Ascoltiamo....
La voce dei Ragazzi

Giornalino scolastico delle classi I e II - Scuola Secondaria di I °  Villanova Strisaili 
Anno 16° Numero 52 - Aprile 2006 
www.villanovastrisaili.com

Direttore responsabile: Edoardo Bonicelli   Vice:  Alessandra Cabiddu


Lite tra i pastori
TRA FONNI E VILLANOVA UNA PACE ARMATA
Lo scarsità dei pascoli portò i due paesi ad una vera e propria guerra
di Federico Bonicelli


I pastori della Barbagia avevano  molti problemi ma quello più importante fu quello di trovare un pascolo libero e così provarono a spingersi oltre il loro confine e ci furono vere e proprie guerre combattute contro i popoli proprietari. Una battaglia storica è quella tra Villanova e Fonni. Questa iniziò fra il 1652 ed il 1656 quando i pastori fonnesi vennero nel territorio di Villagrande. Nell’ 1698 di fronte alla reale udienza si decise che i vassalli fonnesi dovevano abbandonare i terreni e pagare tutte le spese di giudizio. A testimoniare a favore dei Villanovesi furono gli orgolesi che ce l’ avevano anche loro con i fonnesi per qualche motivo. Fra battaglie e scontri si arrivò al 1787 quando ci fu ancora una volta una decisione in favore dei villanovesi. Nell’ 1799 Carlo Emanuele IV sollecitato dalla curia vescovile cagliaritana, avocava a se il processo e decideva di dividere i terreni. Nell’ 1800 furono i Villanovesi a prendere gli  ovili dei fonnesi che andarono con tutti gli uomini del paese a depredare gli ovili dei fonnesi disubbidendo e superando i confini prestabiliti nel 1799. Solo nell' 1811 il re Vittorio Emanuele I per porre fine alle disamistade assegnò a Fonni un terzo del salto di Montenou. Gli scontri non sono mai cessati del tutto. Negli anni 1950 -1960 il vescovo di Nuoro e quello di Fonni riunirono i due paesi al passo di Correboi dove fu collocata la Madonna della neve. Si trattò più di un atto formale che sostanziale anche se la pace tra i due paesi non c’è neanche ora.  Gli allevatori villagrandesi raccontano di rapporti di buon vicinato con tutti i confinanti, Arzana, Orgosolo, Talana   ma mai con Fonni.



Bisogna cambiare
UN’INCIVILE ABITUDINE
Nel nostro paese i rifiuti si trovano dappertutto: lungo le strade , nei fiumi e nei boschi. Questa brutta abitudine ci rende pigri e irrispettosi nei confronti della natura
di Federico Bonicelli

Un problema che accomuna moltissime città di tutto il mondo è quello dei rifiuti. Di questo fatto ce ne siamo accorti tutti perché anche nella nostra zona ci sono delle discariche abusive. Queste vengono dette abusive perché non autorizzate da nessun ente. Nel nostro paese c'è ogni tipo di rifiuti sparsi per  le vie ma anche lungo i fiumi. Sono molte le fonti di inquinamento.
Quando passiamo vicino ai fiumi troviamo sempre animali morti e vari rifiuti che inquinano i fiumi e a catena passano l’acqua ai pozzi e quest’acqua viene distribuita alla gente del paese. I rifiuti però si trovano anche nei boschi e molte volte a fianco ai cassonetti perché non vengono ritirati.
Capita spesso anche che, vicino ai fiumi, vengano buttati materiali di risulta quando,  per esempio, si  ristruttura la casa. I fiumi vengono inquinati soprattutto quando si immettono  i materiali  che contengono sostanze inquinanti tipo l'amianto.
Non bisogna gettare i rifiuti per terra non solo perché inquinano ma anche perché rendono  brutto il paese, quindi bisogna utilizzare i contenitori. Uno stimolo in più ce lo sta dando la raccolta differenziata che si spera  arrivi  al più presto. Quindi per rendere il nostro paese più bello e meno inquinato non buttiamo i rifiuti di qua e di là ma nei cassonetti o nelle discariche autorizzate. 


Popotus
Un’ occasione che non si può rifiutare
di Federico Bonicelli

Dieci anni fa esattamente il 23 marzo del 1996 tra le pagine del giornale nazionale Avvenire nasceva Popotus. Questo giornaletto venne e viene ancora oggi condotto dallo stesso direttore di Avvenire e con gli stessi giornalisti. Questo nacque con lo scopo, come spiega il direttore in un’ intervista, di avvicinare i piccoli al mondo degli adulti. Questo giornale è quindi il giornale dei più piccoli, e viene scritto con un lessico adeguato. Nelle pagine di Avvenire c'era un articolo che ha attirato l'attenzione di noi de "La voce dei ragazzi"che diceva che le scuole
potevano inviar il proprio per partecipare ad un concorso nazionale. Vi abbiamo aderito  volentieri  e questa esperienza ci ha permesso di migliorare la nostra attività.   



