Ascoltiamo....
La voce dei Ragazzi

Giornalino scolastico delle classi I e II - Scuola Secondaria di I °  Villanova Strisaili 
Anno 16° Numero 51 - Febbraio 2006 
www.villanovastrisaili.com

Direttore responsabile: Edoardo Bonicelli   Vice:  Alessandra Cabiddu


Nannai Contat
di Federico Bonicelli

Fidelicu Bonicelli hat pediu a sa nannai Peppina Pirrone de su millenoexentosbintunu, cando ante fattu sa scola elementare in bidda nostra.

Nannai Pirrone tenet  norantatres   annos lompios su quattro de ennargiu. M’ha contau de cando er nascia sa scola in Biddanoa.
Est cumenciada in su 1921, in domu de Luisu Selenu, fut bennia una maistredda de Seui, Assuntedda ‘e Cannas ci, si podet nae, sa primma maistra de Iddanoa. Eniat su lunis in vapore e is picciocheddos andànt a d’ attobiae cando arribàda e su sabadu; nc'edda torrànt a accumpangiae e n'de torrànt prangendo de su dispraxere. Is at cummenxiau a fae is astas e, a bellu a bellu, a iscrie is litteras de s'alfabetto. Is picciochedos non furint tottu ‘onos uguale, is prus  ci andànt ainnanti furint: Egidia Selenu, Pasquale Cabiddu e issa. Medas furinti cuntentos de andae a iscola, ateros prus pagu poite narànt ca fut mellus a mandae is picciocheddos a marrae su lahore e a pasce caligunu pegus ca sa scola non donàt a pappae a nemmos. Is scientes oliant meda ene a sa maistra ma prus de tottus Pretinu Staffa ci po issa iat fattu peri una poesia ci narat aici: “La mia maestra mi piace assai e di guardarla non mi stanco mai e ché ritorni faccio preghiera, dalla mattina fino alla sera”... Issu fut unu therpugiu ma fut sempere in is pes de sa maistra. In iscola s'imparàt non solu a iscrie e a lixe ma peri ateras cosas. Meda picciochedos non s'iscìant mancu isciacauae. Sa maistra ddos castiàt ad unu ad unu e ci furint bruttos ddos buxìat a unu lavamanu a  si sciacuae. Unu ci non bolìa mai intende, una die ci iat  niau, dd’at bogau a foras e dd’at frirgau su thrugu cun sa nie. In su prim’annu ante imparau bona parte de is literas de s’alfabetto e peri a contae. Po faet custu usànt pisu e cixiri. Is prus abistos contànt fin ‘a centu e prusu e furint ‘onos peri a istodde. Iscrìiant cun d’una pinna ci uxìat unu pinninu in punta e is prus traves furint sempere prenos de tinta finas a is ogros. Appusti un’annu de iscala, sa maistra ìat buttu totu is picciochedos a pratha ‘e cresia po faet bie eite iscìant  fae: una piciochedda, Egidia Selenu, iat lixu su giornale e, sicomente nemos iscìat lixe, furinti abbarrraos meda merefixaos. Una cosa meda inportanti fut custa: sicomente su predi, certu Melis de Seue, commente a sa maistra, enìat solu caliguna iat a fae sa missa, in iscola si imparàt peri s'Ave Maria su Babbu Nostru e s'Attu de contrizione  e is ateras pregadorias. S'imparàt a cantae e is picciocheddos furint cuntentos che pasca, parìant torraos a nasce.       

(e per i nostri amici continentali...)
Federico Bonicelli ha intervistato la nonna Peppina che gli ha raccontato del lontano 1921, anno in cui fu istituita la scuola elementare nel nostro paese.

