Nero balsamico  di Roberto Valentini

una recensione di Roberto Mistretta


Con Nero balsamico dedicato al mondo dell’aceto balsamico che ha fatto la fortuna della terra modenese, Roberto Valentini, bravissimo autore di Sassuolo, conclude la sua trilogia iniziata con Impasto perfetto ambientato nel mondo della ceramica,  a cui seguì Terre rosse, dedicato alle Ferrari.
Valentini torna ai suoi lettori con la nuova avventura di Carlo Castelli, ex giornalista di grido che ha scoperto e scritto sugli intrallazzi ministeriali tra l’Italia e l’Etiopia ai tempi di Mani pulite. Dopo il  licenziamento  è tornato in provincia, Modena appunto, dove tuttavia non mancano omicidi e misteri tra opulenza e noia. Sposato con l’affascinante Feba, ha un figlio e una vera passione per il vino di cui è un perfetto conoscitore. Nero balsamico si apre con l’omicidio di Alfredo Biondi, cuoco famoso che ha reinventato antiche ricette col balsamico tradizionale, che viene fatto invecchiare 25 anni. Lo trova suo padre. Lo hanno sgozzato e buttato in un tino di balsamico. Biondi era amico di Castelli, che indagherà tra profanatori di tombe, pubblicitari arrivisti e funzionari europei, per scoprire e farci scoprire il mondo del balsamico tradizionale e quello industriale, gli interessi che vi ruotano attorno, e il mondo fittizio della pubblicità che sempre più sta sostituendo quello vero.
“Noi creiamo la marca –dice un pubblicitario- il mondo finto che fa girare quello vero e ogni volta ci sorprendiamo di vedere come la gente ci creda e spenda più di quello che guadagna”.


Roberto Mistretta

Nero balsamico  di Roberto Valentini
Pag  198   14 euro   Todaro editore

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