Voglia di pace e altre poesie

di Rosalba Satta Ceriale


Voglia di pace

Anche in un mondo di sordi
io parlerei di pace.
Di una pace
che odora di partecipazione.
Che non sta a guardare
-col cedevole sguardo da cane domato-
nella frustrante attesa
di un osso o di una carezza.
Al bando il servilismo !
Il signorsì all’assurdo.
Il darsi agli altri per annullarsi :
baratto dell’anima
elettroencefalogramma piatto
miseria morale
e sterco putrido di sterili pensieri.
Cedo la sedia a dondolo
ai giochi dei bimbi
e a chi ha voglia di invecchiare.
Io occupo lo sgabello più scomodo
nel rizzarmi non sentirò fatica.
Ed alla pace giungerò lottando
con la mente e col cuore
affidando
al vento che non muore
un sofferto eco di luce.


Per te

Sono per te
le rose del giardino.
Per te
delle ginestre il giallo.
Di te parla quest’ aria
imbevuta d’estate.
Di te…
Io credo che tu torni
a rovistare tra le cose amate.
Anche il tuo paradiso
forse ti lascia andare.
Forse
hai voglia anche tu di riascoltare
la voce dei ricordi.
Io mi disseto
e bevo con arsura
i momenti vissuti accanto a te.
Mi hai colorato l’anima.
Mi hai insegnato a sognare.
A trattenere l’attimo.
A sostare
per dare forza e senso al mio cammino.
Per te
colgo le rose del giardino.
Per te…


Sei qui
(a mio fratello Paolo)

…e tutto
intorno a me
parla e racconta.
Ci sei…
la tua presenza è qui.
E’ qui
il darmi la tua mano
quando il passo era incerto.
E’ qui
con il mare nemico
la tua voglia di approdo.
E’ qui
la tua dolcezza
il tuo venirmi incontro
con un bacio leggero.
E’ qui
il tuo canto
nelle notti d’estate.
La tua immane fatica
per salite infinite.
La tua fresca risata.
La tua eterna insalata
di cavolo e limone.
E’ qui
la tua voglia di dire.
E di ascoltare.
E’ qui
-ancora intatta-
la tua favola bella:
la tua storia d’amore.
Tanto della tua vita
è qui…
Ora
presente più che mai
sei dentro i sogni miei
col diritto dei buoni.
Mi tieni compagnia
e mi sorridi ancora…
E tutto
intorno a me
parla e racconta…


Ma la poesia non muore

Mi rifugio nel tuo ventre terra amata.
Il tempo è scuro
e gli egoismi dei falsi sacerdoti del potere
imbrattano il tuo cielo
di marciume e di fiele.
Mi adagio nel tuo ventre terra offesa
…col gelo dentro il cuore .
Ma la poesia non muore con la guerra.
Suo è il tuo pianto.
Sua , la tua desolazione.
Senza bavaglio l’anima
cammina e sosta
e scopre
tra le macerie in fiamme
le pustole del male:
la forza del più forte
il diritto negato
il mattino trafitto
da lucciole di fosforo e di uranio.
L’informazione armata
arma le menti e il cuore.
Ma la poesia non muore con l’inganno.
Con lo sguardo più terso
di un mattino che viene
vede oltre i limiti indicati dal potere
scorge il palpito vitale della pace
e restituisce al mondo la voglia di futuro.



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