03.11.2006
Saggio breve
di Francesca Santucci
Uomini siamo, Elias, uomini fragili come canne…
Grazia Deledda, ” Canne al vento”
Figura tra le più notevoli della narrativa italiana del primo Novecento, sicuramente la più grande scrittrice sarda, la cui opera ebbe contrastanti valutazioni da parte dei critici, continuatrice del verismo sul quale, quando già quell’esperienza trascolorava nel panorama letterario italiano, seppe innestare una personale sensibilità, Grazia Deledda è l’unica scrittrice italiana ad essere stata insignita del premio Nobel per la letteratura Per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che ritrae in forme plastiche la vita quale è nella sua appartata isola natale e con profondità e con calore tratta problemi di generale interesse umano; così, fra l’altro, alla consegna del premio, motivò il Prof. Henrik Schuck dell’Accademia Svedese.
02.11.2006
de Mario Puddu
S’identidadi ita esti?
In sardu no manigiaus meda custu fuedhu e si ndi bogaus sa nâda “carta de identidadi” no est fàcili a dh’agatai. Su nàrriri ca est una chistioni chi fait una parti manna de pentzamentus, arrexonamentus, ideas e cumportamentus chi tenint su própiu tempus de sa genti! Fintzas si no agataus istúdius de psicologia in sardu pro isciri ita pentzaus de nosàterus etotu, sa chistioni is Sardus no est chi no dh’apant matziada, ma si ndi essint in manera mancai tropu fàcili, cun duus fuedhus isceti: Chini seus?
01.11.2006
di Massimo Pittau
Circa i rapporti intercorsi fra la scrittrice nuorese Grazia Deledda e lo scrittore-pittore Giacinto Satta, oroseino di nascita ma nuorese di adozione, sono convinto di presentare una certa notizia, la quale quasi sicuramente risulterà del tutto nuova ai lettori.
Noi sappiamo che tra la nascita di Giacinto Satta, nel 1851, e quella di Grazia Deledda, nel 1871, c'era la differenza di vent'anni; e tuttavia, dato che vivevano in un piccolo paese come Nùoro, che in quei decenni aveva poco più di 4.000 abitanti, di certo i due personaggi si conoscevano fra loro.
02.10.2006
Omaggio ad Oriana. Saggio breve.
di Rina Brundu Eustace
E’ la forza delle loro idee, insieme alla paura delle rivoluzioni che queste possono portare, ad impedirci, spesso, di riconoscere gli spiriti grandi. Nel dubbio, meglio accodarsi agli altri, a coloro che come noi vivono di luce riflessa e, per loro natura, non ci faranno mai troppo male.
01.10.2006
di Salvo Basso
La tentazione, non appena l’hai ricevuto, è quella di lasciarlo scivolare, destramente, nella tasca della tua giacca e da qui, senza ulteriori indugi, distrarlo nell’archivio morto della memoria.
E gli appigli, in apparenza, ci stanno tutti: le dimensioni ridottissime, il corpo minuscolo e leggero del carattere che spavaldamente ti preannuncia la fatica alla quale dovresti sottoporre i tuoi occhi, le pagine: poche, spoglie.
15.09.2006
di Rina Brundu Eustace
L’anno è il 1976. La città è Catania. Il quartiere è San Cristoforo dove “…a tredici anni sei già vaccinato. Esci la mattina per buscarti il pane… se hai l’occhio vivo riconosci a colpo i minchioni pieni d’acqua ed eviti chi ha le palle quadrate… se sei furbo, prudente, sfacciato, rispettoso… se impari in fretta, se conosci le regole… se sei svelto di mano… se sai distinguere… sei degno di campare… sai a chi la puoi mettere in culo, sai quando invece rischi di prenderla…sopravvivi solo se sei un perfetto figlio di iarrusa, altrimenti non meriti neanche l’aria che respiri” (La punizione, pagg. 104-105).
10.09.2006
di Rina Brundu Eustace
È il canto di un migrante quello chiuso tra le Carte di Sardinia di Gabriel Impaglione; un canto che è dunque esperienza di vita ma che, come ogni momento importante, pertinente ad un cuore diviso, non può che trasformarsi in sentito resoconto degli impossibili e inquieti vagabondaggi dello spirito.
04.05.2006
di Piergiorgio Odifreddi
Almeno ad un primo sguardo superficiale, sembra che le categorie dei fenomeni di cui abbiamo esperienza si possano ridurre a due sole, a cui i greci hanno dato il nome di fusiV (physis) e yuch (psyche), e che sono studiate rispettivamente da fisica e psicologia (in senso lato).
Le due categorie furono chiamate, rispettivamente, res extensa e res cogitens da Descartes, ma oggi ci si riferisce ad esse più prosaicamente come materia e mente , in barba a coloro che ritengono che solo le lingue greca e tedesca siano in grado di esprimere compiutamente i concetti filosofici.
