11.12.2005
di Viviana Di Vara
Era una notte d’inverno, il vento spirava prepotentemente, i vetri cadevano in frantumi, le fronde degli alberi proiettavano le loro ombre spettrali sullo specchio del laghetto antistante il porticato, i lupi ululavano alla luna, che mostrava uno dei suoi volti piu terribili ed era coperta da nubi che minacciavano un forte temporale.
23.10.2005
di Mariaconcetta Casabona
Il sole era ancora alto, imperioso, cocente. E il sudore imperlava la fronte di Nino, la sua schiena abbronzata. Le sue guance erano imporporate dall’afa della torrida estate siciliana e dalla fatica del lavoro dei campi. Era il tempo della mietitura e Nino si accingeva a compiere con merito il suo lavoro per non far torto a don Antonio Belluca, il quale anni fa per pietà lo aveva preso con sé e, adesso, dopo una faticosa giornata di lavoro lo ricompensava con un tozzo di pane duro, delle olive, una cipolla e un piccolo fiasco di vino così aspro da sembrare aceto.
01.07.2005
di Niccolò Gerrei
Il sole è già alto anche se è ancora presto, neanche le otto. Una bici rossa per poco non mi stira; una montagna di capelli biondi mi chiede scusa, appoggia la bici al muro e corre dentro il bar.
Dentro il bar del distributore c’è una coda interminabile, ma ho lo stomaco che protesta e non me ne andrò da qui prima di cuccarmi un cappuccino e un bombolone pieno di crema.
18.06.2005
di Sebastiano Astuto
Stamattina appena mi sono svegliato ho acceso il televisore e ho visto che su RAI 3 proiettavano un documentario intitolato “10 Luglio 1943”.
Quanti ricordi affiorano nella mia mente alla vista di quella data, scorre un film che risale a un periodo ben distinto della mia vita. Sono trascorsi 62 anni!
01.06.2005
di Telemaco Aliano
05.05.2005
di Emanuele Savasta
In mezzo a tutta quella gente non riconoscevo più alcuna faccia, nessun amico, nessun parente. Ogni persona aveva la stessa maschera posata sul volto. Eravamo all’incirca un duecento e di questi molti stavano nascosti dietro occhiali neri e strofinavano...
04.05.2005
di Barbara Cannas
Trebisonda vagava nei tuoi pensieri come una folle quale era; tu avresti voluto immaginare un abito bianco di una tela diafana che le svolazzava intorno e un candelabro in mano, ma i capelli erano di un deprimente colore grigio topo e gli occhi sbarrati contenevano circolarmente i sensi smarriti...
02.05.2005
di Niccolò Gerrei
<<Ite dich'es morta sa gatto?>> chiese Mario Saliu, noto Marlon Brando, ad Antonio Berritta, che se ne stava immusonito con i gomiti sopra il tavolino, dentro il bar di Gianni Sangiolu.
16.04.2005
di Antonello Giliberto
17.01.2005
di Sveva
C’è un’odore di fritto insopportabile in cucina questa sera.
Lo sterno proprio non la smette di farmi male. Ma odio i dottori. E’ una delle tante cose ereditate da mio padre, perciò dimentico presto il dolore e mi concentro sulla puzza che mi sta impregnando i vestiti e i capelli appena lavati...
07.01.2005
di L. Cannas
Non ho mai pensato che Calvino o Fenoglio, nati negli anni 20’ potessero avere lo stesso curriculum vitae di un loro coetaneo villagrandese, che invece di impegnarsi nelle lotte partigiane si preparava a viver sotto il freddo il gelo e la canicola, ora in montagna ora in pianura...