Malinconica notte
di Claudio Moica
Mi sono seduto
a gambe incrociate nella spiaggia
per guardarti
nel tuo passaggio unico.
Come languida luna
mi hai scaldato
nel chiarore dell’alba
e come rapito
ti ho visto
scomparire nell’angolo della notte.
Forse sei poesia
d’autunno
che smorza i colori dell’attesa
e dolcemente
richiami passioni scordate;
forse sei luce
nascosta
che illumini l’inutile buio
e serenamente
indichi la stella del nord.
Solo istante
di radioso tormento
rimarrà indelebile
a memoria senza uguali
di brivido caldo.
Senza nuvole di dolore
senza pioggia improvvisa
il tuo sorriso immutabile
contorno senza storia
di labbra ricercanti.
Resterò affascinato
ad ammirare il tuo passaggio senza rientro
custode immobile
di malinconica notte.
Punto di guardia
Vi guardavo,
dall’angolo dei pensieri,
correre
come formiche impazzite
alla ricerca
del granaio perduto,
senza senso di ragione.
Gli echi
della tramontana in lontananza
frustavano il cielo
come fulmini privi di luce
abbattendosi
tra gli alberi della lucida stupidità.
Impalpabile il mio sorriso
perso
tra i volti sconvolti
per l’improvvisa rivalsa della morale.
Chiuse le scorciatoie
per le difese etiche;
franate le certezze
dell’umana vanità;
piena la platea degli iracondi
in attesa di giudizio.
Aperte le prenotazioni
per la danza
del nuovo ordine sociale.