COLLEGA  I MESI SARDI A QUELLI ITALIANI

Gennargiu                                 Gennaio
Meseidas                                   Febbraio
Freargiu                                     Marzo
Capudanni                                 Aprile
Ladamene                                  Maggio
Abrile                                        Giugno
Austu                                         Luglio
Marthu                                       Agosto
Mau                                           Settembre
Meseargiolas                             Ottobre
Onniasantu                                Novembre
Lampadas                                  Dicembre



                                                 LA FESTA DELLE DONNE
di Loredana Lai

Da tempo si celebra la festa della donna dimenticando il suo significato originale. 1929 Stati Uniti, in una fabbrica tessile lavorano molte donne. Per la mancanza di sistemi di sicurezza e per le pessime condizioni in cui erano costrette a lavorare;Scoppiò un incendio .Le donne morivano soffocate prima di raggiungere le uscite, che erano state chiuse per paura che i dipendenti scappassero durante il lavoro.
Con il passare degli anni l’8 marzo divenne per gli Stati Uniti la giornata del ricordo di quel giorno catastrofico. In seguito anche il resto del mondo lo scelse. Passano gli anni e la memoria diventa scherzosa . Le donne aspettano questo  giorno per poi fare quello che fanno ogni giorno con l’aggiunta di un pizzico di dispetto  nei confronti dell’uomo che povero lui! Se si dimentica di regalare la mimosa alla donna. Per la fortuna dei fiorai che riescono a vendere e realizzare migliaia di bellissimi rametti di mese. Ma io mi chiedo perché regalare un fiore o dedicare un’attenzione alla donna un solo giorno all’anno? Molte donne in tutte le parti del mondo sono costrette per tradizione di coprirsi il viso con il “burqa”. Esse non sono d’accordo infatti non tacciono. Hanno cercato di opporsi, ma hanno sempre avuto la peggio. Per esempio in una pretesta, con a capo Mukhtaran Mai, parteciparono 100 donne.  Questa “capo corteo” era stata violentata da una banda mandata da il consiglio tribale del paese. In altri paesi non possono guidare (Arabia Saudita), in altri le rinchiudono in prigione se baciano un uomo in pubblico (Indonesia), inoltre in Afghanistan vengono vendute dai mariti per pagare un debito. AUGURI A TUTTE LE DONNE 365 GIORNI ALL’ANNO (Loredana Lai I)

 


I nonni

Vi voglio parlare di nonna Luigina Scudu. Era molto gentile e quando mia zia le faceva gli scherzi si faceva una bella risata. Io me la ricordo come se fosse ieri. La cosa che più mi ricordo di lei è quando mi mettevo a testa in giù  e mettendo la testa per terra e i piedi in alto, mi diceva che mi scendeva il sangue in testa e io mio mettevo in piedi. Ci ha lasciato alla giovane età di novantadue anni. Era molto malata e alla fine non cel’ha fatta.
          Un'altra nonna mi aveva dato per una Pasqua una grande bambola e lei la prendeva in braccio come se fosse una bambina.
A casa sua ho trovato un piccolo taschino perché quando lei era giovane metteva il denaro ed era molto poco. Ha avuto dieci figli ma tre sono morti da piccoli. 



La scuola non è in regola, ma…..
Molti problemi nella nostra scuola ma attività molto interessanti
di Alessandra Cabiddu

È da poco che ho scoperto il problema della nostra scuola: non è in regola. Mancano le porte antipanico, le finestre sono in alluminio e invece dovrebbero essere in plastica. Esternamente c’è un cancello con le sbarre e dopo una porta in alluminio.
Ma i problemi della nostra scuola non sono finiti: le porte per esempio non si chiudono.Pensate se scoppiasse un incendio, come faremmo ad uscire? Non abbiamo neanche un dizionario in buone condizioni, sono tutti divisi in “capitoli”. Dobbiamo però evidenziare alcune cose piacevoli; come ad esempio il fatto che in tutto l’inverno non abbiamo sofferto il freddo. Abbiamo un accesso facilitato all’aula Marte(l’aula d’informatica).
Partecipiamo a dei progetti sull’educazione ambientale e sulla conoscenza delle piante e degli arbusti del nostro territorio e non solo. Rediamo inoltre il giornalino scolastico che ci da modo di approfondire le tematiche che riguardano il nostro paese. Ora abbiamo scoperto il progetto  Popotus e vogliamo inviare una copia del nostro giornalino perché vogliamo confrontarci con coetanei di altre scuole. 


COLLEGA  LE  PAROLE SARDE A QUELLE ITALIANE

Segure                                       Cornacchia
Matta                                         Chiave
Preda                                         Casa
Palu                                           Pianta
Domu                                         Scure
Atto                                           Pietra
Fentana                                     Gatto
Crae                                           Palo
Angione                                    Capretto
Crabitu                                      Agnello
Cotha                                        Finestra
Corraga                                    Cuneo  



SA DIE DE SA SARDIGNA

Sa die de sa Sardigna,il Giorno dalla Sardegna in Limba, è la festa del popolo Sardo. Riconosciuta dal Consiglio Regionale il 14 settembre 1993, vuole ricordare i “Vespri Sardi”, l’insurrezione del 28 aprile 1794 che allontanò da Cagliari il Viceré Balbiano, in seguito al rifiuto del Governo torinese di soddisfare le richieste dell’allora autonomo Regno di Sardegna al Re, per il riconoscimento dei diritti di cui i sardi avevano goduto per secoli, le leggi fondamentali del Regno, per riservare ai Sardi le cariche pubbliche, un Consiglio di Stato a Cagliari, vicino alla sede del Viceré a l’istituzione a Torino di un Ministero per gli affari della Sardegna. (Classe 1°)