Nonna Giuseppina Pirroni ha 93 anni, compiuti il 4 gennaio scorso (è nata nel 1913).
Mi ha raccontato di quando è nata la scuola a Villanova, a casa di Luigi Selenu. E' stata istituita nel 1921 e la prima maestra si chiamava Assuntina Cannas, era originaria di Seui. Veniva il lunedì mattina in treno e tutti gli alunni andavano a prenderla festanti per accompagnarla in paese e il sabato la riaccompagnavano in stazione tristi e piangenti. Si iniziava con le aste e si proseguiva con le lettere dell'alfabeto. I bambini non erano tutti ugualmente bravi, si distinguevano Egidia Selenu, Pasquale Cabiddu e lei (nonna Giuseppina)
Molti erano contenti della scuola, altri meno perché, dicevano che era meglio mandare i bambini a lavorare nei campi perché la scuola non dava da mangiare a nessuno. Gli alunni volevano bene alla maestra ma il più affezionato era Pietrino Staffa che per lei scrisse perfino una poesia che suonava così: "la mia maestra mi piace assai, io di guardarla non mi stanco mai e ché ritorni faccio preghiera dalla mattina fino alla sera"… Era un nanetto  ma era sempre tra i piedi della maestra. A scuola non si imparava solo a leggere e a scrivere ma anche altro.
           Molti bambini non si sapevano neanche lavare. La maestra li controllava e chi non si era lavato veniva mandato al lavamano per farlo. Uno che non ne voleva sentire di lavarsi, un giorno che nevicò, venne portato fuori e gli venne sfregato ben bene il collo con la neve. Nel primo anno si apprese buona parte delle lettere dell'alfabeto e a contare Per fare questo si usavano fagioli e ceci. I più bravi contavano fino a cento ed erano bravi anche a sottrarre. Scrivevano con una penna che aveva un pennino in punta e i più scalmanati avevano inchiostro fin sopra i capelli. Dopo un anno di scuola la maestra portò tutti gli alunni in piazza di chiesa per far vedere quello che sapevano fare.
              Una bambina, Egidia Selenu, aveva letto il giornale e siccome nessuno sapeva leggere erano rimasti meravigliati.
Una cosa molto importante fu questa: Siccome il prete, un certo Melis di Seui come la maestra, veniva solo qualche volta a fare la messa, a scuola, si imparava anche l’Ave o Maria, il Padre  Nostro, l’Atto di dolore e altre preghiere. Si imparava a cantare e i bambini erano molto contenti e sembravano rinati.   



Attenzione,  può diventare molto pericolosa!
LA TELEVISIONE
                         di Irene Pili                            

La televisione è stata per l’ uomo un’ invenzione molto importante ed è anche servita per molti scopi. I suoi programmi informano il mondo intero sui fatti che accadono. La  TV piace soprattutto a ragazzi e bambini,  ma molto spesso questi non conoscono danni che essa può provocare. Tempo fa,  in un'abitazione un televisore lasciato acceso per molto tempo e surriscaldandosi, ha provocato un incendio e la morte di una bambina di cinque anni. I bambini la guardano spesso e a volte stanno troppo vicini al suo monitor,  ne fanno abuso fino ad arrivare a rovinarsi la vista oppure a non riuscire più a distinguere la fantasia dalla verità. La TV usata bene non provocherebbe danni, anzi come dicevano prima, può essere di grande aiuto per l' uomo perchè in questa viene trasmesso il telegiornale e altre trasmissioni culturali che possono essere d'aiuto per la conoscenza degli argomenti scolastici. Nei primi anni il piccolo schermo iniziava le trasmissioni alle quattro del pomeriggio con “La TV dei ragazzi” che trasmetteva film di avventura e documentari per la gioventù. Questa durava fino alle 20,30, ora del “Carosello” pubblicità divertente di cui le persone di una certa età ricordano volentieri i motivetti. Alle 21 si dava inizio al film che chiudeva la serata. Quello dei vecchi tempi sì che si poteva definire un piccolo schermo decente e interessante.


I VILLANOVESI VOLEVANO RICOSTITURE IL VECCHIO COMUNE
La storia entusiasmante di un tentativo andato a vuoto          
di Eleonora Lai e Morena Sette 
 
Tutti noi avremmo voluto che Villanova fosse comune a sé e quattro nostri compaesani, Seoni Graziano, Murino Giuseppe, Cabiddu Pasquale e Staffa Giuseppe dal 1956 ci provarono, ma senza successo perché i villagrandesi non essendo d'accordo sulla spartizione del territorio, si opposero. Questo documento racconta questa storia.
Per iniziativa di 142 elettori il 5.05.1958 venne presentata la domanda perché venisse ricostituito il Comune Autonomo di Villanova Strisaili a sensi della Legge Regionale N.14 del 3.05.1956.  L'istanza venne sottoscritta da oltre un quinto degli elettori di Villanova e le firme furono autenticate dal notaio Gino Mameli.
Tale richiesta era basata sul fatto che gli abitanti di Villanova si sentivano trascurati da Villagrande che non si curava dei problemi e delle esigenze della frazione e oltretutto c’era la convinzione di trarre più benefici e di essere più invogliata a cercare un’evoluzione economico sociale più sollecita.

