga. Il congegno interromperebbe il flusso di energia nei circuiti elettrici. Attualmente è in via di perfezionamento poiché, sembra che l'apparecchio blocchi la corrente in tutta la zona d'azione, divenendo un pericolo per la presenza occasionale di persone dotate di pace-maker. Tecnologie degne dall'Area 51. È accertato che il formarsi di forti tem-peste magnetiche collimano con le apparizioni di ufo, in particolare nella zona delle Bermude, dove il fenomeno si manifesta con più frequenza. Inoltre, come effetto col-laterale del fenomeno ufo, si verifica una distorsione temporale con perdita effettiva di tempo e una mancanza di energia nella zona interessata. Si sono avuti black-out temporanei nelle città, nelle trasmissioni radio, nell'energia dei motori delle auto. Manipolando l'energia dei campi magnetici si può trasmettere "qualcosa" (la materia) da una dimensione all'altra? In relazione al formarsi di queste "porte", che porrebbero in comunicazione mondi paralleli, giungono dal passato notizie inquietanti, al limite del credibile, raccolte da strani collezionisti stile Charles Fort. Nel 1950, nella Quinta Strada un'auto investì, uccidendolo, un uomo che aveva improvvisamente attraversato la strada. Un individuo di circa 30 anni, senza documenti, con indosso un lungo so-prabito nero, scarpe con fibbia, un ampio cappello, vestito con eleganza ma un po' fuori tempo. Nelle sue tasche alcune ricevute riguardanti somme elargite per la manu-tenzione di carrozza e cavalli e una lettera indirizzata a Rudolf Fenz col timbro "1876". Le ricerche portarono alla scoperta di un certo Rudolf Fenz Jr. nell'elenco te-lefonico del 1939, impiegato di banca, ma oramai deceduto. La moglie, all'epoca vi-vente, raccontò che il padre di suo marito scomparve nella primavera del 1876, du-rante una passeggiata. Esiste nella lista dell'ufficio scomparsi, relativa al 1876, il no-me di Rudolf Fenz, descritto come un uomo di 29 anni, vestito con soprabito nero, scarpe con fibbia e cappello. Le cronache annoverano altre misteriose sparizioni, in particolare nel 1800. Nel 1873 James Burnes, calzolaio di Warwickshire, nel corso di una gara campestre, effettuata per scommessa, scomparve nel nulla davanti agli a-stanti, nell'attimo in cui pareva stesse cadendo, dopo aver messo un piede in fallo a causa del terreno accidentato. Un altro caso si ebbe nel 1880 a David Lang nel Ten-nessee. Un uomo sparì davanti alla famiglia, mentre dava il benvenuto al giudice del paese giunto in visita di cortesia. A dir poco singolare l'articolo apparso, il 15-11-1966, sul quotidiano "La Nazione" riguardo alle ipotesi di alcuni studiosi, circa le "visite di escursionisti temporali rimasti prigionieri in un punto del nostro passato". Nell'articolo sono citate pre-invezioni inspiegabili, come il cervello elettronico di Gerbert D'Aurillac (Papa Silvestro II, 999-1039. Si dichiara che il naufragio del Tita-nic è stato descritto, nel 1898, in un romanzo di Morgan Robertson. La nave del ro-manzo si chiamava Titan e aveva la stessa stazza, misura, numero di passeggeri. Subì lo stesso urto, nelle stesse circostanze in una notte di aprile. M.P. Schiel, nel 1896, pubblicò il racconto delle gesta di una banda di criminali di guerra che percorreva l'Europa, uccidendo, saccheggiando, sterminando famiglie intere e bruciando cadave-ri. Il racconto era intitolato "Le S.S.". L'autore dell'articolo si chiede se "naufraghi del futuro ci mettono in guardia contro i pericoli di un domani da essi già vissuto". Sul nostro pianeta esistono dodici zone, conosciute come triangoli della morte, fra i quali il ben noto "Triangolo delle Bermuda", dove avvengono frequenti apparizioni ufo e, ad esse connesse, variazioni del campo elettromagnetico, distorsioni temporali, con conseguente sparizione di ciò che si trova nelle vicinanze. Numerose le testimonianze di fatti tutt'oggi inspiegabili. "porte di accesso", o "varchi spazio-temporali" al nostro mondo? Bob Lazar afferma si tratti di distorsioni spazio temporali capaci di collegare due mondi. Lazar parlando del funzionamento del sistema di propulsione degli ufo, del quale sarebbe a conoscenza, lo descrive composto di due parti: un amplificatore di gravità e un reattore che fornisce energia. Il reattore funziona ad annichilazione completa, reazione nucleare migliore rispetto a fusione e fissione, alimentato da an-timateria. Utilizza un elemento super pesante, nel caso il 115 (questa la sua posizione sulla tavola periodica), non ancora sintetizzato sulla Terra. Quest’elemento bombar-dato in un acceleratore di dimensioni estremamente ridotte subisce una fissione spon-tanea producendo particelle di antimateria, le quali, grazie ad un dispositivo termoe-lettrico efficace al 100%, interagiscono con la materia gassosa e sono trasformate in elettricità. Secondo la prima legge della termodinamica l'efficienza al 100% per qua-lunque dispositivo elettrico è sostanzialmente impossibile, per la dispersione di calore che si verifica; ma in questo sistema non avviene niente di simile. L'energia alimenta gli amplificatori e, come prodotto collaterale del bombardamento dell'elemento 115, si genera un'onda, detta "gravitazionale A". Tale onda viaggia in modo analogo alle microonde e, per mezzo della corrente elettrica generata dal reattore, è amplificata e focalizzata. Il segnale così amplificato è reso leggermente sfasato rendendo possibile attirare o respingere qualsiasi corpo gravitazionale. Per viaggiare la "nave" ruota su un lato (una configurazione nota come "O micron") e focalizza gli amplificatori ad un’enorme distanza. Amplificatori e reattore vengono portati alla massima potenza, tirano il tessuto dello spazio e distorcono lo spazio-tempo attirandolo verso la nave che acquisisce la possibilità di coprire enormi distanze in un tempo praticamente nul-lo. Quando viene distorto un campo gravitazionale si distorcono anche il tempo e lo spazio, per cui la astronave si sposta non in modo lineare. A questo punto il discorso diventa più ampio. Riguardo l'elemento 115, in base ad un sistema di calcolo detto, dal nome dei suoi ideatori, Hartree-Fock-Slater, sono state evidenziate le ampie pro-prietà e dai calcoli quantistici e relativistici effettuati è stato appurato che l'elettrone più vicino al nucleo avrebbe una velocità estremamente elevata, vicina a quella della luce, producendo contrazioni spazio-temporali. Questo spiegherebbe i fenomeni de-scritti negli eventi ufologici e l'uso di questi "corridoi" da parte degli UFO. Glenn T. Seaborg, del Berkeley National Laboratory, della California, ha pubblicato un artico-lo elencando le proprietà di elementi non ancora sintetizzati, fino all'elemento 168. Le proprietà di questi elementi superano di gran lunga quelle dell'elemento 115, tanto da poterlo ritenere già superato.


