Ulassai, il paese di Maria Lai

di Giuseppe Cabizzosu

Il paese di Ulassai, lo ricordiamo, da molti a buon diritto definito il paese dell’arte, ha l’alto onore e privilegio di ospitare molte tra le più importanti e significative opere di Maria Lai, certamente tra le figure più autorevoli, rappresentative ed affascinanti dell’arte moderna del secondo novecento. Numerose opere che, variamente collocate ed installate nel suo vasto territorio, rappresentano, senza dubbio alcuno, uno dei più importanti e significativi percorsi culturali all’aperto esistenti nel nostro paese. Una simbiosi perfetta ed incantevole di messaggi e simboli poetici che si dipanano dalle profondità insondabili delle opere d’arte e si intersecano fondendosi tra loro, apparentemente perdendosi ma in realtà amplificandosi negli ampi e conturbanti spazi del bellissimo paesaggio ulassese. Prende forma in tal modo una mirabile sintesi di natura e di arte, di realtà ed idealità, di forma e materia, di terra, poesia e cielo che danno il senso pregnante e misterioso dell’infinito.      
Numerosissime le opere della grande artista presenti nel paese, tutte liberamente visitabili ed aperte al pubblico gratuitamente.
Maria Lai è per tutti l’artista dei pani, dei telai, delle terracotte, dei libri, del filo e delle tele cucite, fino ad arrivare agli interventi sul territorio degli anni ottanta e novanta che daranno vita a opere di dimensioni notevoli come “La strada del rito”, ad Ulassai, raffigurante i pani e i pesci propri della tradizione ulassese, realizzata con calchi in cemento colorato fissati sui muri di contenimento di una strada vicinale, lunga c.a 7 km., che collega Ulassai alla località di S. Barbara . Ma anche “Le capre cucite”, che rappresentano capre cucite e lenzuola al vento lungo la strada provinciale n. 11, in loc. La madonnina, ad Ulassai, realizzate con graffe metalliche infisse sulla parete del muro di sostegno all’ingresso del paese per una lunghezza di c.ca 1.500 metri ed un’altezza di c.ca 20.
O anche “La scarpata” raffigurante le varie fasi dell’evoluzione dell’umanità’  (dalla preistoria alla scoperta dell’universo fino al crollo dell’era tecnologica), realizzata nel 1993 in cemento armato, acciaio inossidabile, tempera e pietre, di dimensioni pari a 80 metri di lunghezza per 30 metri di altezza. Ma certamente l’intervento che forse riveste una importanza maggiore nella ricerca di nuovi spazi ed orizzonti espressivi dell’artista ulassese è l’operazione “Legarsi alla montagna” realizzata ad Ulassai nel settembre del 1982 che ha visto tutte le case di un intero paese legarsi tra loro e con le montagne circostanti in un legame intimo e profondo tra poesia, arte e favola.
Particolare attenzione tra le opere d'arte presenti ad Ulassai merita il “Lavatoio” detto anche “La fontana che suona” a seguito dell’intervento operato al suo interno da Costantino Nivola nel 1988. L’artista ideò una struttura di coppi in rame che, ordinati in due alti scivoli speculari, conducono il flusso delle acque verso un coppo unico alla base da cui si riversa nelle dodici vasche sottostanti amplificando la melodica armonia dell’acqua che sgorga
Sopra l’opera del Nivola, suo ultimo tributo all’arte, si estendono i telai di Maria Lai  che percorrono tutta la volta dell’edificio in stile impero costruito tra il 1903 ed il 1905 su progetto dell’ingegnere Ernesto Rovot di Cagliari. Fili e corde si intrecciano in un intrico armonico di sapiente levità, quasi a indicare il fluire continuo del tempo e la trama fitta e sottile di un destino ineluttabile che si snoda misterioso sullo scorrere musicale dell’acqua nella fontana della vita. L’esterno della costruzione ospita, ancora, i contributi di altri due grandi artisti: Luigi Veronesi e
Guido Strazza che hanno realizzato nelle pareti laterali dell’edificio due fontane.
L’intero edificio rappresenta, quindi, il risultato unico di un’opera d’arte collettiva che unisce alla personale ricerca artistica di ben quattro grandi esteti il recupero della memoria storica di un paese e la interpretazione, in chiave moderna, di un luogo che nei secoli ha rappresentato quasi il simbolo emblematico dell’esistenza delle donne sarde e del loro duro lavoro quotidiano.
L’opera è stata ultimamente completata con la sistemazione della piazza antistante secondo un progetto di Giuido Strazza.
Altra opera intensa di notevole interesse ed importanza, realizzata e donata dall’artista alla comunità ulassse, esposta nella chiesa parrocchiale dedicata a S. Antioco martire, la “Via crucis”. L’opera, composta di 12 quadri di dimensioni di 12 cm. * 3 m. con soggetto realizzato con filo bianco cucito su cartoncino nero, raffigura le varie stazioni della passione del Cristo nella sua ascesa al monte per la crocifissione.
Di particolare suggestione ed impatto visivo, lungo la strada che dal centro abitato conduce alle famose grotte “Su Marmuri”, meta turistica di numerosi visitatori, troviamo “La Scarpata”: emblematica opera raffigurante le varie fasi evolutive dell’umanità (dalla preistoria alla scoperta dell’universo fino al crollo dell’era tecnologica) realizzata nel 1993 in cemento armato, acciaio inossidabile, tempera e pietre dalle dimensioni di 80 m. di lunghezza per ca 30 di altezza.
Questi ultimi anni hanno registrato un nuovo intensificarsi di rapporti tra la grande artista ulassese che ha trovato, ancora una volta nel suo paese natale, nuova ispirazione, terreno fertile e fecondo per la creazione di altre importanti opere ed iniziative. Ed ecco così la nascita della “Grande lavagna”, del “Muro del groviglio”, della “Favola del pastorello” ma soprattutto del grande “Gioco del volo dell’oca” fondamentale opera didattica per la scoperta, il gioco e lo studio della vita, dell’arte e dei suoi profondi e misteriosi messaggi.
Importante, infine, sottolineare che ad Ulassai, i locali e l’intera area della ex stazione ferroviaria sono stati interamente ristrutturati ed ospiteranno la sede della Fondazione: “Stazione dell’arte” dedicata all’opera ed al messaggio umano ed artistico di Maria Lai. La fondazione esporrà a breve le opere più significative della grande artista ulassese e costituirà un punto centrale di promozione, sviluppo ed irradiazione culturale ed artistica per l’intero territorio regionale e nazionale.

Per una interessante visita on-line tra le incantevoli bellezze paesaggistiche del paese di Ulassai e delle opere di Maria Lai è possibile collegarsi al sito dell’associazione culturale ulassese “Sa perda e su entu” che ha messo in rete la più ampia e completa banca dati fotografica su Ulassai all’indirizzo www.saperdaesuentu.it .


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