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Scriba Times

L’ultimo attacco bipartisan al Sistema Italia da parte del settimanale inglese The Economist, ha avuto il merito di risvegliare le coscienze a sinistra e gli antichi fantasmi a destra, mentre fuori e dentro il palazzo ci si interroga preoccupati: who’s next?

di Rina Brundu Eustace

Che gli ultimi rapporti internazionali sulla libertà di stampa continuino a mostrare un umiliante ranking terzomondista italiano (http://www.freedomhouse.org/research/pressurvey.htm) non dovrebbe sorprendere, né indignare il signor Rossi, quanto piuttosto indurlo ad una pacata riflessione sullo stato delle cose, possibilmente scevra da ogni impressione di militanza politica.

Dato che il Freedom of the Press: a Global Survay of Media Independence è appunto un dettagliato rapporto sul grado di indipendenza dei media in ciascuno dei 194 Paesi considerati, e dato che i fattori minanti questa indipendenza sono sicuramente l’invasione politica, gli armeggi delle oligarghie economiche e non, il rating “Partly Free” puntualmente assegnato al Bel Paese, ad attento guardare, non è altro che un atto dovuto.

Un rapido excursus tra le prime pagine dei siti web dei maggiori quotidiani nazionali è infatti più che sufficiente per giustificare l’idea che, adesso più che mai, il fine ultimo dell’editore italiano sembra essere quello di formare scriba provetti nel decantare le gesta del potentato di riferimento (a destra, a sinistra e per carità di Dio che non ci si dimentichi del centro!) e al contempo nell’irriderne il rivale vile.

Da ogni colonna di giornale, ci salutano dunque titoli scolpiti, limati, pensati, coccolati, mirati a colpire il bersaglio da un lato e a sciacquare la coscienza dall’altro, mentre il significato degli stessi fa spesso a pugni con il contenuto dell’articolo che segue.

In qualche occasione la perfetta incisione del geroglifico di turno sa trasformarsi per miracolo in arte sublime, la maggior parte delle volte però non può che scadere nel ridicolo.

Il sorriso solamente accarezzato tuttavia muore sulle labbra al pensiero che cotanta Stampa dovrebbe essere invece la libera voce della nostra coscienza nazionale, mezzo di educazione e di formazione di un cittadino nuovo, inserito nel suo tempo e proiettato verso il futuro.

Ben vengano dunque i rapporti internazionali, compilati con serietà, che sappiano riportarci con i piedi per terra laddove saremmo tentati di spiccare un pericoloso volo. Ben vengano soprattutto le periodiche ramanzine di ogni mente lucida del nostro tempo, tese ad ammonire e a far riflettere.

Sbagliato però è pensare che l’erba del vicino sia sempre più verde; sbagliato è pensare che il nostro percorso di crescita (morale, intellettuale, politica, economica) debba essere compiuto rinnegando le nostre radici, il nostro orgoglio civile, la nostra storia che non teme confronti.

Sbagliato è continuare a dare esagerata eco (per ogni convenienza politica) alle velleità di ogni faraone d’oltremanica (e non solo!) e alle gesta frustrate di ogni scriba (cchino) il cui unico merito è quello di avere intuito di poter continuare impunito (e senza alcun contradditorio) a battere sullo stesso chiodo con la regolarità di un orologio svizzero.

Con la consapevolezza quindi della necessità di un cambiamento casalingo di rotta, dovrebbe sempre conservarsi dentro ciascuno di noi la certezza di una capacità innata del signor Rossi di risorgere dalle proprie ceneri, insieme alla certezza dello splendore di ogni nuova fenice italica che nascerà e che non avrà mai troppe difficoltà ad oscurare la mediocrità d’intorno.

Proprio come i colori smaglianti di una antica stele dimenticata, brillano comunque di luce propria anche in mezzo al deserto. Scriba Times!

Rina Brundu Eustace

Dublin, 29 novembre 2005


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