I Sumeri furono i primi

I Sumeri furono i primi a dividere i cieli in tre fasce, assegnando ad esse tutte le co-stellazioni e le stelle, conosciute oggi con gli stessi nomi. Esiste una tavoletta sulla quale vi è tracciata la rotta indicante la "via di Enlil"; vi sono segnalate sette stazioni spaziali e le istruzioni operative; il punto di partenza è indicato oltre il Sistema Sola-re. Il popolo dei "razzi fiammeggianti", i Nefilim, usavano questi "corridoi" già otto-mila anni fa? In merito all’esperimento Philadelphia vi sono domande che non avran-no risposta, ma se fosse stato proprio questo "esperimento" a facilitare un contatto "a-lieno", aprendo quel "varco" che ha permesso loro di giungere fino a noi? È solo un'i-potesi folle, ma se fosse davvero iniziato tutto da lì? Il 6 agosto 1943 un ufo è com-parso sopra l’Eldridge e vi è rimasto per sei giorni. Il giorno dell’esperimento non era il solo "oggetto non identificato" segnalato in zona e uno di loro è stato risucchiato nell’iperspazio insieme all’Eldridge. Attraverso le testimonianze sembra sia stato proiettato nel futuro, nel 1983, finendo al sotterraneo di Montauk. Cosa che stando al-le interviste avrebbe in seguito permesso la ricucitura dello strappo spazio temporale, cioè la chiusura del vortice. In effetti, quali porte ha aperto, anche se casualmente, l'e-sperimento Philadelphia? Quali risultati sono stati raggiunti in seguito? Sono emerse altre storie dalle quali si apprende che gli esperimenti sono continuati. Anche se tutto sembra un racconto fantastico; un’ottima, seppur scioccante, storia di fantascienza, tanto affascinante quanto assurda, da poter essere considerata mera farneticazione. Rimane però sempre una vicenda formata da una serie di racconti provenienti da di-verse fonti che, per dovere di cronaca, vanno elencati.Prendiamo Morris K. Jessup e il suo libro "The Case of the ufo".Morris Jessup era un astronomo dell’Università del Michigan, dove aveva studiato e insegnato fino al 1926, quando prese parte alla spe-dizione organizzata dalla stessa università per andare ad osservare l’eclisse solare nel Messico. Morris si avvicinò così alle rovine Maya e Azteche, iniziò a pensare che gli extraterrestri avessero visitato la Terra e dato un aiuto nella costruzione dei megalitici monumenti. Nel 1950 tornò negli Stati Uniti e si mise a vendere auto per avere il tempo per scrivere un libro, che poi venne pubblicato cinque anni dopo. In tale opera si sottolinea che gli oggetti volanti sconosciuti sono apparsi nei nostri cieli migliaia di anni fa. I ricordi di tali avvistamenti risalgono fino a 15.000 anni fa e le testimonianze riguardanti il volo a ben 70.000 anni prima. Nel testo si trovano elencati vari episodi, da quelli dal sapore Fortiano, alle speculazioni circa gli antichi astronauti; si elencano sistemi di propulsioni antigravità e si parla delle sparizioni avvenute nel triangolo delle Bermude collegate agli ufo. Jessup, in qualità di astronomo, evidenzia che le più importanti testimonianze provengono proprio da colleghi, che da molti anni segnala-no l’avvistamento di luci nello spazio vicino a Mercurio, a Marte, a Venere e alla Lu-na. Le osservazioni astronomiche classificano gli oggetti in tre categorie: luci, ombre e corpi. Le luci e le ombre in realtà fanno parte dello stesso gruppo, poiché una è la controparte dell'altra; mentre i corpi si dividono a sua volta in due gruppi, uno com-prendente corpi solidi, l'altro unità simili a nubi o nebulose. Le luci sembrano essere particolarmente rappresentative di intelligenza, specialmente quando hanno un mo-vimento indipendente, o brillano in posti in cui non vi può essere attività organica na-turale, dato che le luci devono essere generate e manovrate. Le numerose osservazio-ni delle luci, sopra o vicino alla Luna e in altre parti dello spazio, sono estremamente difficili da spiegare se non consideriamo un'attività intelligente nello spazio. Un’intelligenza che sfrutta forze a noi sconosciute utilizzandole come sistema di lo-comozione in grado di colmare le distanze spaziali e giungere fino a noi.In base alle prove, la storia antica coinvolge epoche remote risalendo a oltre 300.000 anni, quindi possiamo postulare che un certo genere di scienza ha prodotto il volo spaziale, una scienza che forse è stata importata dallo spazio.Tali tesi vengono ripudiate dalla scienza e da alcune religioni, tuttavia è evidente che lo sviluppo del volo risulta e-stremamente antico, altrimenti non può esistere risposta a tutti gli enigmi osservati e registrati.La storia umana è piena di vicende di una particolare categoria di fenomeni, come la scomparsa misteriosa di persone separatamente o in gruppo, pubblicamente o nell’oscurità del privato.Indagando circa la scomparsa degli aerei, appare che i veli-voli urtino contro qualcosa che li schiaccia o li cattura, qualcosa d’invisibile che col-pisce con tale velocità che i piloti non hanno il tempo di lanciare un SOS via radio. Esistono anche casi di uccelli caduti morti o spaventati e di persone colpite da forze invisibili, come i soldati francesi in marcia nel diciottesimo secolo colpiti da un agen-te invisibile. Molti avvistamenti moderni sembrano manifestare l’opera di un’intelligenza. Il radar vede cose non visibili all'occhio umano e da tale analisi pos-siamo dedurre che l’uso di una forza, o di un raggio, in un certo campo delle forze a noi sconosciuto o non ancora compreso, possa produrre in un volume delimitato di a-ria o dello spazio un raffreddamento che la solidifica, la rende rigida e compatta. Una simile "isola" nell'atmosfera superiore potrebbe acquisire molte caratteristiche fisiche di un corpo solido. Di conseguenza l'urto di un uccello o di un aereo contro tale