SIGNIFICATO DELLA PASQUA
di Loredana Lai

Quaranta giorni prima di Pasqua  si celebra la Quaresima, che vuol dire, appunto, quaranta giorni. Ricorda quanto tempo ha trascorso Gesù Cristo nel deserto a digiuno e in preghiera, tentato da Satana. Nel tempo della Quaresima si ricorda il triduo Pasquale (giovedì, venerdì e sabato Santi) che sono i giorni più importanti che ricordano la passione di Gesù. In questo periodo il colore delle vesti Sacre è il viola, simbolo di penitenza. Il giovedì Santo Gesù celebra l’ultima cena con i suoi apostoli e accadono molte cose: prese il pane e il vino e li diede ai suoi discepoli, il pane è come il suo corpo e il vino come il suo sangue offerti in sacrificio per noi. In sintesi Gesù dona tutto se stesso agli uomini con l’Eucaristia. Il venerdì Santo Gesù muore in croce. La celebrazione è la “Via Crucis” dove si ripercorrono le tappe principali della vita di Gesù che la domenica di Pasqua risorge.La Pasqua dura 50 giorni e in essi si celebra anche la festa dell’Ascensione di Gesù al cielo. La Pasqua è una festa molto antica le cui origini risalgono a 4000 anni a.C. quando il popolo ebraico sotto la guida di Mosè, liberatosi dalla schiavitù dell’Egitto, raggiunse la terra promessa, cioè la Palestina. Con la Resurrezione, questa festa cambia significato e vuol dire passaggio dalla morte alla vita. In questo periodo il colore delle vesti Sacre è il bianco, simbolo di gioia. (Loredana Lai )



Solidarietà
di Loredana Lai

Dopo aver partecipato al concorso sulla solidarietà organizzato dall'AUSER, sabato 29 aprile gli alunni delle scuole primaria e secondaria di I grado di Villanova e Villagrande, si sono ritrovati nella sala dell'oratorio, a Villagrande.
Erano presenti: il sindaco, il preside, la segretaria e alcuni componenti dell’AUSER che dopo aver fatto una serie di ringraziamenti e congratulazioni hanno dato inizio alle premiazioni. Si poteva partecipare in varie "sezioni": disegno, testo e poesia. Gli alunni hanno ricordato l’episodio con disegni, componimenti poetici e racconti, anche in lingua. Quattro alunni hanno vinto un computer portatile: Andrea Nicolò Staffa, 1A secondaria di I grado, che ha partecipato con una poesia , Ilaria Sanna, 3A scuola secondaria di I grado, con un disegno, Elisabetta Frongia, 5A scuola primaria, con un testo, ed infine Giulia Demurtas, III scuola primaria.Durante la manifestazione hanno proiettato il filmino dell’alluvione e molti ricordando la morte delle care nonna Assunta Bidotti e della piccola Francesca Longoni sono usciti in lacrime.  (Lai Loredana) 
     

FILM. Era un uomo tenero anche se non aveva un bel carattere.
Gino Bartali l’intramontabile
Il grande campione torna a pedalare nei nostri televisori
di Irene Pili

Il grande Gino Bartali torna in testa anche se solo per finzione. E’ uscito il film in sole due puntate, che però sono bastate per raccontare un po’ la “trama” della vita di Gino. Aveva un carattere un po’ forte e grossolano e per questo era chiamato “Ginettaccio”. Nonostante questo era un grandissimo ciclista e uno dei più leali. Il ciclismo era la sua passione e proprio quando era isterico parlava a vanvera, ma poi per rilassarsi cominciava a pedalare e per lui questo sport era come un antistress. Aveva una grande ammiratrice che poi sposò. Affrontò molti problemi tra cui la morte del suo unico fratello di venti anni perché mentre disputava una gara ciclistica, una macchina lo investì, ma superò ogni tipo di ostacolo. Gino aveva una specie di amico-nemico che si chiamava Fausto Coppi. Quest’ultimo verso metà carriera non vleva più partecipare alle gare perché aveva paura di perdere o di vincere contro un trentacinquenne. Nella sua carriera Gino disputò ben 988 gare e ne vinse 184 con la famosa maglia della”Legnano”. Però Gino non era un grande solo nel ciclismo, ma anche nella sua vita di sempre di cui non ne faceva mai parola. Un episodio molto ricordato di questo ciclista fu quando vinse un Tour dopo che fu fatto l’attentato a Tagliati e si pensava che i comunisti avrebbero usato le armi ma questo non avvenne grazie al clamore per la sua vittoria. Ma due mondi diversi separarono gli italiani per la tifoseria tra Bartali e Coppi. Coppi non era un uomo molto comune, si lasciò con la moglie quando Bartali aveva una famiglia e stava facendo bizarrissime foto con altri personaggi. Ma a volte si scambiavano anche le cose come dimostra una famosissima foto.  Non era solo il rivale di Coppi, ma anche il simbolo dell’Italia povera e contadina. Gino era tenace ed era in perenne sfida con i suoi limiti. Bradicardico, cioè con i battici cardiaci a riposo più bassi della media (35 volte al minuto), si metteva in sella e usando sempre il medesimo cambio arrivava a destinazione. L’immagine del campione che si arrampicava come una lucertola su pendii e camminava sulle strade colme di polvere, è l’immagine stessa dell’Italia contadina e povera che cerca il suo ricatto. Gino o meglio Ginettaccio con il suo ringhio toscano e la sua anarchia torna nel cuore degli italiani a ricordarci la lealtà delle competizioni non truccate. Nei tempi delle persecuzioni razziali percorse moltissimi chilometri in bicicletta dove nascose nell’incavo della canna documenti contraffatti che potevano permettere agli ebrei di espatriare. Diceva: “fuori sono cattivo, dentro sono buono, ma lo fò vedere a pochi”. Gino non era rivale di Coppi nella vita ma solo sui pedali perché avevano uguali radici contadine perché quando morì Serse, il fratello di Fausto, Gino seguì il funerale. E quando Bartali era ricoverato Coppi andò a trovarlo. Gino era un maratoneta ma Coppi era un fantasista che calcolava anche l’alimentazione. Anche i giornali li separavano perché Gino era più gradito alla sinistra.  A quei tempi poi tutta Italia andava in bicicletta e quindi il ciclismo era molto seguito. Quest’uomo può costituire un esempio per gli sportivi di oggi, per la sua lealtà, sportività e generosità. Consiglio a tutti di guardare questo film e di non dimenticare quest’uomo. (Irene Pili)
   


