Echalon
di Salvatore Armando Santoro
Io sono la libertà,
la democrazia è il mio modello di governo
e lo impongo al mondo
perchè odio la dittatura,
sono insofferente alla massificazione
delle coscienze e delle genti.
Libertà è il mio grido ricorrente
ed i popoli guardano a occidente
il sorgere d’un sol globalizzato.
Crepi l’inetto, il mediocre perisca.
La società è romana:
dalla rupe Tarpea volan gli storpi,
soffochi colui che invoca
il modello solidale.
Il forte badi a se stesso
e costruisca con tenacia e noncuranza
il suo potere: si arricchisca.
Se l’africano è schiavo
pianga se stesso
perchè non sa morire combattendo
per conquistare la sua perduta libertà.
Se l’asiatico ha fame
non è colpa del popolo americano
se con le bombe al Naplan
gli ha distrutto i raccolti.
Per la democrazia si muore:
la libertà non ha prezzo.
Anzi la impongo a piene mani,
e osservo con un occhio indiscreto
che il timoniere vada dritto all’approdo.
Tanto gli scogli a prua
io li posso evitare e prevenire:
io non posso accettare ostacoli
al mio modello di liberal-democrazia,
al mio navigare in largo e in lungo
lungo le coste o per i mari aperti.
Il mio occhio è vigile e presente:
punisco quando voglio un presidente
che non comprende la vera libertà
com’io l’intendo.
Questo potere me l’ha dato Dio,
perchè osservo il giorno del Ringraziamento
ed ho, nei signori della quinta strada,
i guardiani del cielo
coloro che fanno osservare il mio modello di democrazia
con l’armonioso suono dei cannoni.



Santoro Salvatore Armando
(Lillianes 04/01/2000 9.35)