mas-sa d’aria può risultare molto distruttivo. Jessup suppone che un’entità intelligente, di-rigendo una concentrazione di potenziale, può rendere "rigidi" piccoli volumi d'aria rarefatta costituendo una specie di "isola", nel campo gravitazionale o magnetico, fa-cilmente spostabile, come il fascio di un riflettore sulle nubi. L'astronomo ci ricorda che i fenomeni aurorali sono magnetici e possono essere causati attraverso i flussi de-gli elettroni del Sole; di conseguenza dobbiamo constatare che questi ultimi sono, in effetti, proprio il tipo di fasci di forze sulle quali stiamo speculando. Diviene possibi-le che il volume tridimensionale chiuso all'interno dell'intersezione di due fasci po-trebbe generare un'isola "d’aria congelata".Jessup pone delle sconcertanti domande: Si può, in questo modo, tenere un aereo in sospensione e persino trasportarlo in un al-tro luogo?Si può, utilizzando una simile concentrazione di fasci, "congelare" due a-viatori nelle sabbie del deserto e trasportarle ovunque? Si può "congelare" un uomo e renderlo invisibile all'interno del blocco di aria o di ossigeno "ghiacciato"? Si può congelare l’intero equipaggio di una nave e rimuoverlo dal vascello?Si può interferire con il volo degli uccelli, o ucciderli rapidamente sopra un’ampia zona per farli cadere su una città della Louisiana?


Ufo e dintorni

Tutte queste cose inverosimili sono accadute, ma non sappiamo come o perché. Le osservazioni di Jessup, nel suo libro, sottolineano anche che esiste un certo numero di sfere e di dischi luminosi che sembrano avere una natura materiale e che qualche in-telligenza posizionata al loro interno sia in grado di manovrarli. Dovrebbe essere evi-dente agli scienziati e ai tecnici che la propulsione dei razzi non risolverà mai i pro-blemi della corsa dello spazio, non solo a causa dei problemi d’accelerazione, ma an-che a causa dell'impossibilità di trasporto del combustibile necessario e dei pesanti motori di spinta.La capacità di produrre un’energia più idonea al volo spaziale è più importante della capacità di produrre la spinta inerziale.Se i soldi, il pensiero, il tem-po e l'energia spesi inutilmente nello sviluppo della propulsione dei razzi fossero in-vestiti in uno studio di base sulla gravità, probabilmente potremmo trovare una solu-zione più efficace ed economica. La nostra procedura è, infatti, ingombrante ed e-stremamente dispendiosa. Jessup prospetta che nell’antichità le costruzioni megaliti-che siano state edificate attraverso l’uso di una forza che poteva generare la levitazio-ne degli oggetti. Sarebbero state conosciute forze e leggi fisiche finora non rivelate agli scienziati di questa seconda onda di civilizzazione perché questa umanità sta sprecando le risorse in metodi inattuabili.Lo scrittore conclude che: - Un numero am-pio di fenomeni si possono spiegare ammettendo che derivino da azioni intelligenti da parte d’esseri che vivono nello spazio, nei loro apparecchi. Le numerose osserva-zioni degli astronomi accreditati, nonostante l'atteggiamento generale della professio-ne, indicano la provenienza degli ufo. Gli ufo abitano lo spazio fra la Terra e la Luna, probabilmente nella regione ove l’attrazione gravitazionale della Terra-Sole-Luna è neutrale, a circa 170.000 miglia dalla Terra.  Mentre alcuni dei più grandi oggetti, come quello inseguito da Mantell, possono capitare occasionalmente vicino al nostro pianeta, vediamo spesso i più piccoli, considerati gli osservatori, più agili, apparte-nenti sia al tipo solido, sia al tipo nebuloso impegnati in missioni esplorative. Gli ufo hanno certamente sviluppato una fonte d’alimentazione ancora sconosciuta. Gli ufo hanno indicato la strada verso un programma di ricerca che potrebbe fornirci la chia-ve risolutiva alla corsa dello spazio, ad un costo minore se concentreremo la nostra ricerca sulle scanalature adeguate. Il numero e la varietà degli ufo visti costantemente è la prova che l'origine è situata vicino alla Terra. La distanza dai pianeti vicini quali Venere e Marte sembra troppo grande per essere colmata in breve tempo. Possiamo concludere che gli ufo sono permanenti perché sono stati qui per molti secoli. Sono una parte del sistema binario Terra-Luna. Non sono venuti da luoghi lontani milioni di miglia. Sono qui da migliaia di anni. Se apparteniamo a loro come a noi il bestia-me, o se apparteniamo l'un l'altro alla stessa origine è un problema interessante che può essere risolto mantenendo aperte le nostre menti. Probabilmente possono essere un collegamento con la prima onda di civilizzazione terrestre. Può darsi che qualche volta siano stati usati contro di noi secondariamente e in casi insignificanti, ma, nel complesso, sono stati amichevoli o indifferenti.Interessante la domanda che qualcuno si pone: le indagini di Jessup portano ad una conclusione differente? Per questo moti-vo è morto? Il caso Philadelphia prosegue e ci conduce verso esperimenti che com-portano l’esplorazione del subconscio e della psiche umana; il controllo della mente. Il progetto, conosciuto col nome di Montauk, parte proprio dalle ricerche condotte nel 1943 per rendere USS Eldridge invisibile al radar nemico. Quell’esperimento produs-se un effetto secondario inatteso e drammatico che spostò la nave nel tempo e nello spazio. Dopo la guerra la ricerca è continuata sotto la direttiva del dr. John Von Neumann, di origine ungherese, considerato come uno dei matematici più insigni del secolo; alcuni pensano sia stato migliore di Einstein.Gli studi, proseguiti come "Pro-getto Phoenix", dovevano portare alla scoperta del potere della mente. Neumann, ri-conosciuto come l’inventore del calcolatore, sembra sia riuscito dopo anni di esperi-menti ad accoppiare la tecnologia