Premiazioni per la solidarietà
Manifestazione a Villagrande
di Edoardo Bonicelli

Il giorno 29/04/06 nel salone parrocchiale di Villagrande si è svolta una manifestazione per la solidarietà durante la quale sono stati assegnati dei premi per un concorso precedentemente bandito, destinato a chi tramite poesia, disegno o testo sarebbe riuscito ad esprimere sentimenti di solidarietà. Su quattro premi, tre sono stati assegnati ad alunni delle scuole di Villanova: Andrea Staffa per  la poesia,  Ilaria Sanna per il disegno e infine Elisabetta Frongia per il  testo.
Tutto questo si è svolto per ricordare l’alluvione del 6 dicembre del 2004 che ha causato la morte della piccola Francesca Longoni e della nonna Assnta Bidotti.. Qui è intervenuto il presidente dell' Auser, che è un’associazione di progetto tesa alla valorizzazione delle persone. Oltre ai rappresentanti dell’Auser sono intervenuti il sindaco di Villagrande, il parroco e il dirigente scolastico. Dopo tanta commozione per il ricordo tutto si è svolto nel migliore dei modi.(Edoardo Bonicelli)
             


Tanti problemi per le frazioni
VILLANOVA,QUANTI DISAGI
di Ivano Lotto

Ci sono sempre stati tanti problemi per le frazioni che quasi sempre sono abbandonate dai comuni capoluoghi e stentano nel risolvere i principali problemi.
Come si sa da sempre, per le frazioni ci sono molti problemi. In Ogliastra, si contano quattro frazioni: Arbatax, di Tortolì, Taquisara, di Gairo, Santa Maria Navarrese, di Baunei e infine Villanova Strisaili, di Villagrande. Ognuna di queste ha delle questioni da risolvere. Nel caso di Villanova, che dista 7 Km dal comune, con una popolazione in crescita, ci sono grossi problemi risolvere:  il campo sportivo, già danneggiato dall' alluvione del 6 Dicembre 2004 e mai rimesso a punto e la chiesa ristrutturata solo in parte,  ancora chiusa ai fedeli e il parroco ha fatto sapere che i lavori non proseguiranno prima di agosto. Infine, rimane da  rifare il ponte di Sannorthi, anch'esso spazzato via dalla furia dell’acqua è ancora intransitabile. (Di Ivano Lotto)
           

         Pallatamburello
     Siniscola-Bosa 11-13   Villagrande-Bosa 3-13
        Finali maschili e femminili
              di Morena Sette

La partita si è disputata a Nuoro ed è stato un grande onore da ambedue le squadre giocare nella palestra in cui disputa le gare la squadra di pallacanestro di Nuoro che è in A1. Si è disputata prima la finale maschile che vedeva di fronte il Siniscola e il Bosa. Le squadre erano entrambe forti e infatti quando una delle due passava in testa, l’altra si impegnava per riportarsi alla pari. Questo è accaduto fino all’undicesimo set quando il Bosa ne ha vinti due portandosi alla vittoria per 13 a 11. Ma ecco che tocca alla nostra squadra che mette in campo: cap. Ilaria Sanna, Chiara Scudu, Morana Sette, Assunta Rubiu, Francesca Tatti, Antonella Pili, Floriana Loi e Valentina Barrili. Le ragazze erano un po’ preoccupate perché il loro capitano Chiara Barrili era assente. Infatti si sono fatte sopraffare da questo brutto pensiero e hanno perso la partita con il risultato di 3 a 13. Il Bosa quest’anno ha vinto due coppe, mentre il Villagrande e il Siniscola si sono dovute accontentare di una medaglia. Le atlete sono dispiaciute per la sconfitta ma allo stesso tempo contente di aver guadagnato il secondo posto.


Pallatamburello
Siniscola-Villagrande
L’ultima partita di pallatamburello si conclude in favore per le ragazze, ma non altrettanto per i ragazzi
di Eleonora Lai

Il 24 marzo presso la palestra comunale di Siniscola, si è svolta la partita tra il Villagrande e il Siniscola. Le prime a scendere in campo sono state le ragazze capitanate da Chiara Barrili; le altre atlete erano: Chiara Scudu, Morena Sette, Ilaria Sanna, Assunta Rubiu, Antonella Pili, Floriana Loi, Francesca Tatti, Valentina Barrili e Sabrina Melis. Dopo otto giochi vinti dalle ospiti, le siniscolesi arrivano al cinque, però non riescono a sormontare le ospiti che arrivano ai tredici giochi con molta facilità. Mirko Monni, Alessio Sette, Antonio Monni, Fabiano Bonicelli, Alberto Scudu, Angelo Monni e Marco Murgia, capitanati da Pietro Staffa hanno totalizzato il quattro a quattro, ma dopo il dodicesimo gioco vinto dai locali, i villagrandesi recuperano quattro giochi. La partita finisce al tredici a otto per i siniscolesi. Le ragazze, essendosi piazzate al secondo posto dopo il Bosa, andranno a Nuoro per le provinciali, ma i ragazzi purtroppo non vincendo questa partita si sono piazzati terzi, e di conseguenza non andranno alle provinciali.