BREVE CENNO STORICO

Dall’Archivio di Stato di Cagliari risulta che Villanova Strisaili sin dall’inizio del 1800 possedeva un vasto patrimonio terriero costituito principalmente da boschi ghiandiferi che permettevano un fiorente allevamento di suini e attività boschiva.
La popolazione, che era allora costituita da poche centinaia di persone, non potendo pagare le alte tasse imposte dal feudatario, Marchese di Quirra, delegò il Comune di Villagrande di tutelare i propri interessi e di pagare i tributi "regi e fiscali".
Successivamente la popolazione di Villanova si ridusse a poche decine di abitanti e così i Consigli Comunitativi nella seduta del 2 dicembre 1813 decisero di chiedere l’unione dei due comuni.,che venne ottenuta qualche anno dopo.
Nel corso del secolo la popolazione aumentò nuovamente e nel 1958 presento la richiesta di ricostituzione del Comune autonomo.
Su tale proposta il consiglio comunale di Villagrande ed il consiglio provinciale di Nuoro espressero parere favorevole con deliberazioni rispettivamente n. 23 del 10.07.1958 e n. 5 del 02.02.1959.
La commissione paritetica istituita a sensi dell’art. 3 quater della Legge Regionale 3.05.1956 n. 14 non raggiunse l’accordo sulla delimitazione territoriale del nuovo Ente e questa divisione fu predisposta dalla commissione regionale e venne fatta proprio dall'Assessore agli Enti Locali con decreto n. 467 del 20.11.1972. La stessa venne inviata al Comune di Villagrande, per la pubblicazione all’albo pretorio, e all'Amministrazione Provinciale di Nuoro perché esprimesse il suo parere.
Di conseguenza: l’Amministrazione Provinciale di Nuoro espresse parere favorevole con la deliberazione n. 6 del 20.02.1973; il consiglio comunale di Villagrande, facendo propria l’opposizione presentata da un numeroso gruppo di cittadini di Villagrande, si oppose con atto n. 4 del 2.03.1973 e, pur confermando il parere favorevole per la concessione dell’autonomia, diceva di non essere d’accordo sul progetto di delimitazione del territorio perché non rispettava gli interessi dei due Comuni.
L’Assessore agli Enti Locali convocò i rappresentanti dei due Comuni per trovare un accordo ma non riuscì nell’intento.
Facendo un bilancio era risultato che Villanova avrebbe dovuto spendere £. 4.700.000 in più di quello che incassava e avrebbe dovuto chiedere dei finanziamenti o allo Stato o alla Regione Sarda. Un esponente del Consiglio Regionale, dichiarò che non era solo Villanova Strisaili ad essere in passivo ma anche altri comuni a sé.
Da alcuni dati era risultato che Villanova Strisaili era dotata di una sufficiente Struttura Economico-Sociale.



La maschera maledetta n° 2
     Recensione di Loredana Lai  ( classe I )

TITOLO                           “La maschera maledetta n° 2”
AUTORE                            R.L. Stine
ANNO DI STAMPA            edizione italiana 1997
CASA EDITRICE                Mondadori
TEMPO DI LETTURA       1 giorno
PAGINE                              159

Steve, un ragazzo di 12 anni, con un suo amico aveva messo uno scoiattolo nello spogliatoio delle ragazze. Egli, per tale azione, venne punito mentre il suo amico no. La punizione consisteva nel far giocare i bambini di 1^ elementare a calcio, dopo la scuola.
Questi bambini lo facevano arrabbiare e Steve si voleva vendicare il giorno di Halloween, spaventandoli a “morte”. Decise di andare da Carly Beth, che l’anno precedente aveva indossato una maschera spaventosissima. Ella gli rispose che era andata al negozio: “Il paradiso delle feste”.
Ci andò anche lui ma, trovandolo chiuso, scese con l’amico Chuck nello scantinato del negozio. Trovarono tanti scatoloni che aprirono fino a trovare quello delle maschere. Steve ne prese una ma poi la riappoggiò. A quel punto si girò per controllare da dove provenissero quei rumori ma, non vedendo Chuck si preoccupò. Trovò un uomo vestito da vampiro e senza farsi vedere, prese una maschera e se la mise sotto la felpa. Era calda, sembrava vera. Contò nella sua mente fino a tre e a quel punto cominciò a scappare, salendo nelle scale di cemento e aprendo la botola riuscì a scappare. Corse a perdifiato e alla fine incontrò Chuck, si salutarono e Chuck disse che gli dispiaceva  non aver preso alcuna maschera. Invece l’aveva presa di nascosto e non aveva intenzione di dirglielo. Steve corse in camera sua e nascose la maschera nel cassetto dei calzini. Scese in cucina e cenò. Il giorno dopo si svegliò e andò a scuola, dopo allenò i bambini e infine tornò a casa che era quasi ora di cena. Era felice. Salì in camera sua, prese la maschera e se la mise.
Aveva caldo e a quel punto si sentì debole, spossato, vecchio. Decise di non cenare, dicendo che era stanco. Chiamò a casa di Carly Beth, ma lo scambiarono per un vecchio. Poi cercò di impaurire i suoi allievi ma, scambiandolo ancora per vecchio, lo portarono a casa di Carly Beth. Ella lo riconobbe e consigliò di provare a usare qualcosa con affetto, per sfilarsi la maschera. Fu inutile. Allora andarono al negozio e trovarono il corpo del vecchio. La maschera si poggiò sul collo. Essi se ne andarono e  Steve era finalmente libero.
( Loredana Lai  classe I )


