Monte Novu
cortesia di Antonio Demelas
Tra il 1652 e il 1656 quando la Sardegna era sotto la dominazione spagnola, i pastori fonnesi che abitualmente svernavano nel campidano di Cagliari e Oristano, a causa di una grave pestilenza furono costretti a rientrare a Fonni con le loro greggi, per evitare il contagio. Per questo motivo i territori fonnesi adibiti a pascolo furono insufficienti per quell'enorme carico di bestiame perciò i pastori si spostarono nei territori limitrofi di Villanova Strisaili e Villagrande dove già vantavano diritti di promiscua.
Questo fatto non fu accettato dalle popolazioni ogliastrine, fu così che ebbe inizio la diatriba che fu dapprima di tipo civile e successivamente sfociò in un vero scontro armato che durò più di un secolo.
DOMINAZIONE SPAGNOLA
Il governo spagnolo intervenne più volte per sedare le sommosse, ma le condanne somministrate dal governo non furono eseguite perché i rei si davano alla latitanza, proprio su quelle montagne. Il 2 agosto 1674 ci fu una sentenza del governo spagnolo che, dando torto ai fonnesi, assegnò il Monte Novu alle comunità di Villanova Strisaili e Villagrande. I fonnesi non accettarono questa sentenza e occuparono con la forza altri territori arrogandosi il diritto di pascolo e legnatico, ma vennero nuovamente denunciati per abuso da parte delle ville ogliastrine. Nell'anno 1698 la Reale Udienza di Cagliari emanò un'altra sentenza, dando nuovamente torto ai fonnesi, dove si ordinava lo sgombero immediato di Monte Novu. Il consiglio comunitativo di Fonni fece ricorso, ma la sentenza del 1702, fu di nuovo favorevole agli ogliastrini.
DOMINAZIONE SABAUDA
La protesta dei pastori fonnesi continuò anche sotto la dominazione dei Savoia, ormai era una protesta che utilizzava tutti i mezzi possibili, compresi gli "archibugi e i cani mastini fonnesi". In un primo tempo, Carlo Emanuele III re di Savoia, riconfermò, con una sentenza del 10 maggio 1787, la linea politica del governo spagnolo. I disordini, a questo punto, diventarono cruenti e incontrollabili, ma grazie all'intervento del viceré Conte d'Ajes si iniziò a considerare la vertenza "Monte Novu" con maggiore riguardo nei confronti della posizione fonnese, il viceré diede una svolta in questa vicenda in quanto si rese conto della gravità della situazione e della mancanza di "spazio vitale" per gli armenti molto numerosi, tanto che i pastori erano costretti alla macellazione proprio per la mancanza di pascolo. All'ombra di "s'elihe 'e su re", ( che gli ogliastrini chiamavano "s'ilisgi de su pattu riali") in "sa sedda 'e sa tanca", secondo alcune testimonianze, il viceré si convinse delle ragioni dei fonnesi . Il 24 dicembre 1799, un decreto del re Carlo Emanuele IV destinò 2/3 di terreno ai paesi di Villanova Strisaili e Villagrande e 1/3 al paese di Fonni, questo fu possibile anche grazie all'intervento e alle sollecitazioni del teologo fonnese prof. Antonio Casula.
Il 13 maggio 1800 la sentenza divenne esecutiva e si procedette alla divisione dei terreni. Gli ogliastrini respinsero tale sentenza e con la forza rioccuparono gli ovili assegnati ai fonnesi. A questo punto scoppiò la tragedia, i fonnesi radunarono nella piazza del paese, "sa preda manna", tutti gli uomini validi che a cavallo seguiti dai fedeli cani mastini, raggiunsero Monte Novu dove attaccarono, trucidarono e depredarono gli occupanti, spostando i confini previsti dalla sentenza. Il re inviò sul posto militari e giudici che processarono, misero in cella e portarono al capestro, in località "preda ferros" alcuni pastori rei di questi fatti sanguinosi. Dopo questi tragici avvenimenti il re Vittorio Emanuele I pose fine alla "disamistade" con la carta reale del 29 novembre 1811, che assegnava al comune di Fonni, in enfiteusi perpetua, 1/3 del salto di Monte Novu, dietro pagamento di un canone di 200 lire sarde in favore delle ville d'ogliastra. I fonnesi si impegnarono sul loro onore a non oltrepassare più i limiti fissati dal sovrano.