Il Sapore del fumo – diciassette racconti scottanti di AA VV
una recensione di Roberto Mistretta
Un libro davvero singolare Il sapore del fumo che, per un capriccio del destino, esce proprio mentre in Italia si registra una storica sentenza con la Corte d’appello civile di Roma che ha condannato l’Ente Italiano Tabacchi a risarcire con 200.000 € la famiglia di un fumatore, Mario Stalteri, morto nel 1991 per un tumore polmonare causato appunto dal fumo.
Chi si aspetta però di trovare in questi racconti un elogio del tabacco e delle volute fumose, magari invogliato dall’esplicita copertina, sbaglia libro. Il fumo della cicca o la brace di un sigaro o ancora le foglie di tabacco coltivate nel dopoguerra e contate una ad una dai Monopoli di Stato oppure l’esalazione dolciastra di una canna, hanno solo una funzione: creare l’atmosfera giusta e funzionale ai racconti a tema elaborati dagli scrittori. Gli autori (quattro donne e il resto uomini), diversissimi tra loro, raccontano storie del dopoguerra, della guerra in Palestina, di un orrido mercato pedopornografico. Di un cane maltrattato che vede morire il padrone mentre anela il sigaro rotolato per terra, di un bancarottiere, della Welwischia Mirabilis, pianta rarissima, avvelenata dalla cenere di una mamma troppo protettiva. La pianta morirà, il figlio finirà in psicanalisi, la madre arrosto. Racconti diversi dove il fumo, comunque, non manca mai.
Roberto Mistretta
Editrice Effequ 204 pag. 10 €