Il restauro della nostra aula
Vogliamo un’aula pulita!
di Irene Pili

Siamo finiti proprio male! L’anno scorso eravamo in un’aula ben curata e pulita.  Quest’anno invece siamo finiti in un’aula dove sembra ci sia stata la seconda guerra mondiale: sedie e banchi rotti e pasticciati, armadio rotto, muri sporchi. Ma sentite cosa abbiamo fatto. Appena arrivati in quest'aula abbiamo notato che sembrava un campo di battaglia, e siccome non tolleravamo questa situazione, abbiamo pensato di ristrutturarla a modo nostro, per esempio, togliendo le scritte dai banchi e sedie con un po’ di carta vetrata. La lavagna non ha il portagesso e poi presenta una scritta, dal primo anno in cui la scuola è stata costruita, perché dei vandali entrarono e distrussero un po’ tutto lasciando come ricordo più evidente la scritta indelebile sulla lavagna. Questa non riusciremo certamente aa ripararla. Tempo fa è anche caduta la porta! Pensate a che livelli siamo arrivati! Si spera che l' anno prossimo non si debba fare questo lavoro in un' altra aula e sarebbe anche ora che si imparasse a rispettare le cose pubbliche.    


Un anno in questa scuola di matti? E come faccio a resistere
una recensione di Morena Sette

