01.02.2006

Il Cuore Favola di Armando Garbarini

una recensione di Rina Brundu Eustace


Capita di rado di imbattersi in una piccola, grande, gemma editoriale, ma non vi sono dubbi che, Il cuore con un’anima di Armando Garbarini, appartenga alla categoria di quei rari preziosi. A dirlo è la storia semplice, la linearità del narrato, la potenza del messaggio, il delicato tocco di… cuore.

Favola poetica, che fugge qualsiasi tentativo di analisi proppiana (1), per andare oltre e tornare a parlare di sogno, favola che non fa vergogna di denotare il meraviglioso piuttosto che connotarlo, favola che ammalia e prende l’essere, questo è molto altro ancora è Il cuore con un’anima.

Ciò che sorprende, in verità, è come l’utilizzo di un modello creativo sicuramente lontano dai moduli dell’oggi, si fonda dolcemente con l’intenzione moderna e sappia produrre un significato scevro da ogni carrozzone retorico, prima di prenderci per mano e ricondurci a casa, a guardare il mondo da una dimenticata prospettiva a livello di cuore.

Prospettiva a livello di cuore, che è in fondo la causa prima della già detta, sorprendente, capacità di questo delicato racconto di denotare il meraviglioso: tutto è bello, tutto è buono nella sua accezione primaria. Non occorrono magie, né incantesimi dunque, per riscoprire il divino (universo-anima) in noi, ma solo la volontà di fermarsi ad ascoltare l’insostenibile infelicità del  perduto sentire umano (universo-cuore).

Cuori Ricchi, Cuori Poveri, Cuori Falchi, Cuori Giovani, Cuori Vecchi vengono perciò omaggiati di una occasione unica di pentimento, di ravvedimento, ma anche di esaltazione dell’essenza, in un mondo che sembrava essersi scordato di loro. Di noi.

La morale della favola? Sono ancora i mille momenti ricreati, raccontati, coccolati, le mille gioiose scintille di un animo (di un cuore?) fondamentalmente poeta, prestato alla scrittura per sua e nostra fortuna, e quasi incapace di fare prigioniera la palese, straripante felicità. 


1) Vladimir Yakovlevich Propp (San Pietroburgo, 29 Aprile 1895 – Leningrado, 22 Agosto 1970) -   Studioso russo, autore della Morfologia della fiaba, Propp ha dimostrato, attraverso una analisi formale, come le azioni, in questo tipo di componimenti, siano costanti (ne ha individuato 31 e le ha chiamate funzioni), mentre sono variabili i personaggi e loro caratteristiche. Propp è anche autore dell’opera Radici storiche dei racconti delle fate, che rivela come le fiabe di magia siano direttamente legate al patrimonio folkloristico di un popolo.



Il cuore con un’anima
Statale 11 Editrice
Euro 10,00



02.02.2006

Franco Grattarola
Pasolini una vita violentata

di Gordiano Lupi

Davvero un gran bel libro questo di Franco Grattarola, uno di quei libri di cui si sentiva la mancanza, perchè non si limita a riferire cose risapute sulla vita del più grande intellettuale italiano del XX secolo. Il sottotitolo recita: pestaggi fisici e linciaggi morali: cronaca di una via Crucis laica attraverso la stampa dell’epoca ed è indicativo di quello che il lettore troverà all’interno del volume. Grattarola cita tutte le fonti utilizzate con pazienza certosina e precisione minuziosa e ricostruisce la vita dell’artista attraverso le cronache di molti giornali di destra che osteggiarono Pasolini. Il Borghese e Lo Specchio sono i settimanali più citati, ma troviamo anche i giudizi sprezzanti di Gian Luigi Rondi, di Giovanni Guareschi e di molti uomini della sinistra che trovavano scomoda la figura del Pasolini omosessuale. Panorama, L’Europeo, Il Settimanale, L’Espresso, Tempo, Gente, sono altre riviste che spesso compaiono tra le note dell’autore e che vengono riprodotte con li articoli d’epoca dedicati alo scrittore. Il saggio di Grattarola getta nuova luce sulla figura di Pasolini e lo fa apprezzare una volta di più come un grande poeta-veggente che ha saputo prevenire i mali dell’Italia di oggi e indicarli a tutti, a costo di subire un pubblico linciaggio. Il libro ripercorre la vita artistica dello scrittore, si occupa di poesia, cinema, narrativa, saggistica, articoli di opinione… è un vero manuale sulla figura di Pasolini, preciso e puntuale, corredato anche da immagini d’epoca in un suggestivo bianco e nero. Non solo. L’edizione del libro è di lusso e la cura grafica con cui è realizzato è degna di un grande editore. Per chi ama Pasolini  è un testo indispensabile per scoprire cosa dicevano di lui i suoi più feroci detrattori e anche per conoscere la verità sul suo assassinio, episodio trattato in modo asettico e documentato nel capitolo Ostia. Conoscevamo Franco Grattarola come grande esperto di cinema bis italiano (passione che ci accomuna), soprattutto leggendo la sua ottima rivista Cine 70 (sempre edita da Coniglio), ma con questo libro lo scopriamo anche attento ricercatore di costume e apprezzabile critico letterario e cinematografico dell’opera di uno dei personaggi più importanti del Novecento italiano. Da non sottovalutare che il volume è corredato di un’interessante Guida multimediale a Pasolini che permette allo studioso e al ricercatore, ma anche al semplice curioso, di approfondire la materia. 

