La realtà onirica di Vito Addabbo
di
Gianni Latronico
La forma lineare di Giotto, il segno dolce di Masolino, la prospettiva naturale di Masaccio si trasformano in cromatismo lirico, linea morbida e volumi avvolgenti, negli accesi toni, nella vivace vitalità e nell’elegante grazia di Vito Addabbo.
Rami, corolle, pistilli segati, spezzati, incapsulati in quadrati modulari di mosaici mobili, si allontanano e si avvicinano, calamitati dell’energia centripeta e dalla forza centrifuga dell’irruenza vitale, insita in ogni elemento della calla.
Questo fiore candido, dall’unico petalo, intorno al turgido stame e dal tessuto vellutato, presenta linee sinuose, volute vertiginose, profondità abissali, iniziate nel calice oblungo, proseguite nell’erto stelo e terminate nelle radici ramificate.
La poesia di Vito Addabbo è nella danza delle ore, delle calle, delle donne: nude nel rosso pompeiano, sensuali nei seni prominenti ed incantevoli nelle movenze allettanti, nel pittorico spazio connettivo e nel durevole tempo, senza fine.
I suoi nudi artistici si inseriscono nella tradizione, per la loro fedeltà ai canoni rinascimentali, per la levigatezza delle superfici epidermiche e per la sontuosità del colore cangiante, nell’originale chiaroscuro, in tutto l’arco della giornata diafana ed in tutta la durata della notte fonda.
Il figurativo moderno, il verismo lirico e la realtà onirica di Vito Addabbo, prima ancora che uno stile, indicano un atteggiamento etico, una propensione spirituale ed una disposizione spontanea, che nasce nel suo animo e si dilata nell’immagine mediatica, originale, universale.
Il punto d’incontro tra rosei corpi nudi, fluttuanti nell’aria, bianche calle sinuose, in aperta campagna ed ocracei alberi schietti, nel paradiso terrestre, consiste nella plasticità della forma, nella vibrazione della luce e nella densità del colore, che cantano all’unisono la purezza della natura e l’armonia dell’anima.
Lignei reperti antichi, sparsi tra le macerie, determinano la scelta di Vito Addabbo per le loro volute nodose, le loro nervature striate, i loro spacchi verticali, con una naturale predisposizione ad accogliere i suoi disegni ornati, di spessore moderno, e le sue figure incantevoli, di sapore classico.
VITO ADDABBO - Curriculum Vitae
Autodidatta, nato a Castellaneta (Ta) il 4 febbraio I960, dove vive e lavora.
MOSTRE PERSONALI
• 1984 ex galleria Etolia - Castellaneta (TA)
• 1989 centro culturale Vivarte – Acquaviva delle Fonti
• 1991 centro culturale "L'acquaforte" - Castellaneta (TA)
• 1999 galleria Fly – Taranto
MOSTRE COLLETTIVE
• 1982 centro culturale "Arci Bertrand Russel" - Castellaneta (TA)
• 1986 galleria "Monster" - Roma
• 1987 ex galleria Etolia - Castellaneta (TA)
• 1988 galleria "Ars" - Torino
• 1989 consorzio Costa Verde – Castellaneta Marina (TA)
• 1991 circolo Acli - Castellaneta (TA)
• 1992 museo archeologico Rosignano Marittimo (LI) - Segnalazione speciale
• 1993 centro esposizioni - Massafra (TA)
• 1993 consorzio turistico Costa Verde - Castellaneta Marina (TA)
• 1994 salone esposizioni "Nato" - Brindisi
• 1995 Euro Art Expo - Verona
• 1995 Collettiva Centenario nascita Rodolfo Valentino museo di Castellaneta
• 1996 Natale ex convento di Santa Chiara - Castellaneta (TA)
• 1997 ex convento di Santa Chiara (murex- art) - Castellaneta (TA)
• 1997 salone espositivo Villaggio Valentino - Castellaneta Marina (TA)
• 1998 cantiere culturale "II centauro" - Bari
• 2001 ex convento di Santa Chiara - Castellaneta (TA)
• 2003 Mostra Personale al Centro Storico di Castellaneta (TA)
2004 Fiera Internazionale Expo Arte a Bari
• 2004 Mostra Personale al Centro Storico di Castellaneta (TA)
• 2004 Fiera Internazionale Expo Arte a Bari
• 2005 Primo Premio al Concorso di Pittura Mimì Larocca – Ass. Ernesto De Martino – Ferrandina (Matera) – Pres. Anna Maria Mangieri Mazziotta –
Pres. della Giuria Rosa Maria Fusco