Poi lessi di un uomo e altre poesie

di Antonella Pizzo

Poi lessi di un uomo…

Poi lessi di un uomo che piano
impastava l'acqua e la farina
farina ed acqua e crescente
gole assetate e voglia di mangiare
pane. Mia nonna portava una gonnella lunga
e un fazzoletto nero legato in testa
tre volte la morte fece il giro dell'isolato
tre volte passò ma lei non c'era e non la trovò
sale ed olio e Santa Croce
cavallo bianco e c'è la trovatura
spacca la terra e inghiotte l'aratro
la spiga è vuota e il chicco malato.

Cinque…

Cinque le pezze che si ricamò
cinque rammendi a lacerazioni
cinque le doglie dei suoi cinque figli
cinque le cinghie della repressione
una coperta pesante a trapunta
cotone liso e stracci intessuti
lenzuola grezze a tre teli uniti
nessuna cassa niente canterano
solo lo specchio al centro dell’armadio
e quel suo alto letto cigolante.

Lingue di fuoco…

Lingue di fuoco leccavano le montagne
fuori il cielo nero dentro mura chiare
piastrelle lucide piatti porcellane.
spirito svaporato in cicli
cos’è la pancia che si fece pasto
a pupe appena nate al battistero?
otre vuota, ghirba senza contenuto
nel tempo che s’è svezzato ai fianchi
se creatura nacqui per pestare
la testa al serpe e il pepe nel mortaio
potenza inaudita della storia
che erompe dalla bocca ed urla
ed uragano e piogge porto in spalla
sui palmi neve e brina e raggelate
se batto i piedi grandino possente
sui boschi cedui sulle sterminate
sono il diluvio che soffoca la brace
sono il piovasco che placa la vampata.


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