Coniglio Editore – pag. 350 – euro 21,50


02.02.2006

Roberto Mistretta
La spirale di Archimede

di Gordiano Lupi

Roberto Mistretta torna al suo primo amore e pubblica un racconto inedito della serie del Maresciallo Bonanno, un pacioso e indolente funzionario di polizia che ama la buona tavola, è irascibile ma tutto sommato simpatico, e vorrebbe evitare tanti problemi. Il personaggio ricorda molto da vicino il Maigret di Simenon  e paga alcuni debiti di ispirazione con il Montalbano di Camilleri, ma conserva una sua originalità. Bonanno si muove nella calda Sicilia che Mistretta conosce a fondo e sa descrivere con dovizia di particolari in tutti i suoi sapori e profumi. Comprimario di Bonanno è il fido assistente Steppani che ama correre in auto come un pilota di Formula Uno. Bonanno è un personaggio che non è difficile amare e che vedrei bene come protagonista di un serial televisivo ambientato nella immaginaria Villabosco (la Mussomeli di Mistretta). Bonanno è stato protagonista di due ottimi romanzi editi da Terzo Millennio (Non crescere troppo e Il canto dell’upupa) che presto saranno tradotti in Germania e forse ristampati anche in Italia da un editore più grande. Nell’attesa vi consiglio di godervi queste due brevi storie che sono La spirale di Archimede e Il plebiscito dell’immortalità, due gialli interessanti e ricchi di suspense che entusiasmeranno l’appassionato. Il primo racconto si è classificato secondo a Mondadori Gialloestate 2001 e il secondo è stato finalista. Il plebiscito dell’immortalità è un giallo che vede un nuovo protagonista inventato dalla fantasia di Mistretta: il giornalista Franco Campo. Per concludere diciamo che i due racconti escono nella prestigiosa collana Corpo 16 (a grandi caratteri) di Angolo Manzoni che ospita lavori di Gambarotta, Sepulveda, Carlotto e persino Baricco e  Orengo.

Edizioni Angolo Manzoni
www.angolo-manzoni.it – info@angolo-manzoni.it



02.02.2006

Con L’Avana nel cuore
Antologia a cura di Lucía López Coll

di Gordiano Lupi

Sedici racconti di autori diversi chiamati a raccontare l’Avana sulla scia della lezione del grande Alejo Carpentier (L’Avana, amore mio - che da noi trovate presso Baldini e Castoldi). Un’antologia che contiene anche ottima letteratura ma che rappresenta un’occasione perduta perché si poteva di dire di più sulla situazione cubana di oggi e soprattutto dirlo meglio. Per la prima volta troviamo riuniti in uno stesso volume autori che vivono a Cuba e autori della diaspora che scrivono da Miami o dall’Europa. Solo per questo motivo il volume ha una portata storica notevole, ma se la gioca tutta quando inserisce in antologia uno scrittore di regime come Abel Prieto. Il Ministro della cultura di Fidel Castro ci fa davvero una pessima figura e si segnala per assoluta carenza di idee. Lucía López Coll forse non poteva fare a meno di selezionarlo e di sicuro i motivi politici hanno giocato più del valore letterario. Abel Prieto ha da poco pubblicato in Italia anche Il volo del gatto, un romanzo pesante e indigeribile che vi consiglio di evitare come la peste. Le note liete del volume invece vengono dal racconto We All Live… di Melene Fernández Pintado, che costruisce una storia fatta di nostalgia e rimpianto sulle vite dei cubani che vivono a Miami. Un racconto davvero stupendo è Ritorno di María Elena Lllana, che indaga con grande bravura sui sentimenti del cubano che torna al suo paese dopo tanto tempo. Lo scivoloso di Carlos Victoria merita attenzione per il taglio narrativo fantastico che l’autore inserisce in un racconto di vita quotidiana. Leonardo Padura Fuentes e Karla Suárez sono bravi e già si sapeva, ma in passato hanno fatto di meglio e forse la misura del racconto breve non rende loro giustizia come il romanzo. Padura Fuentes ha pubblicato recentemente Il romanzo della mia vita, sempre per i tipi di Marco Tropea (editore molto attento alla narrativa cubana). Un libro da leggere.
Il limite più evidente dell’antologia è la mancanza di uniformità letteraria perché sconcerta passare da una storia interessante a un racconto banale e piatto. Ma anche l’assenza di coraggio politico è evidente e di sicuro è stato il prezzo da pagare per avere uniti in uno stesso libro sia scrittori dell’isola che dell’esilio. L’antologia rappresenta un’occasione perduta per mettere il dito sulla piaga delle tante cose che non vanno e per accusare apertamente un regime liberticida e tirannico. Peccato. Non ci consolano le struggenti prove di lirismo di alcuni autori selezionati. Terminiamo la lettura con un profondo senso di delusione ed è soprattutto il nome di Abel Prieto che continua a darci fastidio.

