Il Sequestro di Vittorio Paganini
una recensione di Roberto Mistretta
“Un giallo che ha il sapore della verità” scrive Carlo Lucarelli di questo romanzo, vincitore del Premio Tedeschi Giallo Inedito Mondadori edizione 2004.
Il romanzo infatti, è ispirato a un noto fatto di cronaca e l’autore è un addetto ai lavori che in un primo tempo aveva firmato con uno pseudonimo.
Sulla strada che porta alla sua villa fuori Firenze, un ricco industriale viene rapito. I ricattatori sanno il fatto loro, sanno come tenere sulla corda i familiari a cui chiedono un esoso riscatto: 5 miliardi di lire. Per fare capire quanto fanno sul serio, tagliano i lobi degli orecchi all’industriale. Il riscatto dovrà essere consegnato da due uomini alla guida di una vecchia 126 rossa con una sedia a dondolo ancorata sul portapacchi.
L’autore dimostra un’eccellente conoscenza delle procedure dei Nocs, il Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza, guidati da Sergio Corsi, comandante le squadre d’assalto, che si sostituirà con un suo collega ai mariti delle figlie dell’industriale. A malincuore dovrà sacrificare i suoi baffi, regalando un momento di ilarità alla squadra. Poi non ci sarà più tempo di ridere, sarà tempo di consegna e di conflitti a fuoco, con la vita che si gioca nello spazio di un attimo, tra due auto che si accostato in autostrada, quasi si toccano, mentre i fucili sgranano un rosario di morte. E ciò che era non sarà mai più come prima.
Roberto Mistretta
Giallo Mondadori pag. 138 € 3.60