Under 13
Jerzu-Villanova 0-3
(25-14/25-19/25-4)
di Eleonora Lai

Formazione Villanova: Morena Sette (capitano), Sabrina Melis, Eleonora Lai, Irene Pili, Alessia Cabiddu, Loredana Lai, Alessandra Cabiddu e Isabella Porcu, allenatrice Valentina Bonicelli.
Formazione Jerzu: Paola Carta (capitano), Aresu G, Demurtas A, Piras P, Serra M, Demurtas S, Loi R, Carta A, Usai G, Lai B, Cannu M.
Il 23 aprile, nella palestra di Jerzu, si è svolta la partita dell’andata tra il Villanova e lo Jerzu. Il pubblico scarseggiava ma le locali non si sono scoraggiate, ma per loro sfortuna non hanno vinto neanche un set. La partita è stata per le locali, l'occasione per conquistare il terzo punto che le avvicina alle finali. (Eleonora Lai)



Non è stata una partita difficile per il Villagrande avendo già affrontato e sconfitto il Macomer.
Macomer-Villagrande
di Alessia Cabiddu

Il giorno 22 Aprile alcuni ragazzi dell’ istituto comprensivo di Villagrande e Villanova hanno partecipato ad una partita di pallatamburello che si è disputata a Macomer.
La mattina intorno alle 8:15 i ragazzi di Villanova: Melis Sabrina, Sette Morena, Lotto Ivano, Sette Alessio, Barrili Valentina, Sanna Ilaria, Loi Floriana, Pili Antonella, Bonicelli Fabiano e Staffa Pietro (capitano), si sono incontrati in piazza con quelli di Villagrande: Chiara Barrili (capitano), Chiara Scudu, Assunta Rubiu, Mirko Monni, Alberto Scudu, Antonio Monni, Marco Murgia, Nicola Mura, per recarsi a Macomer. Arrivati  alla loro tappa dopo un viaggio lungo e faticoso, si sono recati in palestra. Dopo un po’ di riscaldamento i primi a disputare la partita sono stati i maschi che senza aver nessuna difficoltà hanno vinto lasciando gli avversari solo a 7 giochi mentre essi ne hanno conquistati ben 13. Subito dopo hanno iniziato a riscaldarsi le atlete femminile, vincendo subito i primi 5 giochi, ma poi perdendone 2. la partita si è conclusa 13-2 per le atlete di Villagrande che arrivano in finale, mentre i maschi si sono piazzati al 3° posto.



UN USCITA ISTRUTTIVA
L’ESCURSIONE A IS MURISINAS

I ragazzi della seconda media di Villanova e Villagrande  e la quinta elementare di Villagrande nell' ambito del progetto "Heliantus 2" si sono ritrovati a is Murisinas nell'ambito del progetto Helianthus II.
A questo progetto hanno aderito anche  una quarta ed una quinta dell’ Istituto Agrario Tortolì. I ragazzi sono stati guidati dagli espertissimi Zio Angelo Cabras (97 anni)e Zio Giuseppe Balloi (92 anni). Questi hanno indicato il posto dove veniva accumulato il carbone e  spiegato  che una casetta, ora abbandonata e semidistrutta,  serviva, all'inizio, come stazione forestale e  in seguito, come dispensa. Qui si vendevano agli operai la polenta  e gli altri alimenti. Durante questa escursione il tutto è stato filmato per la realizzazione di un DVD. Sul finire della visita i ragazzi hanno potuto ammirare le carbonaie dove veniva  collocata la legna e per la produzione del carbone. I ragazzi dopo essersi abbuffati con uno squisito bufè sono andati a vedere un albero secolare nella località de”Su fundu ‘e sa menta”che aveva 8,50 metri di circonferenza. All fine della giornata  sono tornati tutti a casa felici di aver fatto un escursione divertente e istruttiva.          


Popotus
Un’attività molto interessante
di Edoardo Bonicelli

          Per un mese intero gli alunni della prima e seconda media hanno letto l'Avvenire che aveva in allegato, anche Popotus,  in giornaletto dei ragazzi. Il tutto doveva servire per insegnare  ai più piccoli  come si fa un giornale e l'importanza della lettura. Nei primi giorni c'è stato qualche disguido perché i giornali arrivavano in ritardo ma poi tutto si è normalizzato e l'attività è continuata con grande interesse e impegno da parte di tutti. Alla fine, come ci veniva richiesto, abbiamo impaginato il nostro. Per la verità non abbiamo trovato molta difficoltà, visto anche che facciamo giornalini da più di un anno. Da quando abbiamo creato una vera e propria redazione che, quasi mensilmente fa uscire  "La voce dei ragazzi", questa è la nostra testata, che distribuiamo nel nostro piccolo paese. E' diventato molto importante perché parliamo di tutti i problemi e di tutto ciò che succede di importante. Siamo contenti di partecipare a questa attività che ci appassiona molto. Adesso  questo concorso ci è da stimolo per lavorare meglio e impegnarci di più ma siamo pure consapevoli che l'Avvenire ci ha aiutato e che crediamo di fare bella figura. Alla fine di questa attività ci sentiamo di ringraziare di cuore i responsabili della redazione dell’Avvenire per questa simpatica iniziativa.(Edoardo Bonicelli)