informatica con alcuni specifici apparecchi radio-fonici in modo da poter collegare le menti ad apparecchiature idonee a recepirle e a far ricevere dalle macchine i pensieri umani.Gli apparecchi riceventi funzionerebbero tramite cristalli e sarebbero in grado di memorizzare i pensieri e trasmetterli ad un calcolatore che li traduce in immagini e in caratteri di stampa su supporti carta-cei.Con il tempo le tecniche si sarebbero affinate fino a giungere alla realizzazione di una macchina virtuale capace di leggere la mente; per cui il congresso bloccò il pro-getto temendo che il controllo della mente travalicasse e la cosa fosse usata illecita-mente da chi detiene il potere effettivo.Attraverso le indagini condotte e le rivelazioni dei testimoni emerge un quadro che vede gruppi privati di potere e militari che, in se-greto, hanno continuato a tenere in vita il progetto in altra sede. Nel caso specifico in una base in disuso dell’aeronautica situata a Montauk, un punto di Long Island a New York. Luogo scelto perché provvisto di un antenna radar potente con una frequenza di circa 425 Mhz adatta per l’esperimento. Nel 1930 Nicola Tesla sperimentava con un gruppo la possibilità di muoversi nel continuo spazio tempo. Nello stesso periodo il dott. John Hutchinson, decano dell'università di Chicago, e il dott. Kurtenaur, fisico austriaco, decisero di iniziare studi sulla possibilità di raggiungere l’invisibilità attra-verso l’uso dell’elettricità. In seguito il progetto fu trasferito a Princeton a cura del dott. John Erich Von Neumann e di Albert Einstein, i quali riuscirono a rendere invi-sibili piccoli oggetti. Direttore del progetto di invisibilità, fino al 1942, fu Tesla, ami-co del presidente Franklin Roosevelt. La guerra alle porte spinse il governo a cedere ai militari che volevano gestire la tecnologia a loro modo. Tesla ed Einstein furono concordi nel concludere che se tale tecnologia fosse stata sviluppata non sarebbe stata a favore dell’umanità.Riguardo a tale epoca si racconta un curioso episodio. Un certo Vic Graff, supervisore della Bell Laboratories, prima dello scoppio della guerra era impegnato in un test con un prototipo di radar situato dentro un dirigibile della Goo-dyear. Prima che venisse chiusa l’entrata di Long Island ai sommergibili, il sonar ri-velò la presenza di un sottomarino tedesco in rada. Una sera Graff lo vide perfino mentre ricaricava le batterie. Il tecnico segnalò il fatto e poi spense i motori del diri-gibile rimanendo in attesa che il sommergibile riemergesse a causa dell’esaurimento della scorta di aria. Una volta riemerso fu rilevato dal radar, bombardato e affonda-to.Nel 1940, usando il metodo di Tesla, fu usata una nave senza equipaggio, alimen-tata da un’altra collegata ad essa a mezzo di cavi in modo che se qualcosa andava ma-le si poteva affondare la nave usata per la prova. Il problema delle mine magnetiche tedesche, che metteva in pericolo il trasporto alleato, spinse anche a condurre un pro-getto parallelo utilizzando generatori degausser. Dopo gli esiti positivi del 1940, la marina decise di classificare e finanziare il progetto con fondi monetari illimitati. Nel mese di gennaio del 1942 fu consegnata a Tesla una nave e una squadra per una pro-va completa. Nel progetto erano coinvolti Von Neumann e il dott. John Levinson, un altro matematico, noto per lo sviluppo delle cosiddette equazioni di tempo. Tesla e Von Neumann non erano in accordo su alcuni procedimenti, in particolare il primo era convinto che avrebbero avuto seri problemi con le persone. Decise quindi di sabo-tare la prova nel tentativo d'arrestare il progetto, ma questo fu affidato a Von Neu-mann che, nel mese di marzo del 1942, decise di attuare alcuni cambiamenti nelle ap-parecchiature. Fu progettata una nave speciale, l’Eldridge, con tutta l’apparecchiatura necessaria già a bordo e un equipaggio di trentatré volontari.Qualche fonte parla di un esperimento compiuto in precedenza, condotto dal governo, dove vennero usati ani-mali domestici disposti in gabbie di metallo nella stiva dell’USS Eldridge. Ad espe-rimento concluso, dopo che la nave divenne invisibile, molti animali risultarono man-canti e altri ustionati. Nonostante l’esito non
proprio positivo l’esperimento fu ripetuto con un intero equipaggio. L’imbarcazione divenne otticamente invisibile. Le persone risultarono molto disorientate. A prova i-niziata, per circa un minuto, il profilo della nave fu visibile nell'acqua, poi improvvi-samente si manifestò un flash blu e l’imbarcazione sparì interamente. Nessuna comu-nicazione radio, nessun segnale per tre lunghe ore. Infine il ritorno. Uno degli alberi era rotto. Alcuni marinai parzialmente incastonati nella piattaforma d'acciaio, altri sbiadivano e riapparivano; alcuni mancavano e mai ritornarono.Successivamente fu deciso di condurre una nuova prova senza equipaggio, usando un cavo fissato ad u-n'altra nave. Era la fine di ottobre del 1943, il cacciatorpediniere sparì per circa venti minuti. Quando riapparve molte apparecchiature erano sparite; mancavano due arma-dietti del trasmettitore e un generatore. Il blocco con il generatore di riferimento di tempo zero intatto. A quel punto la Marina smantellò la nave e fermò il progetto. A Von Neumann, direttore del "Progetto Philadelphia", venne affidato l’incarico di cer-care le cause degli effetti subiti dagli uomini durante l’esperimento e sviluppare una tecnologia in grado di evitare dannosi effetti collaterali. Uomo dalle prodigiose capa-cità mentali concepì il primo calcolatore elettronico del mondo e un’apparecchiatura in grado di ricevere, riconfigurare e trasmettere frequenze radio generate dai pensieri della mente umana.Il progetto fu rinominato "Arcobaleno", e in seguito "Phoenix", Fenice.Un numero elevato di ricercatori, incluso Nichols Preston, asseriscono che il "Progetto Phoenix" fu sviluppato e perfezionato ad un alto grado, presso i laboratori di Brookhaven a Long Island, fino al 1960, quando il congresso, come già accennato, informato dei grandi passi compiuti verso il controllo della mente, decise prudente-mente di porre fine alle ricerche, per timore che tale tecnologia cadesse in mani sba-gliate e fosse usata in modo illecito. La tecnologia era già in mani sbagliate e un certo numero di intelligenze e gerarchie militari continuarono in segreto la sperimentazione nella stazione di Montauk, da cui prese nome il nuovo progetto. Montauk, origina-riamente, era una base militare commissionata dall’esercito degli Stati Uniti come punto di difesa costiera in caso d’invasione dal mare. Venne smantellata nel 1947 per essere convertita in una stazione radar di sorveglianza e residenza sia dell’esercito sia dell’aviazione nel 1950. Nel 1962 venne installato un gigantesco radar circolare su al-te torri e continuò la sua attività fino al 1970, quando l’amministrazione Carter pro-pose di chiudere la base perché obsoleta.



Questo avvenne nel 1981 e l’area fu donata allo stato di New York in qualità di parco pubblico. La ricerca condotta da John A. Quinn in base alle dichiarazioni di A. Bie-lek, Preston Nicols, Peter Moon, evidenzia che gli esperimenti a Montauk sono conti-nuati anche dopo gli anni '80, sotto l’egida di unità di Intelligence di governo, agenzie militari e grandi gruppi commerciali come AIL, Siemens e ITT. I resti della stazione militare di Montauk appaiono, in effetti, in decadimento in superficie ma nel sotto-suolo ferve un alacre attività tutt’oggi. Montauk si estende per sette livelli. Quasi tut-to costruito verso la fine degli anni venti, inizio anni trenta, è conosciuto come "la collina". Le indagini rivelano l’esistenza di almeno altri quattro nuovi livelli più pro-fondi aggiunti all’inizio degli anni novanta. Montauk geologicamente è distinto dal resto di Long Island in quanto è la parte superiore di una montagna sottomarina ed è quindi facile scavare nel suo interno.Quello che appare come un parco donato al co-mune di New York, in effetti, ha una vasta zona interdetta al pubblico, guardata a vi-sta da personale non identificato che mantiene a distanza chi si avventura in quella determinata parte del parco.Tecnici elettronici hanno registrato una frequenza radio-fonica insolita e l’emissione di intense trasmissioni elettromagnetiche. A testimo-nianza di un’attività c'è
l’installazione di nuove linee telefoniche ed elettriche di elevata capacità. Si dice vengano condotte simulazioni di buchi neri, studi fisici della particella e relativa tec-nologia dei fasci di particella, studi dei campi elettromagnetici, del controllo del tem-po, del controllo elettronico della mente, esperimenti di genetica. Si continua a svol-gere il lavoro di Wilhel Reich, genio in vari campi scientifici, medici, psicologici, metafisici, il quale dimostrò che una forma di energia elettromagnetica, che chiamò "orgone", aveva un significativo impatto sugli stati psicologici della mente. Leonard Horovitz, nel suo libro, afferma che molte malattie e virus, quali ebola e l’aids, sa-rebbero stati concepiti nei laboratori di Long Island. Si racconta che sarebbero riusciti a creare un vortice temporale come quello generato nel 1943 con l’aiuto d’extraterrestri.La storia sarebbe emersa nel momento in cui alcune persone, tali Pre-ston Nichols e Duncan Cameron, avrebbero scoperto di aver vissuto in due linee se-parate di tempo. Preston era un ingegnere elettronico e Duncan uno psicologo usato anche nell’esperimento di Philadelphia con suo fratello Edward, conosciuto come Al Bielek. Alfred D. Bielek, fisico e ingegnere elettronico con trent’anni di esperienza, racconta storie basate su qualche verità, ma esagera nel farlo. Afferma che il suo vero nome sia appunto Edward Cameron. Secondo i loro racconti il progetto è stato di-strutto e la base abbandonata e ostruita con il cemento dato che nel corso di una di queste sedute Duncan avrebbe liberato dal suo subcosciente un mostro gigantesco che avrebbe distrutto il trasmettitore svanendo in un’altra realtà. Tutto quanto rimane un mistero insoluto e impenetrabile ma i testimoni affermano che l’avvenimento è stato fotografato nel maggio del 1986.È stato scritto un libro e girato un video non autoriz-zato che ha circolato per un breve periodo, ma rimane una storia più somigliante alla fantascienza che alla realtà. Sembra che Preston e Duncan siano stati in realtà Preston e Marcus Wilson, gemelli, amici di Aleister Crowley descritto come l’uomo più per-fido e malvagio del mondo.Chi ha condotto alcune indagini in merito ha scoperto l’esistenza di una donna di nome Cameron, sposata a Jack Parson, scienziato che ha collaborato alla realizzazione del razzo a combustibile solido e discepolo di Crowley. Fatti che sarebbero stati confermati da Bielek in un paio di interviste nelle quali rila-scia dichiarazioni che superano ogni immaginazione e offrono spunti per la cinema-tografia di fantascienza. Secondo quanto dichiarato dal personaggio il progetto a-vrebbe generato dei passaggi nel tempo dando l’opportunità di viaggiare attraverso di esso e nello spazio. L’aiuto necessario a conseguire la tecnologia idonea sarebbe stato fornito da gruppi di Orione e altri gruppi chiamati Leveron. Il gruppo di Sirio avrebbe fornito l’assistenza tecnica. Inutile dire che i lavori sarebbero stati condotti in tutta segretezza. Bielek avrebbe notato anche la presenza dei grigi in veste di osservatori. I risultati sperati sarebbero stati ottenuti intorno al 1979. Uno degli obbiettivi del pro-getto Phoenix era l’uso del tempo per fornire sostegno alle colonie su Marte che era-no sul posto fin dal 1970.Bielek continua il suo racconto dichiarando che anche sulla Luna l’uomo è arrivato ufficialmente nel 1969 e che i tedeschi erano lì dal 1947.La presenza dell’uomo su Marte risalirebbe al 22.5.1962 e un   filmato della Anglia Te-levision del 1.4.1977 lo confermerebbe. Sarebbero state costituite le prime colonie nel 1960.Durante le esplorazioni condotte sul pianeta rosso sarebbero stati trovati molti manufatti e città in rovina, compresa la famosa faccia. Tutto documentato in due video. Ci si chiede dove siano custoditi tutti questi filmati. Durante tali esplora-zioni non sarebbero state usate apparecchiature come buldozer e trattori perché trop-po pesanti da trasportare.Un trasferimento su Marte non semplice, perché sul pianeta esistono installazioni sotterranee e per evitare di imprigionare il personale dentro il terreno e con il timore di provocare crolli molti viaggi sarebbero stati rimandati fino a quando non si è avuta la certezza del punto fisico di arrivo. Bielek e Duncan sarebbe-ro stati inviati nei sotterranei e avrebbero trovato manufatti di ogni genere, una cen-trale elettrica e un sistema di illuminazione ancora funzionante. Non sarebbe stata trovata invece nessuna prova di vita. I "viaggiatori" affermano di aver rilevato nume-rose scritte in una lingua sconosciuta e vari oggetti in alcune stanze.Anche in questo caso spunta un nastro magnetico dove sarebbe stato registrato tutto, inserito nel calco-latore della base insieme ai dati che servono per intraprendere tali "viaggi". Tutto è rimasto memorizzato: dati di posizione, movimenti della Terra e del sistema solare, e per tornare sul posto non occorre fare niente. Bielek e Duncan hanno affermato di a-ver compiuto privatamente alcuni viaggi e di essere stati scoperti a causa dei registra-tori automatici che segnalano quante volte viene usata l’apparecchiatura, in quale pe-riodo e per quale scopo. Una volta scoperti sono stati sottoposti ad un lavaggio del cervello e allontanati dalla base.Ma il lavaggio, a loro dire, non avrebbe tenuto per molto tempo perché il luogo non è stato distrutto e il procedimento è ancora attivo.Il "beneficio d’inventario" sull'argomento è d’obbligo… La base segreta si troverebbe sotto il parco pubblico ove tutti possono accedere di giorno, ma dove l’acceso è inter-detto nelle ore notturne senza uno speciale permesso.Il centro sarebbe stato costruito dalla Raytheon Electric California.In tempo di guerra i tedeschi sarebbero riusciti a catturare un ufo con il suo equipaggio d’origine Veda; ottenendo in tal modo la loro cooperazione.Questo giustificherebbe i grandi progressi compiuti da Von Braun. A guerra finita i suoi laboratori furono trasferiti vicino alle linee americane.Gli Stati U-niti di Roosevelt avrebbero scelto un gruppo di extraterrestri chiamati i "blu-grigi" più alti dei grigi, che avrebbero offerto una nuova tecnologia per l’energia atomica nel 1938. Nel 1943 avrebbero dato un contributo per l’esperimento Philadelphia cre-ando, nel 1983, una fessura nello spazio-tempo per permettere alle grandi navi di in-vadere gli Stati Uniti. Di conseguenza sarebbero atterrati alla base di Edwards e in al-tre basi. Eisenhauer avrebbe firmato con loro un trattato di non interferenza nel loro operato in cambio di tecnologia avanzata. Da quel momento ne sarebbero arrivati molti e vivrebbero mescolati fra di noi. Bielek rivela che lui e Duncan hanno indagato per accertarsi se il "Progetto Montauk" fosse stato accantonato e hanno scoperto che nel 1992 era ancora attivo. Hanno individuato nuovi cavi coassiali in funzione, tra-sformatori di alimentazione con nuovi refrigeranti, la torretta radar provvista di un nuovo portello d’acciaio, nuove entrate nei sotterranei corredate di una luce rossa. L’interesse che ha suscitato l’intera vicenda ha spinto molti ad interessarsene rivelan-do retroscena interessanti.Un certo Alexander Strang Fraser, canadese, enuncia una nuova teoria riguardo al campo generato intorno alla nave oggetto dell’esperimento Philadelphia; tale campo non sarebbe stato di natura elettromagnetica ma termico. Fraser dichiara che attraverso l’utilizzo dell’elettromagnetismo la deformazione spa-zio tempo avrebbe prodotto enormi anomalie gravitazionali che non sono state regi-strate nella vicenda.Analizzando le testimonianze si possono trovare prove a confer-ma di tale tesi. Allende parla di "bruciature" e di una situazione ottica simile all’effetto dell’aria riscaldata. Noto effetto miraggio dove gli oggetti appaiono e scompaiono solo otticamente dietro un paravento di aria evanescente e tremolante che rifrange la loro immagine. L’aria verrebbe riscaldata utilizzando onde soniche di alta intensità prodotte da ultrasuoni che emettono solo un particolare "ronzio" notato an-che da Allende. Quest’ultimo ha parlato anche di "flusso di spinta" che ricorda il ven-to sonico prodotto da una sirena sonica; vento rilevabile da una persona posta a poca distanza dal meccanismo. È noto da tempo che le vibrazioni e il calore prodotto dal campo sonico sono nocivi alle persone e quindi per un eventuale equipaggio che ne verrebbe colpito.Tale utilizzo spiegherebbe anche l’opacità verdastra prodotta, che ri-chiama la nube segnalata nelle sparizioni avvenute nel Triangolo delle Bermuda e nell’esperimento Philadelphia; un fenomeno di suono-luminescenza prodotta dagli ul-trasuoni.Anche Allende parla di questa foschia verde, una nebbia simile ad una sottile nube che lo fece pensare alla foschia delle particelle atomiche, dentro la quale la nave divenne invisibile all'occhio umano, lasciando la sua forma dentro l’acqua del mare.
Tornando a Morris Jessup, egli dichiarò che l’esperimento venne effettuato utilizzan-do elettromagneti che producono campi elettromagnetici alternati, detti smagnetizza-tori; questi, pulsando su frequenze di risonanza, creavano un campo magnetico di for-te intensità intorno alla nave.Vennero usate le onde note come ELF. Frequenze attua-te su radiofrequenze causate dall’intenso campo magnetico non alternato prodotto da un magnete. Si tratta della Risonanza Magnetica Nucleare.In pratica fu prodotto un campo antigravità troppo intenso per uno spazio di poche centinaia di metri.
Nell’esperimento venne usato il campo magnetico terrestre che produce una risonan-za nucleare molto densa proprio nella fascia delle onde ELF, studiate da Nicola Tesla. Singolare che alla sua morte, nel gennaio 1943, tutti i documenti riguardanti tali onde vennero confiscati dall’FBI. L’esperimento fu effettuato nell’ottobre del 1943.La ri-sonanza magnetica, che utilizza il campo magnetico terrestre, è applicabile solo in luoghi lontani da campi magnetici artificiali quindi gli esperimenti devono essere ef-fettuati in posti isolati come uno specchio di mare.Considerando quanto subì l’equipaggio dobbiamo annotare l'influenza delle ELF sul cervello umano; questo spiegherebbe anche la continuazione in segreto degli studi sotto il nome di "Progetto Montauk", ex "Progetto Phoenix", che prevedevano il controllo della mente.In certi momenti dell’anno, quando si creano le giuste temperature, viene generato un gigan-tesco generatore, ove la Terra è una piastra e l’atmosfera superiore l’altra. Il campo magnetico terrestre avvolge queste piastre elettrostatiche e quando la Terra si trova in una certa inclinazione rispetto alla velocità della particella di alta energia che carica le piastre di questo condensatore viene travasata nelle zone di uragano. Questo ri-chiama la teoria di Tesla. A riprova si può trovare un collegamento fra la tecnologia adottata nell’esperimento Philadelphia e la moderna tecnica medica della risonanza magnetica nucleare, come viene descritta in un’enciclopedia scientifica. A conferma anche le descrizioni di Alfred Bielek riguardo alle attrezzature consistenti in quattro trasmettitori di RF per produrre un campo di rotazione. Il componente magnetico dei campi era generato da quattro grandi bobine regolate sulla piattaforma della nave e fatte funzionare da due generatori situati nella stiva.Inoltre Bielek fa un’affermazione sconcertante: "Anche se alcuni uomini sopra la piattaforma sono stati danneggiati fi-sicamente, fritti dai campi, attraverso quest’esperimento è stata trovata una cura elet-tromagnetica per il cancro. La Marina lo ha nascosto e si rifiuta di rivelarlo perché nel farlo sarebbe come ammettere che l’esperimento Philadelphia è realmente acca-duto".Berlitz nel suo libro ha scritto: "…una variazione nella composizione molecola-re della materia, indotta dal magnetismo intensificato e sonoro, potrebbe indurre un oggetto a sparire spiegando alcune delle sparizioni all’interno del triangolo delle Ber-muda".Con l’energia negativa e l’antigravità è possibile viaggiare nella luce, nel vuoto, in altre dimensioni e andare indietro nel tempo.Altri scienziati credono che la risonanza magnetica nucleare e l’esperimento Philadelphia siano connessi. La riso-nanza Magnetica è conosciuta anche come "Immagine di Risonanza Magnetica".
A conclusione un breve cenno alla questione ufo. Emerge che Von Neumann venne chiamato dal governo per esaminare un ufo catturato nel 1947 ad Aztec, con a bordo dei grigi non sopravvissuti. L’anno seguente si verificò la cattura di un secondo ufo con un sopravvissuto; non era un grigio e Von Neumann riuscì a comunicare con lui. Secondo le varie testimonianze, Von Neumann gli chiese qualcosa riguardo all’invisibilità. Sarebbe venuto così a conoscenza che l’equipaggio sulla nave non era stato bloccato in riferimento al "tempo zero" della nave, perché gli esseri umani non si possono bloccare ad un riferimento di tempo zero.Il blocco del flusso di tempo permette che la persona entri in sincronia con il sistema in modo che l’interazione sia possibile; ma le porte del tempo sono fragili e in quel caso, quando la nave ritornò, le persone non ritornarono nello stesso punto di riferimento.Von Neumann si rese conto della necessità di un calcolatore e di una certa conoscenza della metafisica per potere bloccare il riferimento di tempo delle persone allo stesso riferimento di tempo della nave. Di conseguenza costruì, nel 1950, un calcolatore adatto allo scopo. Nel 1953 venne effettuata una nuova prova, sembra, con esito positivo. Questa ricerca di invi-sibilità ha prodotto la tecnologia Stealth e altri progetti altamente classificati. Ne de-riva che la tecnologia Stealth è conosciuta da tanti anni e il velivolo prodotto unisce la funzione di invisibilità con la possibilità di effettuare voli nello spazio grazie ad un sistema di azionamento secondario avanzato derivato da tecnologia extraterrestre. Non è frutto di tale tecnologia invece il generatore di "tempo zero" concepito da Te-sla negli anni '20.Attraverso le interviste e le indagini verrebbe la conferma che nel 1969 gli astronauti sbarcati sulla Luna furono accolti da una flotta di dischi volanti appostati sull'orlo di un cratere. Dischi che secondo le dichiarazioni sarebbero stati americani e non alieni…Qui ci fermiamo in quanto si colleziona una serie di afferma-zioni ampiamente discutibili che appaiono come dichiarazioni di personaggi deside-rosi delle luci della ribalta. Non vogliamo giudicare né entrare in zone d’ombra nelle quali non verrà mai fatta luce.Nella casistica ufologica si trovano numerosi avvista-menti accompagnati da anomalie elettromagnetiche, motori di auto che si spengono, disturbi radio, bussole che impazziscono, e anche anomalie gravitazionali: i giroscopi impazziscono. In casi di atterraggio di ufo o volo molto radente al suolo si sono ri-scontrati fenomeni come la disidratazione di microrganismi e la presenza di composti che solo una forte esposizione a microonde può produrre. Gli ufo compiono manovre di volo complesse, arresti improvvisi, possono stazionare in un punto ruotando su se stessi, possono ripartire con accelerazioni impossibili agli aeromobili convenzionali, possono compiere svolte ad angolo retto, scomparire e riapparire in un altro punto, di notte presentano una forte luminosità il cui colore è variabile, di giorno la loro super-ficie presenta riflessi metallici. Ma si hanno segnalazioni di differenti aspetti: anche la forma è varia, non solo dischi, ma cilindri, triangoli, forme a delta, a “V, sfere di piccole dimensioni. Questi fatti non sono spiegabili attenendosi alla scienza insegnata nelle università. La quasi totalità degli esponenti del mondo scientifico nega addirit-tura la realtà dei fatti. La motivazione è che, non essendo questi fatti studiati da espo-nenti del mondo scientifico, il materiale esistente non è da ritenersi scientifico. Invece esistono alcuni ricercatori universitari che applicano rigorosamente il metodo scienti-fico agli studi ufologici, ma si tratta di iniziative individuali, mentre è accettato solo ciò che ha l'approvazione istituzionale ed è pubblicato sulle più accreditate riviste scientifiche. Essendo le riviste ufologiche e i convegni considerati non scientifici dal mondo accademico, tutto ciò che è presentato non é considerato degno della minima attenzione ed è lasciato ai commenti scherzosi dei giornalisti, che trattano l'argomen-to come folklore. Tutte le documentazioni ufologiche presentate fino ad oggi non so-no servite a modificare questa situazione. Alla ricerca di qualcosa che possa essere u-tile per le ricerche ufologiche abbiamo scoperto che nella storia della scienza vi sono molti elementi trascurati. Da ormai svariati anni alcuni studiosi sono impegnati a pre-sentare ai colleghi ufologi e al pubblico interessato i risultati delle proprie ricerche nei convegni organizzati dall'USAC. In particolare vanno illustrando l’opera di Niko-la Tesla, perché fra le sue invenzioni ve ne sono molte che possono aprire nuove pro-spettive alla ricerca ufologica. Ancora troppo pochi ne conoscono l'importanza, è op-portuno ricordare ancora una volta che è Tesla l’inventore della corrente alternata. Con la distribuzione a corrente continua di Edison non si sarebbe mai potuta realizza-re una distribuzione come quella a corrente alternata. Ma l’autore dell'invenzione alla base dello sviluppo industriale, quale ringraziamento, è stato cancellato dalla storia. Il progetto della prima centrale idroelettrica sulle cascate del Niagara porta la firma di Tesla. Mentre i finanziatori della Westinghouse facevano i conti degli enormi profitti ricavabili dalla distribuzione elettrica mediante fili, Tesla commetteva lo sbaglio di far sapere che era possibile farlo anche senza fili. Presidente dell'associazione degli ingegneri, invitato a tenere conferenze nelle più importanti università, amico dei più eminenti scienziati, sicuramente il più noto e il più pagato, improvvisamente, pur es-sendo ancor vivo, finì nel dimenticatoio. Pur ritrovandosi da solo e con mezzi finan-ziari molto limitati Tesla scoprì che l’energia poteva essere ricevuta non solo senza fili, ma anche senza produrla, perché c’era già. All'inizio di questo secolo Tesla, in una conferenza universitaria, disse che un filo teso da terra fino alla ionosfera può captare energia. Ottanta anni dopo un italiano, il prof. Colombo, propose alla NASA l’esperimento del Tethered satellite, un satellite collegato allo "shuttle" con un cavo d’acciaio, che poteva essere srotolato per una lunghezza di dieci chilometri. Al primo tentativo il cavo si ingarbugliò, ma già fece misurare una corrente superiore al previ-sto, poi al secondo tentativo il cavo raggiunse una maggiore lunghezza, confermando che l'energia era di più di quella prevista, anche se non venne mai stata raggiunta tutta la lunghezza possibile. Tesla è stato autore di tantissime altre invenzioni, ma dal pun-to di vista teorico non ha rivelato che una minima parte di ciò che aveva capito.

Fine seconda parte

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