         L’ autrice Yvonne Coppard ispirandosi alla sua vita ha scritto questo libro.
Tutti sognano di vincere alla lotteria e quando succede si perde la testa. Com’è capitato ai genitori di Anna Tompking  che oltre a comprarsi una bella villa, hanno strappato la figlia dal liceo e dai suoi amici per mandarla in un costoso college che la trasformerà in una signora.
L’autobus perfettamente lucidato si fermò con una brusca frenata, l’aria aveva l’odore di gomma bruciata. L’ inconveniente non era causato dall’autobus, ma da Gianfranco, l’autista che aveva la mania di controllare che tutto andasse per il meglio. Il problema venne risolto e gli studenti poterono riprendere il viaggio. Arrivati alla scuola Leopardi tutti rimasero a bocca aperta, perché l’edificio era uno splendore unico, pieno di festoni per dare il benvenuto agli studenti. Ma c'era dell'altro, aveva un giardino pieno di alberi, fiori e i professori aspettavano tutti sorridenti. Anna era felice perché aveva capito che si sarebbe divertita ma allo stesso tempo dispiaciuta di aver abbandonato gli amici, ma sapeva che ne avrebbe trovato altri. Il preside Franchini si mostrava gentile agli studenti perché sapeva che i genitori, essendo ricchi gli avrebbero dato degli assegni. Anna conobbe due studentesse una di nome Claudia e l'altra Sonia. Videro un principe scozzese di nome Ugo, che a volte invece di dire una parola ne diceva un'altra. Le tre ragazze si misero a ridere perché lui non sapeva mangiare da solo e aspettava qualcuno che lo imboccasse visto che era un principe. Solo dopo che capì la situazione mangiò da solo. Un altro ragazzo di nome Lucio, figlio di due star di Hollywood aveva i capelli che gli coprivano il viso e non si vedeva neanche la bocca. I giorni passarono e i cinque ragazzi diventarono amici. Le ragazze si stancarono di restare rinchiuse nella scuola,  decisero di scappare e andarono in un ristorante e dopo alcuni minuti videro  che nel locale c'era anche il preside e il giardiniere della scuola che cenavano insieme. Mangiarono in fretta e andarono via con un taxi prima del preside. Per non farsi scoprire non entrarono dalla porta centrale, ma tirarono delle pietre nella finestra di Lucio e Ugo e si fecero tirare giù una corda così non furono scoperte. Un'altra avventura attendeva i sei ragazzi. Un ragazzo, figlio di un attore, possedeva uno scimpanzé e Ugo, geloso, si fece mandare dalla Scozia un pitone però, siccome il preside non sapeva niente dell'animale, decise di tenerlo nella sua stanza e di portargli da mangiare i pasti della mensa. Anna e Claudia entrarono nella stanza dei loro amici e videro che Ugo aveva in mano un pitone. Il ragazzo disse loro di non scappare perché Nerù non era cattivo, però le due ragazze non cambiarono opinione. Nerù cominciò a strisciare e si mise sul collo di Anna che tremava di paura. Le ragazze scapparono via, ma a cena non dissero niente. La notte il pitone scappò e andò in giro per tutta la scuola. Ugo, durante la notte si alzò per vedere se Nerù stava bene, ma non trovandolo capì subito che era scappato e decisero di chiamare Anna e di svegliare Lucio per andare a cercarlo e andarono alla ricerca dell'animale: Anna cercò nella biblioteca e dopo dieci minuti sentì che c'era qualcuno e si nascose dietro un tavolo, non poté capire chi era perché nella stanza era buio. Anna tremava di paura e sentì che qualcuno la toccava, ma Lucio la avvisò che era lui. Anna si sentì qualcosa strisciare sul collo e capì che era Nerù, la ragazza aveva il terrore dei serpenti e prima che Lucio riuscisse a chiuderle la bocca si mise a urlare. Il preside fece scattare l’allarme che era collegato  alla stazione dei pompieri, nerù venne preso da Ugo e portato via così nessuno poté vederlo. Arrivarono le vacanze di Natale e i ragazzi decisero di andare in montagna per qualche giorno. Anche Anna era molto entusiasta, ma quando si ricordò che era un’occasione per rivedere gli amici e i genitori che non vedeva da ormai quattro mesi, decise di tornare a casa. Quando rivide le amiche le raccontò che la scuola era una gabbia di matti, anche se era divertente, Giorgia ed Erika le proposero di tornare nel liceo di Francoforte, ma lei rispose che anche se in quella scuola erano tutti matti si era affezionata ad ognuno di loro e avrebbe finito le scuole lì. Tornato alla Leopardi iniziarono le prove dello sceneggiato "Scene da Camelot". Arrivò finalmente finalmente il giorno tanto atteso. A sorpresa i genitori della ragazza si presentarono alla scuola e lei si impegnò per fare bella figura. Finito lo spettacolo tutti fecero i complimenti agli attori, Giorgia ed Erika cambiarono opinione sulla scuola e conobbero Claudia, Natalia, Sonia, Lucio e Ugo giudicandoli simpatici. Nel momento in cui stavano per fare un brindisi, il preside chiamò i cinque ragazzi nel suo ufficio. Loro erano preoccupati ma voleva solo dire loro che nel prossimo trimestre si sarebbero dovuti impegnare di più in condotta, tutti acconsentirono e speravano che il nuovo trimestre fosse più divertente e più ricco di sorprese di quello appena terminato. Le avventure a cui vanno incontro i protagonisti di questo libro sono veramente appassionanti. Chi inizia a leggerlo è tentato di vederne subito la fine talmente è avvincente, e in certi momenti infatti vengono seguiti quasi con l'ansia di vedere cosa dovrà succedere. Credo che piacerà a tutti i lettori giovani perché le avventure vissute sono reali e potrebbero succedere in tutti gli ambienti.frequentati da giovani. Il lessico è semplice e comprensibile e adatto per ragazzi di scuola media.



I due mufloni
CHE BELLA AVVENTURA!
Un gruppo di operai del demanio trova due mufloni con le corna intrecciate già da un paio di giorni
di Irene Pili

Lo scorso mese di ottobre, un gruppo di operai dell’Ente Foreste, mentre lavorava, s’imbatté in due mufloni impigliati per le corna. Non si sa come abbiano fatto ma si suppone che stessero combattendo per dividersi una femmina e come succede la maggior parte delle volte, non riescono a liberarsi. Un giorno gli operai avevano sentito dei rumori strani, non sapevano che cosa fosse successo ma il tutto finì lì. Il giorno seguente mentre salivano sul montagna per controllare la situazione, udirono nuovamente quei rumori quando, all’improvviso, s’imbatterono nei due animali che lottavano per liberarsi. Accorsero subito in aiuto. Notarono che i mufloni   erano in questo stato gia da un paio di giorni, perché erano molto magri e non avrebbero resistito ancora per molto. Siccome non arrivò aiuto, pensarono di liberarli loro. Le bestie si  lasciarono avvicinare dagli operai che li liberarono e  se ne andarono ricordando questa loro avventura per poi raccontarla. Tutti hanno apprezzato quest’opera compiuta dagli operai, tanto che ne hanno parlato persino i giornali. Questi hanno dimostrato che uomo e ambiente del nostro paesaggio hanno un legame estremamente importante, e che se non ci fossero stati loro avremo sicuramente perso due esemplari che simboleggiano le nostre montagne del Gennargentu.