Giovanni Paolo Secondo il Grande
Ricordo di Karol Wojtyla
di Alessia Cabiddu

Sabato 2 aprile alle ore 21:37  il  mondo, ha  perso un Padre che gli  ha voluto  tanto  bene. Cattolici, laici, uomini di  diverse culture e religioni,  riconoscono la grandezza di questo Papa.
Giovanni Paolo II aveva un’intensa forza e una fede che era convinta, forte e autentica, contagiosa per i cuori di tante persone. Il suo pontificato è durato 27 anni e sin dall’inizio ha intrapreso una grande azione politica e diplomatica contro il comunismo. Un papa che ha parlato soprattutto ai giovani, si è battuto contro le dittature per la pace e per la comprensione tra i popoli donandosi con amore e perdonando anche chi ha tentato di ucciderlo. Un papa non italiano dopo 455 anni, amava la natura e particolarmente la montagna, al punto che è stato chiamato “Montanaro”. Passato attraverso una dura prova sia per le sue responsabilità che più tardi per la sua malattia. Sin dal giorno della sua morte, i pellegrini lo chiedevano Santo. Prelati vaticani stanno indagando sulla guarigione di una suora francese i cui sintomi del morbo di Parkiston  sarebbero spariti dopo una preghiera rivolta a Papa Giovanni Paolo II. Papa Benedetto XVI ha scelto una corsia veloce per questa santificazione perché normalmente le regole della chiesa impongono un’attesa di cinque anni. E’ un papa acui sin dall'inizio piaceva molto viaggiare  tanto che ha compiuto 100 viaggi in tutto il mondo per portare la parola di Dio, lasciando un segno nella storia e nel cuore degli uomini.



L’8 maggio festa grande a Villanova per i due nonnini Efisia Ferreli e Peppino Murinu che hanno compiuto cento anni. AUGURI DALLA REDAZIONE
I nonni sono una fonte di sapienza e di saggezza.


Giuseppe Murinu centenario
   di Morena Sette

Dopo la moglie Efisia Ferreli che quest’anno compie 101 anni ci si aspettava che anche il marito riuscisse a raggiungere la fatidica mèta e infatti questo è avvenuto.

L’ 8 maggio nel nostro paese, con immensa felicità dei parenti, dei compaesani e anche di noi ragazzi, si è festeggiato il compleanno di Giuseppe Murinu ,noto con il nome di Peppino.
I due coniugi si sono sposati nel 1934 e quest’anno hanno festeggiato 72 anni di matrimonio. I cittadini fanno a gara per dare a Giuseppe gli auguri ma non solo loro, perché alla festa sono presenti anche ospiti dei paesi vicini venuti a Villanova per l’occasione.
Il nonnino è stato intervistato da molti giornalisti, accorsi per conoscere e pubblicare  la sua storia nei giornali. Alle quattro del pomeriggio si è celebrata la messa in suo onore ed era presente anche il sindaco, che per congratularsi con il festeggiato per il record raggiunto, gli ha regalato un quadro. Dopo la messa i parenti hanno offerto un rinfresco. È una cosa rara che marito e moglie riescano a festeggiare entrambi i cento anni. In Italia, da una nostra ricerca, risulta che solo una coppia abbia superato i cento anni, si tratta di una di un paese di provincia d’Imperia. Negli ultimi anni, in Italia, i centenari sono triplicati da 3000 sono passati a 9269. la regione dove sono più numerosi è la Lombardia con 1344, segue l’Emilia Romagna con 856, il Piemonte con 800 e la Liguria 483. Si prevede che nel 2050 i centenari saranno 200 mila. (Morena Sette)


Prima l’”africana”,  ora la trichinellosi
L’ALLEVAMENTO DEI MAIALI IN PERICOLO
di Claudio Cabiddu