Marco Tropea Editore – Pag. 260 – Euro 15


03.02.2006

Fernando Fratarcangeli
Mina talk
Vent’anni di interviste

di Gordiano Lupi

Fernando Fratarcangeli è un giornalista molto ben documentato su Mina, possiede un archivio sterminato su tutto quello che riguarda la brava cantante che da tempo non si fa più vedere in pubblico, e in questo libro lo mette a disposizione dei lettori. Tutto quello che avreste voluto sapere su Mina e che non avete mai osato chiedere, potrebbe essere un titolo alternativo, perché Fratarcangeli ripercorre una lunga carriera sulla scorta di numerose interviste tratte dai giornali d’epoca. Bello l’apparato fotografico a colori e su carta patinata con pose plastiche di una Mina magra e sensuale ai tempi di Canzonissima, Milleluci e dei suoi successi canori degli anni Settanta. Si fa un tuffo nel passato a rileggere il dualismo inventato a uso e consumo della stampa tra Mina e Milva, ma anche le rivalità televisive tra lei e Raffaella Carrà come conduttrici di uno stesso programma (Milleluci). Scopriamo la Mina icona gay che persino Pedro Almodovar cita in alcuni suoi film, inserendo Guarda che luna all’interno della colonna sonora. Riascoltiamo con il pensiero le folli note di Le mille bolle blù e la struggente poesia de La canzone di Marinella di Fabrizio De Andrè che Mina ha interpretato da par suo. Tutte le interviste di Mina ci portano indietro nel tempo e ci fanno apprezzare una straordinaria cantante che ha dato molto alla musica leggera italiana. Per fortuna però Mina non ha smesso di cantare, ha solo deciso di non farsi intervistare e di non apparire in programmi o spettacoli musicali, ma le sue canzoni ci sono ancora, sia quelle del passato che le nuove, interpretate da una voce unica, forse la più bella della musica leggera italiana. Il libro di Fratarcangeli è una chicca natalizia per tutti i fans di uno dei personaggi che meglio rappresentano gli anni Sessanta - Settanta. Per mezzo delle interviste raccolte, i giovani che conoscono Mina solo attraverso le sue canzoni possono riscoprire anche i pensieri dell’artista e comprendere l’atmosfera di un’Italia ormai troppo cambiata.  

Coniglio Editore – Pag. 400 – Euro 28,00


04.02.2006

Il buio e la grande bambina triste

di Rodolfo Boccalatte

“Il buio e la grande bambina triste” di Andrea Di Cesare è un romanzo breve, ma denso di contenuti, vibrante di sentimenti, ricco di atmosfere.

E’ la storia fosca e dolcissima d’un amore che accampa i suoi diritti al di là della miseria e della prepotenza ed è, al contempo, una denuncia indignata delle attuali condizioni di vita nel mondo del lavoro.

La vicenda si dipana tra Venezia, Milano e il Nord-Est: nel suo sviluppo coglie schegge d’immagini indimenticabili, descrizioni commosse del mare, del vento, e di quella soave e insieme scorbutica natura che regna incontrastata sui lidi dell’Adriatico orientale.

Lo stile scarno e nervoso dell’autore ben si addice al tema trattato: esso è come un bisturi che incide, netto e preciso, anche se impietoso, la realtà: una realtà che ci appare a tratti sotto la lente distaccata e lucida del più rigoroso e oggettivo realismo, ma che più spesso, nella narrazione, viene attraversata da una corrente invisibile eppure vigorosa di commozione umana, di partecipazione anche rabbiosa alla vita dei più deboli e reietti: individui sputati da una società arrivista ed efficiente, troppo sicura di sé, della propria vacua visione dell’uomo e delle cose

Per maggiori informazioni
http://www.ideabiografica.com/imieilibri.htm


Send your comments to commenti@villanovastrisaili.com


Ritorna a Book Review

Home