Ecco cosa si dovrà fare e a cosa serviranno i rifiuti
ANCHE  A VILLANOVA  LA RACCOLTA DIFFERENZIATA
di Alessia Cabiddu

Tra qualche giorno, notevolmente in ritardo, partirà, a Villanova, la raccolta differenziata dei rifiuti.Verranno distribuiti ad ogni famiglia dei contenitori, diversi per colore e per tipo di rifiuto. Con questi anche delle bustine trasparenti in modo che chi li deve ritirare veda cosa c’è dentro. Avranno delle etichette che indicheranno il contenuto. Gli scarti alimentari avranno anche loro un apposito contenitore, ma chi vuole può anche gettarli agli animali. 
Quelli che consideriamo rifiuti potrebbero diventare "materie prime" preziose infatti molti tipi possono essere riciclati, vale a dire riutilizzati. Altri, invece, sono tossici e vanno smaltiti a parte. I rifiuti bisogna suddividerli secondo la loro origine (vetro, latine, plastica, carta, pile scariche...). In molte città d'Italia le amministrazioni comunali hanno provveduto a distribuire i contenitori adatti. Il riciclaggio può diventare una fonte di ricchezza. Le statistiche dicono che un sacchetto può contenere circa il 30% rifiuti organici, 24% carta e cartone, 20% stracci e legno, 13% plastiche e gomme, 8% vetro, 4% metalli, 1% materiali pericolosi (farmaci scaduti, pile esaurite). Cosa si può differenziare? Tutti gli scarti alimentari, partendo da bustine di tè, fondi di caffè, torsoli di mela, bucce di patate, banane e avanzi di verdura. Inoltre nell'organico vengono differenziate le ceneri che, una volta spente,  vengono messe nelle buste mater-bi. Grazie a questa raccolta il nostro paese sarà più pulito e ci sarà un  buon risparmio per tutti.


SANT ’ANTONI DE SU FOGU
Unu santu meda stimau in totu su mundu e festau in Biddanoa

Sa festa de sant’Antoni de su fogu, in Biddanoa, si faet su dexesette de ennargiu, ci càlada aitre gida si spostat a su ominigu ci enit apustis. Sa festa enidi fata de duoso obrieris ci si occuppant de allicchidie sa cresia, de fae sa paniscedda ci enit beneitta e donàda a sa xente ci àndat a cresia. Sa festa cummenciat su sabadu a merie faendo su fogorone. Si faet sa missa e ass'essia su predi beneixit sa linna e benit allutu su fogu. Si cummenciat a ballae su ballu sardu accumpangiau de su sonu de su sonetto. Si cumbidat su inu, abbardente e attru buffongiu. S'ominigu a is dexe enit fata sa missa e is obreris cumbidant sa paniscedda. (classe I A )  


DI NUOVO L’ALLUVIONE

A poco più di un anno di distanza, un nuovo nubifragio ha colpito Villanova. Diversi i danni soprattutto alla viabilità.
          Ci risiamo. Il giorno 29 Gennaio 2006 una forte perturbazione ha colpito Villanova  Strisaili. Un forte temporale che ha avuto inizio sabato 29 ed  è proseguito per tutta la notte, continuando anche il 30, ha provocato ingenti danni. La passerella costruita  sul fiume sannorthi, dopo l' alluvione del 6 dicembre 2004, è stata spazzata via. Le famiglie che abitano al di là del ponte, compresi i gestori di un agriturismo, sono nuovamente costrette ad un lungo giro per potersi  recare in paese.
L’ abbondantissima pioggia ha trasportato piccoli detriti, sabbie, ghiaia, pietre, massi e tutti i materiali che ha incontrato lungo il suo corso.
In località Santa Barbara, vicino  alla casa di Signor Bulloni,alcune piante secolari sono cadute, richiedendo l’ intervento dei vigili del fuoco per rimuoverle e ripristinare la viabilità. I forti venti e l’ insistente pioggia hanno trasportato lungo la vecchia strada per  Nuoro  pietre e massi e hanno provocato lo straripamento di fiumi e torrenti che hanno inondato la passerella, cosiddetta “diga” per i suoi piccoli tubolari, fino a scalzare la terra dai fianchi cosi da provocare grandi voragini. C’è tanto terrore nelle case che succeda come nell’anno 2004 quando la forte alluvione aveva provocato la morte di nonna Assunta e della piccola  Francesca. Spero che la pioggia smetta presto. ( FRANCESCO FIGUS)