Nel secolo scorso  l’allevamento dei maiali era molto diffuso a Villanova, perché era  ricercato soprattutto il lardo che veniva consumato e contenuto in tutti gli alimenti. Il maiale era spesso oggetto di furti e i proprietari erano sempre all’erta perché ciò non accadesse. Tutto il maiale costituiva una scorta per la famiglia: dal citato lardo allo strutto, alle salsicce e prosciutto ma venivano utilizzate persino le setole e  certe parti  che oggi vengono buttate come intestini e testa.
Il suo pascolo determinante  oltre al ghiandatico di roverella in autunno, di leccio in inverno e primavera, c'era, in estate "sa stula" ossia i le spighe che rimanevano nei campi seminati a grano. Quando non si trovavano in montagna non si esitava a transumare nelle pianure costiere o del Campidano. Talvolta con gli allevatori di quei luoghi si scambiavano i pascoli. I boschi del comune di Villgrande erano divisi in due: "su lande 'es feminas" e " su lande 'es porcos", una zona dove si potevano raccogliere ghiande per i maiali di casa, "su mannale" e una zona dove potevano pascolare esclusivamente i maiali. I "mannales" erano allevati in gabbie fatte di tavole ricavate da tronchi di leccio o di rovere. I ricoveri dei maiali allo stato brado erano ricavati dalle stesse piante cave is "tuvos" dove venivano rinchiusi per ingrassare o per partorire. Solo lì erano al riparo contro le intemperie e i pericoli portati  da altri animali, volpi e talvolta anche rapaci. Quelle piante erano, in qualche modo, protette dai porcari e non le lasciavano tagliare. Contro le aquile che facevano razzia di maialetti, gli esperti del tempo si difendevano  dicevano "is berbos"una sorta di preghiera e riuscivano a "legare" l'aquila, a renderla innocua ( una sorta di magia). Is " berbos" venivano utilizzati anche nel caso in cui un animali veniva ferito poiché non esistevano le medicine. I maialetti per le prime due settimane restavano rinchiusi dentro il covo"tuvu e matta".
Anche allora esisteva la peste suina classica che in sardo si chiamava ”su fogale” che seminava la morte nelle campagne e talvolta distruggeva interi branchi tanto che ricorreva il detto “nd’at torrau su saccu a domu”, dopo la morte dei maiali ha riportato a casa solo gli attrezzi.
I maiali quando avevano quattro o cinque mesi venivano castrati per produrre più grasso e venivano lasciati per la riproduzione quelli con la coda rivolta verso destra.
Dopo la peste suina africana che c’è stata per diversi decenni, oggi questi animali corrono un altro rischio,  la trichinellosi  e la Regione Autonoma della Sardegna ha fatto dei decreti per eliminare questa malattia che oggi può colpire anche le persone.
                 Esiste un ampia zona nella provincia di Nuoro e nella provincia  d'Ogliastra, nella quale è molto diffuso l'allevamento di suini al pascolo brado non autorizzato. I suini degli allevamenti non autorizzati sfuggono a qualsiasi tipo di controllo sanitario costituendo un pericolo per la sanità pubblica e per il patrimonio zootecnico.
I comuni ad alto rischio di trichinellosi sono Orgosolo,Fonni,Desulo,Villagrande,Urzulei,Talana,Baunei, Arzana e Gairo.Secondo le autorità regionali si deve intervenire per  fare in modo che l’allevamento dei suini non sia un  pericolo. Tutto i patrimonio suino dovrà essere censito e messo in regola con i regolamenti veterinari. L’allevamento brado dovrà essere controllato. Cosa fare per regolarizzarli? 1) Ci vuole l’ordinanza del sindaco; 2)  censire e mettere un bottone auricolare a un orecchio di ogni singolo animale; 3) visita clinica da parte del veterinario ufficiale; 4) q mettere il codice aziendale e dell’allevatore; 5) avere un registro che deve compilare l’allevatore a far timbrare dal veterinario
Nel caso che le condizioni non siano state rispettate il veterinario manda all’allevatore una lettera per dirgli cosa deve fare per mettersi in regola entro 90 giorni.
Se entrò 90 giorni l’allevatore non ha adottato una delle seguenti misure, il sindaco ordina l’abbattimento e la distruzione dei suini stessi. I maiali che dovessero risultare positivi alla peste devono essere uccisi.
Questa situazione sta mettendo in seria crisi gli allevatori che non sembrano riuscire a mettersi in regola perché le richieste sembrano eccessive e difficili da realizzare. Insomma un’attività millenaria rischia di scomparire con gravi danni economici per il nostro paese.(Claudio Cabiddu)



Escursione a Pirincanes
di Alessio Sette e Francesco Vacca

Il 24/04/06 gli alunni  di una quinta elementare, una seconda media di Villagrande, la seconda media di Villanova e due classi dell’agrario di Tortolì sono andati a fare un’ escursione nelle località di Oreddu e Pilincanes nell’ambito del progetto Eliantus 2. Si è partiti alle ore 9:30 circa del mattino.
Il pullman ha accompagnato gli alunni fino a  Bau ‘e s’Ilixi , da dove hanno proseguito a piedi passando per le località Sa Cresuredda e Su Runcu ‘e su Stampu attraversando stradine sterrate e sentieri stretti  in un bosco di lecci, filliree ed eriche. I professori che hanno accompagnato i ragazzi sono stati: Salvatore Seoni, Angelo Balloi, Antonio Melis, Anna Paola Demurtas, Alberta Rubiu, Antonietta Pirroni e Paola Mighela.L' escursione è proseguita passando nella località Su Runcu ‘es Saxiones che segna il confine tra Villagrande e Arzana. Più vicino alla strada si possono notare diverse carbonaie, che in passato venivano usate per fare il carbone. Proseguendo hanno attraversato sa Sedda ‘e is Piras per poi arrivare a Su Runcu de Margiani Ola, cresta da cui si potevano ammirare le cascate  s’Erriu ‘e Forru. Spinti dalla curiosità la maggior parte dei ragazzi si è diretta verso una pietraia  sino al fiume, che si trova nella località di Pirincanes. Qualche alunno più curioso si è avvicinato alla cascata più grande, attrezzato di macchina fotografica o videocamera per immortalare uno spettacolo affascinante.  I ragazzi verso le ore 16:oo hanno ripercorso a ritroso  la strada e a Bau ‘e s’ ilixi   hanno ripreso il pullman per tornare a casa .  


Popotus. I ragazzi delle classi prima e seconda partecipano al concorso indetto dal quotidiano l’Avvenire

     SPERANZA ED ESPERIENZA   
           
I ricordi del tempo ormai passato
Mi tornano alla mente.
Sembra ieri ma è già passato un anno
dal sei dicembre duemilaquattro.

Certo c’è molta speranza 
per il termine della devastazione
dovuta all’alluvione
ma è anche un’esperienza
utile in futuro.
     
Non si può vivere senza rischio,
sarebbe una cosa anomala.
E’ molto bello sopravviver,raccontar  e trovar
  La giusta via.