01.03.2006
di Mirco Marchesi
La cifra caratteriale che segna la personalità di Nietzsche e che si compie come un destino, si chiama solitudine
«Fin da bambino io ricercavo la solitudine, e mi trovavo meglio là dove potevo abbandonarmi indisturbato a me stesso. E ciò avveniva di solito nell’aperto tempio della natura, dove gustavo le gioie più vere. Così, un temporale mi dava sempre la più piacevole delle sensazioni».
03.02.2006
di Roberto Bolognesi
La domanda «quale sardo si deve usare adesso?» che regolarmente viene posta ai linguisti, è finora rimasta senza risposta. La complessa serie di fattori che finora hanno impedito di dare una risposta a questa domanda fondamentale, e di cui va tenuto conto per poter proporre un'unificazione grafica del sardo, possono essere riassunti nel modo seguente.
01.01.2006
di Piergiorgio Odifreddi
Non vogliamo certo parlare di nulla: o meglio, certo vorremmo parlare di nulla, ma ce lo impedisce formalmente la sintassi italiana. Passare alla semantica non risolve però il problema, e lo rende anzi ancora più problematico: a meno che non ci si limiti a profondità abissali quali il fatto che il nulla non è per nulla essere, o che l'essere sta dove non sta il nulla, e via di seguito.
10.12.2005
di Massimo Pittau
L'articolo 6 della Costituzione italiana recita testualmente: «La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche».
Erano passati esattamente 50 anni dalla data di entrata in vigore della Costituzione nel 1948, prima che finalmente venisse promulgata in Sardegna una legge regionale, quella num. 26 del 15 ottobre 1997, intitolata «Promozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna», legge che indica e prescrive le linee di attuazione di quella norma costituzionale. Due anni dopo è stata finalmente promulgata pure la legge del Parlamento Italiano num. 482 del 15 dicembre 1999, intitolata «Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche».
11.11.2005
di Caterina Ortu
La nozione di maschera implica generalmente una relazione di causa ed effetto con qualcosa di straordinario, come se la natura che si trova intorno a noi debba apparire modificata e trasformata in un universo favoloso fatto di dei, di spiriti e di mostri.
10.11.2005
di Umberto Scopa
Mi sto chiedendo se sono un replicante. Mi dico che un replicante non se lo chiederebbe. Dunque c’è speranza. Qui davanti a una tastiera e uno schermo per ore. Schermi, tastiere, cellulari, automobili. Quanto tempo della nostra vita si prendono?
Anzi, quanto tempo della nostra vita gli diamo?
23.10.2005
di Anna Maria Piccione
Alessandro Manzoni in una lettera ad Adelaide Montgolfier del 1836 rifiutò di comporre “inni per fanciulli” perché sosteneva che questo tipo di letteratura contenesse una contraddizione: lo scontro della libera scelta creativa con il vincolo didattico-morale. Anche Benedetto Croce nel secolo successivo escluse che la vera letteratura potesse essere “oggetto di fruizione per i fanciulli”, perché nello scrivere per loro si era troppo soggetti a regole.
24.09.2005
di Piergiorgio Odifreddi
Marzo 1993
Gesta: Ci furono due filosofi di nome Ludwig Wittgenstein: che essi si siano incarnati nella stessa persona è una coincidenza di natura mistica, che si può constatare ma non spiegare.
Il primo, nato nel 1889, si interessò al linguaggio formale della logica elementare, credette di aver risolto tutti i problemi della filosofia, scrisse la bibbia del positivismo logico, il Tractatus logico-philosophicus, il cui motto ammoniva che "ciò che si sa, si può dire in tre parole", ed abbandonò conseguentemente la filosofia, dopo una vita vissuta sull'orlo del suicidio.
04.07.2005
di Piergiorgio Odifreddi
Febbraio 1997
Nella primavera del 1996 una nota rivista di ermeneutica statunitense pubblicava un articolo del fisico Alan Sokal in cui, allineandosi al linguaggio e alle posizioni tipiche delle scienze sociali decostruzioniste, egli mostrava di condividerne le perplessità sulle pretese di assolutezza della scienza.
02.06.2005
di Serena Accascina Polizzi
La famiglia ha attraversato enormi cambiamenti dal secolo scorso, la velocità delle trasformazioni sociali e tecnologiche continua a ritmo crescente e la letteratura, come il cinema, non fanno che descrivere tale percorso.
16.04.2005
Vita
Alan Turing morì suicida nel 1954 all'età di quarantadue anni, dopo aver mangiato una mela intinta nel cianuro. Durante la seconda guerra mondiale fu il cervello umano di un ente di spionaggio, e riuscì a decodificare il codice di trasmissione tedesco...
15.04.2005
di Massimiliano Magnano
Qualche volta la Poesia è anche consuntivo, resoconto parossistico e onnicomprensivo delle esperienze personali del Poeta, che questi elabora per sé. La creazione rimane perciò un atto liberamente dovuto nei confronti del proprio essere:....