Dal 17 gennaio al 3 marzo
CARNEVALE

In Ogliastra la maschera più importante è il  Maimone
In Sardegna, tradizionalmente, il Carnevale inizia con la festa di Sant'Antonio Abate, il 17 gennaio, e si conclude il mercoledì delle Ceneri. I festeggiamenti si concentrano soprattutto tra il giovedì e il martedì grasso. La parola "Carnevale" deriva dal latino carrus navalis (= carro navale), in seguito reinterpretato con carnem levare (= togliere la carne); che designava il giorno precedente la Quaresima, in cui era d'obbligo l' astinenza dalla carne. In sardo Carrasecare, probabilmente, deriva da Karra (= carne) e Sekàre (= tagliare), per indicare che durante il carnevale si consuma molta carne. In Sardegna il carnevale ha conservato tratti arcaici, per esempio l'aspetto  tragico, ripetendo, anno dopo anno, con serietà, come in un rito, la commemorazione di Dioniso che nasce e muore ciclicamente, come il grano l'erba, i fiori.
       Questa divinità era vista sotto l'aspetto pluviale e la sua propiziazione  era indispensabile  per ottenere piogge abbondanti. Nonostante Gregorio Magno ( Roma 540 - 604), papa dal 590, avesse tentato di eliminare i residui di paganesimo, alcune celebrazioni pagane, fra le quali il radicatissimo culto delle acque, continuarono a vivere.
In Ogliastra è presente la maschera Su Maimone il cui nome, probabilmente, deriva dal  verbo greco MAINOMAI (=smaniare), che ha il participio MAIMOON (= colui che smania, cioè il seguace). Il Maimone è il seguace di Dioniso, che nel travestimento cerca di assimilarsi a lui. Dioniso invece è rappresentato dalla maschera mamoiadina Mamuthone.(classe I A )


27 gennaio
IL GIORNO DELLA MEMORIA
Per ricordare che non succeda mai più

Il 27 gennaio è stata una giornata di riflessione per tutti. In classe siamo stati sensibilizzati a documentarci su quanto è accaduto in Europa per colpa del dittatore Hitler, dal momento in cui è stato eletto cancelliere della Germania nel 1933 fino al 1945, anno in cui con l’intervento degli inglesi, degli americani e dei russi ha avuto termine la seconda guerra mondiale.

Questo dittatore pensava che la razza tedesca, ariana, fos
se la migliore e allora voleva eliminare tutti gli ebrei e non solo. Eliminò anche gli omosessuali, i Rom, gli handicappati e tutti gli oppositori del regime. Questo crudele dittatore tedesco provocò la seconda guerra mondiale coinvolgendo tantissime nazioni: dall' Italia all' America, dall' Inghilterra alla Francia.
Noi siamo contro ogni tipo di violenza e ci opporremo sempre alle sopraffazioni e alle discriminazioni.
( classe I A: Manuel, Sergio, Alessandra,   
Francesco, Loredana, Filippo, Stefano, Andrea)    



IS ANZIANOS
NOS INDITTANT
MEDAS COSAS.
NON
TI SCARESCIAS
DE IS
ANZIANOS!

(PUBBLICITA’ DI CRISTINA STAFFA)



IN MESU DE
CUSTAS LITERAS
AGATA IS
MESES
DE S’ANNU

CHI TROVA UN AMICO TROVA UN TESORO,
UN LIBRO E’ SEMPRE UN GRANDE AMICO!


