Blue tongue e altre poesie
(da Isola Nera Nr 8)

di AA.VV.


Cecilia Piras
Sardegna, Italia
Blue tongue e dintorni

Non abbiate fretta di chiamarci
Sardi latitanti, sardi banditi…
Dietro le grate del perbenismo,
in una terra avara di pioggia
i nostri pastori assistono impotenti
allo sfacelo delle loro sostanze.
Ora è blue tongue.
Altro emblema dell’abbandono.Roma
È lontana.
La disperazione ribattezza fango, e ladri.
E gli integralisti della burocrazia assassina
Veri boia, aguzzini da progresso
Che mandano al rogo
Quei brividi d’Europa.


Po Chu- I 
Cina, (772-846)
L’Erba

L’erba se ne sta appartata, lì, sull’altipiano;
e poi cresce, e poi muore, ogni anno.
Neanche il fuoco selvaggio la estingue;
brezza di primavera, soffiando, la rianima.
La fragranza si diffonde lontano,
invadendo l’antico sentiero,
lì, nel limpido cielo,
il suo verde colore smeraldo
si congiunge alle mura in rovina.
Io, frattanto, riprendo commiato
Dal mio nobile amico in partenza;
provo pure una forte emozione,
che già cresce nel cuore, come l’erba.


Poesia cantata sulla donna dell’harem

Con il suo fazzoletto inzuppato di lacrime
Lei è incapace di prendere sonno;
notte fonda,e, davanti al palazzo
interdetto hanno già canti e suoni.
Sul suo viso il colore del rosa
Dura ancora, al contrario
Degli antichi favori del re.
Ed intanto lei prova ad appoggiarsi
Alle sbarre di una gabbia dorata
Tra i profumi, seduta,
in attesa dei chiarori dell’alba.


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