Archivio
Il corpo del mondo di Massimo Marcotullio
Todaro Editore Pag. 252 € 14
Lo confessiamo: Beo Fulminazzi ci mancava, ma ora è tornato ed ha poca voglia di scherzare, amareggiato com’è, a rovistare nel lerciume che i suoi simili gli ammanniscono giorno dopo giorno. L’investigatore privato padano, che esordì felicemente tre anni fa col giallo umoristico “La morte e il salumiere”, stavolta deve fare i conti coi loschi traffici di gentaglia priva di scrupoli, che ha scelto le sponde del Po, dove si barcamena un’umanità dimenticata ma proprio per questo più viva e vitale, per arricchirsi innescando bombe ecologiche ammantate di legalità nel riciclaggio dei rifiuti.
Tutto ha inizio con la denuncia di un avvocato: sua figlia è scomparsa. Fulminazzi, col conto in banca perennemente in rosso, scopre che la giovane faceva parte di un trio musicale, ma quando trova i due amichetti torturati e uccisi, capisce che dietro quella sparizione c’è ben altro che la fuga di una diciottenne. Ed è seguendo quel filo che si scontrerà con gli interessi della mafia russa, deliranti proclami di post guerrieri slavi, proteste di no global, cariche di polizia e aberranti intrecciature familiari cresciute all’ombra del dio denaro.
Roberto Mistretta
Un inverno dispari di Franco Foschi e Guido Leotta
Mobydick editore pag. 136 € 11
Si legge d’un fiato questo eccellente romanzo di casa nostra, già in corso di traduzione in Francia. Ambientato negli anni Settanta, oltre la trama avvincente e personaggi vividi, punto di forza di “Un inverno dispari”, sono l’ambientazione ricca di atmosfera, e la scrittura, ricercata eppure immediata e profonda.
Siamo in un paesino sull’Appennino tosco-emiliano, dal nome bizzarro: Lagodiavolo.. Il commissario Vincenzo Colajacono, napoletano verace, sposato con l’emiliana Giovanna, per amore di pace, gli anni dispari, trascorre la settimana di Natale al paese di lei. Tra mugugni e lunghe soste a rosolarsi i piedi davanti al camino, il commissario ritrova la sua dimensione più autentica in quel paesino dove i notabili si ingegnano a riproporre, ad uso e consumo dei turisti, l’autodafé. Quest’anno però Colajacono non potrà riposare e tra un bicchiere di rosso e la neve che non smette di cadere, gli toccherà sciogliere un enigma che si dipana quando l’addetto ai giochi d’artificio, precipita dal tetto. E mentre tutti si affannano a parlare di disgrazia per tutelare l’immagine di paesino da cartolina, Colajacono vede già una mano assassina nascosta nell’ombra di segreti e vendette familiari.
Roberto Mistretta