  Molta gente si è quasi sacrificata   per salvare il prossimo e il risultato
  È una vita salvata.
  Questa è
  SOLIDARIETA'

LA POESIA DI  ANDREA STAFFA CHE HA VINTO IL PRIMO  PREMIO AL CONCORSO SULLA SOLIDARIETA’



Attenzione a non crederci troppo!
Villanovesi superstiziosi e creduloni
Credulità e superstizione ancora esistono e persistono
di Irene Pili

I comportamenti superstiziosi tuttora assai diffusi hanno radici molto antiche. Avete mai visto qualcuno fare dietro-front se vede un gatto nero attraversare la strada? Ma anche tutti i vari corni e cornetti di colore rosso fiammante appesi nella propria auto, che cos’altro sono se non i residui di vecchie credenze che nulla hanno a che fare con la religiosità e nelle quali la persona intelligente non può assolutamente credere? Anche Villanova, che è  un piccolo paese, ha le proprie superstizioni e credenze. Ci sono le antiche tredici credenze, perché nell’Ultima Cena erano in tredici. Ma le credenze non finiscono qui ma entra  in gioco anche la sfortuna. Si racconta che una volta un Martedì Grasso un uomo stava macinando il grano nel mulino quando vi si posò sopra un gatto nero. L’uomo disse allora: “ Gattò, gattò “ (scendi, scendi ). A quelle parole il gatto rispose: “Non mi nares gattò ca Martirberre so, ca soe Martirberre benniu po ti ferre “. Un altro episodio è quello di una donna che un martedì grasso cucì un vestito. La donna, dopo aver concluso il lavoro, si sentì male fino a rischiare la vita, si ricordò che aveva cucito quel vestito, lo scucì e finalmente si sentì di nuovo bene. Da questa  leggenda è nato un detto che impone di non far niente di martedì grasso. Queste sono alcune superstizioni, ma ce ne sono altre tipiche dei pastori, come quella che dice di non praticare la transumanza il martedì e il venerdì perché sarebbe il giorno delle streghe e può cadere qualche maleficio sul bestiame. Un’altra superstizione dice che per S. Giovanni Battista le donne anziane devono andare all’orto e raccogliere erbe di diversi tipi ( erbe di San Giovanni e di Santa Maria ), fatte a mazzetti  si 
usavano per benedire la cucina con acqua benedetta e dopo si appendevano. Un’altra dice che quando la luna è nuova non si deve fare niente. Tanti anni fa molti indossavano qualche vestito al contrario o, le donne, mettevano un rametto di sambuco nel seno quando venivano a Villanova.
I Villanovesi non credono solo nelle superstizioni ma anche nel malocchio. Per esempio, molti  dicono che se vedono una cosa che piace non devono dire  che è bella ma si può solo toccare perché la lingua è segno di malocchio, ma la mano invece no. Molte persone invece sporcano la macchina per non far vedere che è nuova; altri invece mettono dentro il cofano del sale o un ferro di cavallo contro il malocchio. Anche alle patate germogliate si mettono dei granelli di sale affinché ne portino in quantità. Il mercoledì non si può tagliare un vestito. Non ci si deve sposare di venerdì altrimenti non si hanno  figli. Non si devono mettere sopra il letto le forbici o il cappello quando in una casa arriva il dottore. Venerdì diciassette non si deve mangiare carne. Quando le capre si incornano è presagio di pioggia. Non si deve rompere né la botte dell’olio, né lo specchio perché arrivavano sette anni di sfortuna.
C’è anche un detto che dice “ Chi trova un ago e se lo prende la fortuna ormai lo attende, chi trova un ago e non lo raccoglie la sfortuna ormai lo coglie” ma secondo me chi alla sfortuna non crede per niente fa la cosa più intelligente. Come vedete per queste cose non c’è traccia di intelligenza nell’ uomo di oggi. Comunque l’importante è non crederci troppo! (Irene Pili)



Semifinale
AIRONE-VILLANOVA          3-0
(25-10/ 25-14/ 25-15)

Formazione Airone: Marci A.(capitano), Loddo C, Puddu N, Carrafena E, Sestu C, Accardo G, Congiu D, Cocco A,Maggironi S, Serafini M.
Formazione Villanova: Tangianu Angela (capitano), Sanna Ilaria, Sette Morena, Melis Sabrina,Pili Antonella, Buttau Lorena, Cabiddu Federica (Pili Irene, Loi Floriana, Cabiddu Alessia, Lai Eleonora) all. Michela Cocco
Il 4 aprile 2006 a Tortolì  si è disputato l’incontro tra la squadra di casa e il Villanova, valida per il ritorno della semifinale provinciale del campionato di under 16. All’andata era finita 3-0 per l’Airone che si era dimostrata superiore. Nel primo set le villanovesi mettono in campo la formazione migliore che pur dimostrando molto impegno non riesce a fare punti, anche perché nella squadra del Tortolì ci sono 3 atlete che giocano in C1 e fanno la differenza. Il primo set finisce con il risultato di 25-10. nel secondo dopo un cambio le ospiti racimolano un paio di punti di vantaggio che però non riescono a gestire. Dopo quel vantaggio non fanno più punti e il set finisce 25-14. Nel terzo le atlete di Villanova mettono a segno un punto in più del secondo concludendo con 25-15. Quindi grazie al doppio 3-0 le atlete di Tortolì si qualificano per la finale provinciale. (Sabrina Melis)


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