LO SPORT
Una sconfitta che pesa
Perdasdevogu – Villanova 3-2
di Edoardo Bonicelli

Approfittando delle vacanze natalizie dei ragazzi la partita si svolge nel fine settimana a Perdas.
In una giornata fredda e umida il campo è comunque in buone condizioni. Gli ospiti per arrivare a Perdas ci hanno messo un‘ora e mezzo attraversando una strada impervia e anche pericolosa. Questo non sembra aver frenato i villanovesi che, iniziata la partita, si riversano in attacco risultando subito pericolosi. Dopo alcuni tentativi andati a vuoto hanno l'occasione buona per segnare. Nel tentativo di dribblare due avversari Edoardo Bonicelli viene atterrato in aria. Della battuta si incarica Ivano Lotto che porta in vantaggio gli ospiti. I locali vanno subito in cerca del pareggio  e lo trovano dopo una incomprensione tra la difesa e portiere. Il primo tempo si conclude senza altre azioni. Nella ripresa gli ospiti cercano il vantaggio ma non riuscivano a segnare, quando poi Edoardo Bonicelli ha preso palla e ha servito Ivano Lotto questo è lesto a dare a Fabiano Bonicelli che da distanza ravvicinata  sorprende il portiere. Sembra fatta  ma i soliti errori arbitrali hanno penalizzato i Villanovesi. Prima un diagonale che non ha dato scampo al portiere,  poi una rete in netto fuorigioco che l'arbitro dice di non aver visto.


Un risultato tennistico.
Lanusei-Villanova 7-0
di Edoardo Bonicelli

I locali vincono meritatamente. L'unica scusante per gli ospiti è il campo in erba sintetica.
Il Villanova parte bene, ma non trova sbocchi in attacco perché i difensori sono ben messi e attenti. Dopo veri tentativi andati a vuoto il Lanusei passa in vantaggio. Non si fa in tempo a mettere il pallone a centrocampo che è già raddoppio. Gli ospiti sono un po' intimoriti e non riescono ad attaccare anzi subiscono altre due reti  dai verde-bianchi-rossi. Nella ripresa la risposta villanovese si esaurisce in due azioni di Edoardo Bonicelli che  viene però sempre bloccato. I locali decidono di pungere ancora e segnano altre tre reti, poi più niente. Sembrava una giornata stregata per i villanovesi ma i problemi venivano anche dal campo sintetico  a cui i giovani atleti non erano abituati . 


Una vittoria di misura
Villanova-Ilbono 1-0
di Edoardo Bonicelli

Dopo la grave sconfitta subita ad opera del Lanusei i villanovesi si riscattano in una giornata fredda, ai danni dell'Ilbono,  squadra di media classifica.
Nel primo tempo i locali sono sempre nella metà campo avversaria, ma gli attaccanti non trovano mai la porta. Le azioni pericolose vengono sopratutto dai calci d'angolo battuti magistralmente da Simone Cabiddu. Nel secondo tempo i villanovesi mostrano più grinta e si vede perché passano subito in vantaggio con Edoardo Bonicelli che raccoglie una breve respinta del portiere, poi i villanovesi pensano solo a difendersi ripartendo in contropiede e controllando gli attacchi avversari che non fanno niente per riagguantare il risultato. 


Quaterna all’Idolo.
Villanova – Idolo 4-0
Il Villanova vince meritatamente contro l’Idolo.
di Edoardo Bonicelli

Si inizia con il Villanova in attacco mostrando le sue intenzioni. Alla prima vera occasione i villanovesi passano dopo una discesa del centrocampista Pietro Staffa che serve  Edoardo Bonicelli che infila il portiere da distanza ravvicinata. Subito dopo i locali raddoppiano ancora con Edoardo Bonicelli che anticipa tutti su un cross dell’irresistibile Pietro Staffa. L’Idolo di Arzana si dimostra poco reattivo perché non riesce mai a rendesi pericoloso. I locali in contropiede segnano la terza rete con Edoardo Bonicelli ancora lanciato da Pietro Staffa. Nella ripresa la musica non cambia: i villanovesi attaccano e gli ospiti si difendono con affanno. Allo scadere l'attaccante Efisio Melis segna con un bel tiro dalla distanza il goal n°4. Poi non ci sono state più azioni degne di nota.

SPORT GIOCHI DELLA GIOVENTU’

Seconda vittoria di fila
ILBONO – VILLANOVA         1 – 3
(25-13 / 12-25 / 24-26/ 16-25)
di Sabrina Melis

Formazione Ilbono: Ibba A(cap.), Mameli M, Orrù C, Pisano L, Lara B, Arba M, Nonne I, Ibba M, Prunas M, stocchino R. ( Ibba G, Loi A,)
Formazione villanovese: Ilaria Sanna (cap) voto 7, Tangianu Angela 9, Pili Antonella 8,5, Sette Morena 10, Melis Sabrina 8,5, Buttau Lorena 9,5, Lai Eleonora 7,5, Cabiddu Alessia 8,5, