Nikola Tesla
Un genio volutamente dimenticato
di Vittorio Baccelli
Lo spostamento dell’asse dei poli
Lo spostamento dell’asse dei poli è collegato col nostro schema evolutivo. Tra questi due processi vi è interrelazione, l’ultimo cambiamento fu di grandi dimensioni e direttamente legato alla nostra consapevolezza. Non fu un cambiamento in positivo, ma in negativo, perché la nostra coscienza subì una “caduta”. Fino a poco tempo fa si credeva che i mutamenti dell’asse polare fossero cose impossibili o che avvenissero una volta ogni miliardi di anni. Ma in verità l’asse dei poli cambia ogni 12.000 o tredicimila anni, o meglio per dirla in altre parole, ogni volta che raggiungiamo quei particolari punti della precessione degli equinozi, perciò è un fenomeno che accade con regolarità. Gli scienziati hanno oggi scoperto che si sono già verificati numerosi spostamenti dell’asse polare nella storia del nostro pianeta. Non solo questi mutamenti d’asse avvengono regolarmente, ma i poli hanno perfino invertito la loro posizione, nord e sud e viceversa: le calotte polari sono state all’equatore. Difficilmente potrete trovare un posto sul pianeta ove non vi siano conchiglie marine. Potete rinvenirle in cima alle Montagne rocciose e perfino nel lago Tititaca che adesso si trova a 3.600 metri sul livello del mare. Sono stati raccolti campioni di corallo altri quindici centimetri e lunghi sei metri dal fondo dell’oceano e il sedimento è stato letto come si fa con gli anelli d’un tronco d’albero. Il mutamento dell’asse dei poli ha vaste proporzioni, con i metodi forniti dall’analisi dello ionio e del radiocarbonio emergono prove che approssimativamente 12.000 anni fa il Polo Nord si sia spostato dall’odierna baia di Hudson sino alla sua attuale dislocazione dell’Oceano Artico. Nella Siberia del Nord ci sono prove di umani, bisonti e alberi fatti a pezzi e maciullati con incredibile forza e improvvisamente congelati. I bisonti avevano tracce di cibo tropicale nello stomaco da quando furono congelati Questi resti sono inseriti così profondamente nella struttura del ghiaccio che quel cibo è ancora commestibile al giorno d’oggi. Il cambiamento dell’asse dei poli avviene dunque molto rapidamente e si completa nel giro di venti ore.
Vi è ogni genere di teorie sulla ragione per la quale accade il cambiamento dell’asse dei poli. Per esempio: le calotte di ghiaccio s’espandono e scivolano costringendo la terra ad uscire dal suo equilibrio, come un giroscopio. Una teoria frutto delle ricerche dello scienziato svedese Hannes Alfvenis, che viene definita magnetoidrodinamica o MHD.
Tale teoria sostiene che sotto la crosta solida terrestre vi sia uno strato semisolido. A volte questo strato si comporta come se fosse solido e mantiene la crosta terrestre in posizione, altre volte, precisamente nei casi di un collasso del campo magnetico terrestre, questo strato si comporta come un liquido, permettendo alla crosta terrestre di cambiare posizione. Un esperimento ha replicato la possibilità di questa teoria in laboratorio.nessuno sa veramente quale sia la causa di questo processo, una volta iniziato la superficie della terra si sposta a circa tremila chilometri orari e il vento s’avvicina a millecinquecento chilometri l’ora. Ovviamente è più che sufficiente per devastare praticamente tutto quello che sta in superficie. Non c’è da meravigliarsi se speriamo d’essere in grado di riuscire a controllare un po’ di più questo fenomeno.
Quale che possa essere l’ampiezza di questo scivolamento esso porterà con se un mutamento della consapevolezza. Cioè se contemporaneamente cambieremo anche noi, se realizzeremo un fondamentale cambiamento nella consapevolezza, potremo influire notevolmente anche sul mutamento della posizione dei poli. Il nostro compito allora, è quello di acquistare una coscienza talmente elevata da far in modo che il prossimo cambiamento diventi un evento piacevole e non spaventoso.
Un cambiamento della posizione dei poli è simile a un parto: se una donna si trova in stato di panico allora la nascita sarà difficoltosa e piena di dolore, se invece la partoriente si rilasserà e non avrà timore, tutto si svolgerà senza difficoltà. La nascita dovrebbe essere semplice.Tutto dipenderà dal grado di consapevolezza raggiunto.
Il caso Nikola Tesla
Nella storia scientifica dell’evento della Tunguska è stato fatto entrare pure un grande personaggio, l’uomo che inventò la luce elettrica, che costruì la prima stazione al mondo di energia idroelettrica, che inventò la radio e tante altre interessantissime cose.
È stato pure lo scopritore dell’illuminazione a fluorescenza, della sismologia e di una rete di comunicazione di dati su scala mondiale. Nikola Tesla, uno scienziato che è senza dubbio lo sconosciuto eroe della scienza del XX° secolo. La sua vita è stata una serie incredibile di trionfi scientifici, seguiti da un’altrettanta inconcepibile serie di personali disastri commerciali.Era nato a Smiljan Lika, nell’attuale Croazia, nel 1856. Dopo i primi studi condotti a Lika e a Carlstadt sotto l’influenza della madre Georgina Mandic, anch’essa inventrice, come d’altra parte il padre, Tesla si trasferì all’Università di Graz dove studiò matematica e fisica, laureandosi nel 1877. Ebbe poi la volontà di studiare filosofia a Praga. Nel 1881 propose a Budapest la sua prima invenzione: il telefono ripetitore. Nel 1884 emigrò negli Stati Uniti. Dopo un periodo in cui collaborò con T.A.Edison nel suo laboratorio di Menlo Park, lo lasciò in seguito ad un litigio. Lavorò poi per G. Westinghouse che aveva fondato da poco la Westinghouse Electrical Company. Preferì però, dopo poco tempo, lavorare per conto proprio sviluppando tutta una serie d’importanti invenzioni. Una caratteristica generale di molte di queste era la fiducia che Tesla aveva per le correnti alternate, a differenza di quanto inizialmente pensava Edison. La dimostrazione della superiorità di tali correnti la pose in atto nel 1893 illuminando l’intera esposizione universale di Chicago. Anticipò di almeno due anni la telegrafia senza fili, senza però svilupparla. Il sistema delle correnti alternate fu prescelto da Tesla anche per il progetto dello sfruttamento energetico, ceduto alla Westinghouse, della Cascata del Niagara.
Le moltissime invenzioni hanno fatto di lui uno dei più prolifici e geniali inventori dell’ottocento e novecento. Le sue capacità creative erano straordinarie come pure la competenza tecnica era notevolissima. Aveva il solo difetto di non essere stato letteralmente in grado di realizzare e approfondire le sue innumerevoli idee. Quelle che seppe portare a termine ancora oggi lasciano sbalorditi. Ogni possibilità però di celebrare i risultati conseguiti in vita si perse nella confusione creata dalla sua morte, avvenuta a New York il 7 Gennaio 1943, in epoca di guerra. Tutto il suo lavoro fu dichiarato "top secret" dalla FBI, dalla Marina Militare americana e dal Vicepresidente Wallace. Egli lasciò scritto: "Provo continuamente un senso di profonda e inesplicabile soddisfazione nell’apprendere che il mio sistema polifase viene usato in tutto il mondo per illuminare i momenti oscuri dell’esistenza, per migliorare la qualità della vita; e che il mio sistema senza fili, in tutte le sue essenziali caratteristiche, viene utilizzato per rendere un servizio e per dare felicità alla gente in ogni angolo del mondo".È stato uno scienziato brillante, un profeta che leggeva realmente nel futuro, ma che il suo tempo non fu in grado di comprendere. Il risultato finale è stato che uno dei maggiori benefattori dell’umanità è stato dimenticato. Tesla morì come aveva vissuto: solo e nell’anonimato, destinato all’oblio per l’ordine top secret che proibiva di parlare dei suoi lavori.Che cosa aveva potuto causare tutto questo? La rottura con Edison indusse Tesla ad abbandonare la concezione tradizionale dell’elettricità. Si trasferì a Colorado Springs, vicino a Denver, cercando di realizzare una concezione nuova sull’elettricità: comunicare in ogni parte del mondo non usando i fili. Secondo la sua teoria, la terra stessa costituiva un conduttore naturale e poteva essere sfruttata per far viaggiare le onde elettriche inviate da un trasmettitore centrale. Tali onde sarebbero state raccolte da ricevitori posti ovunque nel pianeta.Dato che nessuno gli volle credere, nel 1899 Tesla costruì un trasmettitore che poteva anche fungere da ricevitore. Con questa struttura, piazzata sopra il suo laboratorio, sperava di inviare un’onda elettrica vagante per poi riprenderla. Intuendo che una singola onda avrebbe perso potenza nel trasferimento, pensò di fornire impulsi elettrici successivi, creando così un pacchetto energetico continuo di potenza crescente. A Colorado Springs tutti gli abitanti potevano osservare l’enorme e strana antenna, alta 60 metri che terminava con un globo di ferro. Molti sono stati i testimoni che videro accendersi 200 lampadine senza collegamento di fili elettrici a 40 Km di distanza. Un esperimento particolare con quell’antenna resterà nella storia di questa civiltà: un fulmine uscì dal globo di ferro in cima all’antenna, crebbe di dimensioni fino a diventare un globo elettrico che mandava verso il cielo lampi scoppiettanti di lunghezza almeno di 50 metri. La zona fu pervasa da rombi di tuono e l’erba assunse il colore di un verde brillante come se ci fosse fosforescenza. Il fatto più traumatico sicuramente fu quello sopportato dagli abitanti, i quali, camminando nelle strade, vedevano sprizzare scintille elettriche che dai loro piedi finivano sul selciato. Dopo tanto spettacolo anche il finanziere J.P. Morgan, convinto del genio inventivo di Tesla, investì ben 150.000 dollari nel progetto della trasmissione d’energia. Perciò Nikola Tesla si trasferì a New York e cominciò la costruzione della prima torre per le comunicazioni a Long Island: la Wardenclyffe.Questo avveniva nel 1900.
L’imponente torre Wardenclyffe, costruita a Long Island.
Tre anni dopo, quando la Wardenclyffe fu completata, Tesla annunciò un’altra delle sue scoperte: sarebbe bastato dare una potente energia ai suoi trasmettitori per trasformare la litosfera terrestre in un gigantesco portalampade. Bastava in pratica infilare un bastone metallico nel terreno, collegarlo ad un trasformatore, per avere elettricità a volontà. Tesla era dell’opinione che per generare l’energia iniziale fosse sufficiente usare impianti idroelettrici. Il punto debole di tanta invenzione stava nel fatto che se il trasmettitore avesse inviato, anziché su tutto il globo in maniera uniforme, una forte quantità d’energia in un solo punto, allora si sarebbe verificata una distruzione totale. Secondo i calcoli, con questo sistema si poteva inviare tranquillamente un’energia pari ad una bomba nucleare da 10 megatoni. La storia ci ricorda che Tesla non ebbe mai la possibilità di sperimentare la sua rivoluzionaria invenzione. Nel 1903 il sostenitore Morgan ritirò il finanziamento. Sicuramente questo magnate americano avrà pensato che un raggio della morte da 10 megatoni poteva anche andar bene, ma fornire energia elettrica in forma illimitata e gratuita a tutto il mondo era assolutamente impensabile. A quel punto Tesla fu abbandonato da tutti. Sommerso dai debiti, dovette svendere il laboratorio di Colorado Springs per pochi dollari, tanto che nel 1906 non ebbe più soldi per pagare gli stipendi dei dipendenti della Wardenclyffe, che rimase vuota. Fu proprio in quel periodo che la vita di Tesla iniziò a rivestirsi di mistero.Quando il mondo cominciò la corsa agli armamenti, che poi sfocerà nella prima guerra mondiale, Tesla cercò di portare acqua al suo "mulino" proponendo un sistema di distruzione più potente. Si crede però che siano state solo dicerie, appoggiate da un fatto insolito come la sparizione della nave francese Jena che saltò in aria in circostanze misteriose. È noto che Tesla rimase neutrale dinanzi a quest’esecrabile gesto. Egli aveva dichiarato, in precedenza, che il suo trasmettitore avrebbe potuto mandare "onde d’urto" d’intensità tale da causare un’esplosione nella santabarbara di una nave da guerra e farla saltare in aria. Il fatto poi che la Wardenclyffe, anche senza operatori, potesse funzionare senza problemi ha fatto sì che ci fossero state, in seguito, delle supposizioni su un suo impiego nel caso della Tunguska.In pratica nel 1908 Tesla sembra che abbia detto: " Il mio non è un sogno. Si possono realizzare impianti senza fili in grado di rendere inabitabile qualsiasi zona della Terra, senza esporre la popolazione d’altre parti a seri danni o avere inconvenienti collaterali."Non ci sono certezze in merito, considerando poi che Tesla, nel disperato tentativo di ottenere aiuti finanziari per la sua ricerca, si sia lasciato andare a dichiarazioni del tutto particolari. È risaputo però che fino al 1915 Tesla non ebbe nessun finanziatore che lo potesse aiutare, tanto che la Wardenclyffe fu rasa al suolo nel 1917. Un fatto singolare è che egli avesse l’abitudine il 10 Luglio d’ogni anno, giorno del suo compleanno, di fare rivelazioni clamorose sul futuro dell’elettricità. Erano dichiarazioni così sensazionali che il rito finì col diventare una cosa ridicola.Nel 1935 cercò di coinvolgere di nuovo il magnate Morgan in un progetto di difesa che impiegava raggi di particelle del tutto simili a quelle che conosciamo oggi tramite i film di "Star Trek".Quando Tesla morì, le sue invenzioni vennero requisite dal governo americano e, molto tempo dopo, restituite al nipote, tranne quelle sul raggio della morte.Il fatto che Tesla potesse aver effettivamente attivato la Wardenclyffe Tower per determinare la devastazione della Tunguska, resta una congettura di qualche autore che non tiene conto d’alcuni fatti assai importanti. Ciò non toglie, ripeto, che Tesla non fosse potenzialmente in condizione per effettuare una simile esperienza. Uno dei fatti tecnici che egli doveva superare era la disponibilità di una potenza energetica primaria per raggiungere i 30 megatoni finali. Non era possibile poi eseguire un simile esperimento di nascosto e soprattutto la centrale idroelettrica interessata non poteva essere assolutamente una sola. Un esperimento di questo tipo a chi poteva servire? Forse al Governo degli Stati Uniti? Un’altra incongruenza la ritroviamo nella probabile traiettoria che l’ipotizzato bolide energetico avrebbe dovuto compiere.
Analizzando l’aspetto geometrico, essa doveva avere caratteristiche curvilinee e giungere da nord per colpire la zona disabitata della Tunguska: il contrario di quanto riferì la maggioranza dei testimoni dell’epoca.Credo infine che, non avendo ancora oggi prove tangibili di una vera e propria sperimentazione in tal senso, sia abbastanza difficile stabilire se gli effetti possono essere comparati con quelli effettivi riscontrati nella taiga, con tutte le peculiarità dell’evento, esplosione compresa, nei termini già analizzati.Una cosa è certa però: l’invenzione di Nikola Tesla, conosciuta come la trasmissione d’energia elettrica senza fili, verrà in seguito applicata ma non per scopi benefici. Tesla in proposito lasciò scritto: "Il successo pratico di un’idea, indipendentemente dalle sue qualità inerenti, dipende dalla scelta dei contemporanei. Se è al passo coi tempi, essa viene rapidamente adottata; in caso contrario, è destinata a vivere come un germoglio che sboccia, attirato dalle lusinghe e dal calore del primo sole, per essere poi danneggiato e crescere con difficoltà a causa del gelo che s’impone. "Questo gelo è stato recentemente sciolto, purtroppo. Nell’evoluzione tecnologica militare degli Stati Uniti da qualche anno è comparso il progetto HAARP (High Frequency Active Auroral Research Project). Il Pentagono ci sta facendo credere che si tratti di un innocuo esperimento, mentre ci troviamo di fronte ad un’arma che agisce sulla ionosfera con probabili sviluppi indescrivibili per gli esseri viventi. Nel 1987 il consulente dell’Atlantic Richfield Corporation (ARCO), il fisico Bernard J. Eastlund, applicò tutte le sue risorse intellettive per riprendere il brevetto di Nikola Tesla della Wardenclyffe. Il nuovo sistema è stato denominato: "Metodo ed apparecchiatura per l’alterazione di una regione dell’atmosfera, ionosfera e/o magnetosfera terrestre". In verità il metodo doveva servire ad Eastlund per scoprire vasti giacimenti di gas naturali che la compagnia petrolifera ARCO stava cercando in Alaska.Quando gli studi avevano raggiunto un certo successo, intervenne il fisico nucleare Edward Teller (uno dei più accaniti scienziati USA, che si è dedicato alla costruzione della bomba atomica e soprattutto di quella all’idrogeno), che fece nascere nuove iniziative segrete, atte a portare avanti il sistema militare di "Guerra Stellare". In breve tempo l’Alaska si è trasformata nell’ultima frontiera di ricerca militare.
L’installazione principale del Progetto HAARP si trova in Alaska, a Gakona, 150 miglia circa a nord-est di Anchorage. La scelta di questo sito è stata fatta per tre motivi fondamentali:
La sua vicinanza al Polo e quindi alla zona di concentrazione delle linee magnetiche del nostro pianeta.
La presenza di notevolissime fonti energetiche naturali nel sottosuolo.
La sua distanza dai centri urbani.
Il programma HAARP ha portato alla costruzione di un sistema di 360 antenne, alte 23 metri, capaci di trasmettere, con l’obiettivo di migliorare le comunicazioni militari, un "raggio" d’energia ad alta frequenza nella ionosfera. La ionosfera è quella parte di regione atmosferica che inizia sui 50 km d’altitudine e termina intorno agli 800 km. Secondo le indiscrezioni più recenti, quest’arma sarebbe capace di interferire con estese zone dell’atmosfera e quindi, secondo la logica militare, abbattere missili e aerei e qualche cosa d’altro. Esistono oltre 400 brevetti collegati al progetto HAARP e la maggioranza di loro sono progetti offensivi o per meglio dire sono armi offensive. Rimane sempre la logica che sfrutta il sistema d’irraggiamento a fascio d’energia, diretto dalla Terra verso lo spazio. Si può veicolare l’alta frequenza energetica in una zona dove è stata istallata un’antenna ricevente, ma si può irradiare, oltre che nelle zone militari, anche in centri urbani. Naturalmente non è sfuggito agli alti comandi militari l’utilizzo di una simile tecnologia per abbattere oggetti volanti d’origine extraterrestre, se ciò fosse naturalmente possibile. Pure gli scienziati sovietici si sono dedicati ad una simile ricerca per oltre 25 anni, sino a quando il cambio politico e lo smembramento dell’URSS hanno determinato un fortissimo indebolimento economico, con conseguente privazione dei necessari sostegni finanziari agli istituti d’investigazione. Oltre alla sede di Gakona, ci sono altre installazioni simili, dislocate in varie parti del pianeta. La prima si può localizzare in Arecibo (Porto Rico), la seconda a Fairbanks in Alaska, la terza a Tromso (Norvegia), poi a Pine Bush in Australia e infine a Steeplebush in Inghilterra. Sicuramente si stanno costruendo altre installazioni del genere nell’emisfero meridionale del pianeta.Si è saputo che nell’impianto pilota di Gakona è in grado di irradiare 1.700.000.000 watt in atmosfera. Questo è effettivamente lo sviluppo negativo dell’invenzione di Tesla. Egli odiava la guerra e, a tal proposito, dichiarò: "Non si può abolire la guerra mettendola fuori legge. Non vi si può porre fine disarmando i forti. Ma si può fermarla rendendo tutti i paesi in grado di difendersi. Ho appena scoperto una nuova arma di difesa che, se verrà adottata, trasformerà completamente i rapporti tra le nazioni. Le renderà tutte, grandi e piccole che siano, invulnerabili a qualsiasi attacco proveniente dalla terra, dal mare o dall’aria. Bisognerà, in primo luogo, costruire una grande officina per fabbricare quest’arma, ma quando sarà completata, sarà possibile distruggere uomini e macchine in un raggio di 320 km". Nel 1934 Tesla descrisse in un articolo un’apparecchiatura simile al laser, affermando: "Questo strumento proietta particelle che possono essere relativamente grandi o microscopiche, che permettono di trasmettere a gran distanza un’energia milioni di volte più forte che quella ottenibile con qualsiasi altro raggio. Così una corrente più sottile di un filo può trasmettere migliaia di cavalli vapore. E nulla le può resistere."A causa delle sue dichiarazioni, corse voce che Tesla avesse inventato un "raggio della morte". Egli immediatamente replicò: "L’invenzione di cui ho parlato, a diverse riprese, non ha niente a che vedere con ciò che comunemente viene definito 'raggio della morte'."Vorrei concludere su Nikola Tesla, uno dei più geniali uomini apparsi in questo pianeta, con una sua frase emblematica che descrive la sua natura di scienziato in maniera superlativa: "Il dono della forza della ragione ci viene da Dio, dall’Essere Divino, e se concentriamo le nostre menti su questa verità, stabiliamo un’armonia con questa grande forza. Mia madre mi aveva insegnato a cercare ogni verità nella Bibbia".
Torniamo all’esperimento di Philadelphia visto dagli ufologi
Almeno superficialmente l’Esperimento Philadelphia, ufficialmente conosciuto come Progetto Rainbow, era un’operazione militare segretissima finalizzata a rendere invisibile una nave da guerra. L’esperimento ebbe luogo nel 1943 nel bel mezzo della seconda guerra mondiale. Rendere invisibile una nave da guerra in verità non era poi così difficile, seguendo i protocolli di Tesla sarebbe bastato spingersi al successivo sovratono dimensionale, invisibile a chiunque si trovi al nostro livello dimensionale. La tecnologia per realizzare l’esperimento, sostengono gli ufologi, fu suggerita dai grigi: volevamo una tecnica di mimetismo per vincere la guerra, ma gli alieni avevano ragioni molto differenti per fornirci tale tecnologia.
Per rendere invisibile un oggetto, e non solo al radar, o meglio per raggiungere il sovratono dimensionale superiore, si devono creare dei campi di controrotazione energetica ad una velocità particolare. Nel corso dell’esperimento gli scienziati realizzarono campi di controrotazione basati sulla stella-tetraedro. Quando c’è il passaggio da un mondo dimensionale ad un altro, i campi di controrotazione scattano da nove decimi della velocità della luce alla vera velocità della luce, procedimento questo che coinvolge una serie incredibilmente complessa di intere armonie numeriche che si affastellano le une sulle altre. L’esperienza visiva di questo fenomeno è che lo spazio attorno si trasforma in una nebbia rossa e prende l’aspetto di un disco. I colori percorrono molto rapidamente l’intero iride passando dal rosso all’arancione, al giallo, al verde, al blu sino al viola, al viola ultravioletto per trasformarsi poi in un’accecante luce bianca, che lentamente scompare. Ogni oggetto fisico sembrerà fatto d’oro, poi l’oro lentamente diverrà traslucido e quindi trasparente. A qual punto si vede attraverso le cose.
Poi arriveranno le tenebre e il viaggiatore affronterà un cambio di posizione di 90°, scomposto in due differenti fasi di 45°. I vari mondi dimensionali sono sempre divisi da angoli di 90°. Dopo la rotazione di 90° si ritroverà in un altro mondo, con un diverso livello dimensionale.
L’Esperimento Philadelphia, malgrado non vi sia chiarezza su ciò che realmente avvenne, è considerato un episodio storico, in esso fu coinvolta la nave da guerra USS Eldrige. Gli scienziati volevano renderla invisibile al radar, non totalmente invisibile. Nel corso dell’esperimento i colori passarono dal rosso all’arancione, al giallo, al verde; tutto questo non durò a lungo e non si riuscì a superare quello stadio. L’esperienza fu paragonabile a quella di portare un jet vicino a terra e spegnerne di colpo i motori. In altre parole l’esperimento fallì sotto il profilo interdimensionale. La nave sparì dal porto di Philadelphia per quattro ore. Quando riapparve alcuni dei marinai furono ritrovati letteralmente conficcati nel ponte, due erano nelle paratie, alcuni avevano preso fuoco, altri non si trovarono più e certi presero a materializzarsi e smaterializzarsi a ciclo continuo. I sopravvissuti erano tutti comprensibilmente disorientati. Due marinai si gettarono dal ponte della nave nel mezzo dell’esperimento pensando di poterle nuotare lontano ma, quando giunsero a riva si ritrovarono a Long Island, nello stato di New York nel 1983.
La ragione per cui arrivarono in quel preciso momento fu che un simile esperimento chiamato Progetto Montauk, con collegamenti con l’Esperimento Philadelphia, fu realizzato proprio nel 1983: i marinai scampati erano due fratelli di nome Duncan e Edward Cameron.Entrambi gli esperimenti furono condotti il 12 di agosto dei rispettivi anni. Secondo Al Bielek, che afferma di essere Edward Cameron, uno dei due uomini saltati dalla nave, ci sono quattro biocampi nel pianeta e tutti e quattro emergono ogni venti anni il 12 di agosto: nel 1943, 1963, 1983, 2003 e così via…
Ciò crea un picco d’energie magnetiche in quei periodi che ha accoppiato i due esperimenti. Le energie furono sufficienti a creare un campo d’iperspazio e a far scivolare la USS Eldrige nell’iperspazio durante l’esperimento del 1943.
Al Bielek è convinto che il collegamento trai due esperimenti abbia provocato una grande lacerazione nello spazio-tempo e, che questo sia stato causato deliberatamente dai grigi che lavorano all’esperimento del 1983. Fecero questo per creare una lacerazione nello spazio-tempo in modo da poter consentire il passaggio di un gran numero d’alieni e astronavi. Evidentemente la spaccatura era necessaria per far passare astronavi di grandi dimensioni ed effettuare un’invasione indolore, silenziosa e di massa. Da quell’invasione derivò l’alleanza tra gli USA e i grigi. Secondo il calcolo lineare del tempo l’esperimento progetto Montauk del 1983 avvenne dopo l’Esperimento Philadelphia del 1943, ma quest’ultimo ha creato un anello temporale in cui il nostro modo di concepire la cronologia lineare spazio-tempo non si applica più.
La spina dorsale di Duncan Cameron fu usata per far scorrere i campi nel caso dei due esperimenti. Ciò è semplicemente ciò che fanno certe forma di vita: i delfini e le balene ad esempio. Il capobranco usa la sua spina dorsale per stabilire un campo elettromagnetico attorno a sé e così tutto il branco è connesso con lui. Qualunque cosa faccia l’animale dominante, gli altri membri del branco lo imitano.
Dunque Duncan Cameron fu usato in entrambi gli esperimenti, il buco nello spazio-tempo ha creato un enorme vortice d’energia nella quarta dimensione che preoccupa assai; se questo vortice dovesse apparire nella nostra dimensione, enormi aree della Terra potrebbero venir distrutte…e persino l’intero pianeta.
Ma i grigi non appaiono minimamente preoccupati per questo, secondo loro il problema non esiste.
Terra, Marte, Giove e oltre ancora
… ho iniziato a vagare in rete alla ricerca di documentazioni sull’ipotetica fine del mondo, è così saltato fuori che secondo l’attendibilissimo calendario maya, questa sarebbe collocata per domenica 23 dicembre 2012. Sì, appuntate questa data, 23 dicembre 2012, poi fate le vostre ultime telefonate, rispondete alle e-mail e risolvete le faccende più urgenti, perché quel fatidico giorno il mondo finirà. O almeno così prevedevano i maya. Secondo le iscrizioni di Palenque, l’antica civiltà precolombiana riteneva che ogni età della storia fosse formata da tredici baktun. Un baktun è un periodo di tempo equivalente a quattrocento tun, ciascuno dei quali è formato da trecentosessanta giorni. Fatti un po’ di calcoli ci stiamo avvicinando in fretta alla fine di quella che i maya avevano denominato, l’Età del Giaguaro. E se è vero che ogni Età finisce con un cataclisma, fra pochi anni il nostro destino potrebbe prendere una svolta definitiva…
(da “La cavalletta non si alzerà più”)
Sempre secondo gli ufologi furono i grigi ad ispirare questi esperimenti al governo americano che nel primo affidò il compito a Tesla, lui conscio dei rischi si defilò abbandonandolo e sconsigliando chiunque a proseguire. Non si può affermare che il governo USA abbia seguito le direttive degli scienziati rimasti a condurre l’esperimento, forse tutto si è mosso guidato da registi occulti e lo scopo non fu quello di rendere invisibile al radar una nave, anche se questa fu la spiegazione ufficiale. I grigi avevano un progetto molto più ambizioso che aveva a che fare con Marte.
Monumento su Marte - Area di Cydonia
Ancora gli ufologi sostengono che un milione d’anni fa gli antenati dei grigi effettuarono con successo un esperimento quasi identico a questo e, lasciarono su Marte dei monumenti che lo descrivono matematicamente. Tali monumenti furono fotografati dalla navicella Viking della NASA nel 1976. Le foto scattate dalla Viking mostrano che su Marte esiste qualcosa che ricorda un volto umano in un’area oggi conosciuta come Cydonia. La Viking fotografò anche una piramide con cinque lati e altre a quattro lati assieme a altre forme variamente identificabili. Alcune persone, tra le quali Vincent di Pietro e Gregory Molenaar, dipendenti entrambi della NASA e in seguito Richard Hoagland, ottennero le foto dalla stessa NASA e le diffusero. Dopo aver interpretato i monumenti di Marte, dei quali la NASA era particolarmente riluttante a riconoscerne l’esistenza, Hoagland assieme al geologo Erol Tosun, cominciò a studiare la geometria di quegli oggetti. A mano a mano che acquisiva una maggior conoscenza della scienza della geometria sacra e studiava sempre più intensamente la geometria di quelle immagini, scoprì che gli angoli tra le piramidi descrivevano matematicamente un tetraedro inserito in una sfera. Studiò inoltre immagini di Giove, di Saturno e di Nettuno scattate sempre dalla NASA e scoprì che la macchia rossa di Giove si trova a 19,5° di latitudine, la grande macchia scura di Nettuno si trova a 19,5° di latitudine e i ricercatori sono convinti che vi sia una zona scura del tutto simile su Urano a 19,5° di latitudine sud. Su Saturno sono presenti due cinture di nuvole a 19,5° di latitudine a sud e a nord. Perciò è evidente che vi sia una concentrazione massiccia d’energia planetaria a questa latitudine; sulla Terra il vulcano Maunakea nelle Hawaii si trova a 19.5°nord.
La NASA non vuole che si venga a sapere delle piramidi su Marte e ha fatto il possibile per ridicolizzare le parti coinvolte, anche all’interno della propria organizzazione.
Tesla aveva in mente di fornire al mondo un’energia libera proveniente da una fonte tanto naturale quanto inesauribile, assorbendo l’elettricità direttamente dall’atmosfera per poi incanalarla in un trasmettitore di onde, come una radio.
Questa sconvolgente scoperta non era chiaramente di gradimento ai magnati dell’industria, ai proprietari degli impianti elettrici, ai produttori di cavi elettrici e generatori, per non parlare poi dei signori del petrolio. Venne il 1910 e Tesla fu deriso e ridicolizzato, mentre le persone che lo avevano sostenuto finanziariamente furono costrette dai potenti dell’industria a richiedergli immediatamente la restituzione del denaro investito. Considerato dalla maggior parte dell’opinione pubblica come un folle, abbandonato da tutti e profondamente sconfitto, Nikola Tesla morì negli USA nel 1943.
Su Venere corre voce vi sia un altro complesso di monumenti dei quali la NASA è da tempo al corrente. Nel gennaio del 1985 la NASA scoprì su Venere un complesso identico a quello di Giza: tre piramidi e una Sfinge perfettamente uguale a quella terrestre. Vi sarebbero oltre duecento foto di tale complesso denominato Citeriano.
La NASA comunicò la notizia una sola volta attraverso una singola stazione televisiva in Florida: naturalmente nessuno avrebbe dovuto crederci, la divulgazione fu fatta per essere in regola con le leggi sulla trasparenza delle ricerche in vigore negli USA. Divulgando la notizia una sola volta, la NASA aveva adempiuto legalmente il suo obbligo d’informare il pubblico e fu in grado d’insabbiare il tutto dopo quest’iniziale rivelazione.
Immediatamente dopo questo fatto la NASA inviò una navicella su Venere e ricavò una mappa del 90% della sua superficie nel tentativo di scoprire cos’altro vi fosse laggiù. Questo era tuttavia solo l’aspetto tridimensionale della faccenda: ovviamente non sapevano come ricavare una mappa quadridimensionale del pianeta. Quando si scende su un pianeta occorre sintonizzarsi sul giusto livello dimensionale per trovare qualcosa di significativo. Solo certi livelli dimensionali sono vivi, nella terza dimensione non vi è vita su Venere.
Invece nella quarta dimensione Venere è un pianeta vivo, popolato – sempre secondo gli ufologi – dalla razza degli Hathor, il popolo più intelligente e avanzato del nostro sistema solare, molto più progrediti, di noi, dei grigi e dei Nefilim. Gli Hathor sono esseri di pura luce animati da un grandissimo amore per tutte le cose, collaborarono con gli egizi e quindi con noi per lunghissimo tempo. Il complesso piramidale su Venere ha a che fare col flusso continuo di comunicazioni e di viaggi nei due sensi che un tempo intercorreva tra loro e gli egizi.
Vi sono altri complessi di questo genere sulla Luna.
Ma torniamo all’Esperimento Philadelphia e alla vera ragione per cui i grigi lo suggerirono. Quando l’atmosfera di Marte arrivò al punto di collasso, gli antenati dei nostri grigi costruirono il complesso di Cydonia col fine di creare la merkaba esteriore, un veicolo spaziotemporale che avrebbe consentito loro di proiettarsi nel futuro. Non solo costruirono questo complesso a Cydonia per mostrare matematicamente ciò che avevano realizzato, ma la struttura stessa costituì la macchina con cui realizzarono il progetto. Tutto questo avvenne un milione d’anni fa e i marziani ebbero successo nella loro iniziativa e si autoproiettarono su un territorio terrestre (Atlantide?) approssimativamente 65.000 anni prima del nostro tempo. I discendenti dei marziani tentarono di ripetere l’esperimento 16.000 anni fa, ma questa volta ne persero il controllo lacerando i livelli dimensionali e scatenando gli spiriti provenienti da livelli inferiori, infestando i corpi degli abitanti di quel continente che andò perduto.
Non si sa se i grigi ritentassero altri esperimenti, ma sicuramente ne realizzarono uno nel 1913, tentarono nuovamente nel 1943 in occasione dell’Esperimento Philadelphia e nel 1983 col Progetto Montauk: ci sarà almeno un altro di questi esperimenti nel futuro.
Al Bielek, che afferma d’aver partecipato al progetto Montauk, dice che gli scienziati che vi lavoravano avevano sviluppato la capacità di viaggiare nel tempo, cioè avevano la capacità di spostarsi nel futuro e nel passato a loro piacimento. Secondo lui potevano tornare indietro nel tempo sino ad un milione d’anni fa, poi andavano a sbattere contro un muro. Erano in grado di spostarsi nel futuro sino al 2012, data oltre la quale sorgeva una nuova barriera. La ragione di ciò è che il primo esperimento si svolse un milione d’anni fa e non c’è la possibilità di superare il 2012 perché quella è la data del loro ultimo tentativo o del nostro ultimo tentativo.
Tutto questo perché gli esperimenti sono collegati tra loro, non solo quello di Philadelphia e di Montauk, ma proprio tutti!
Fine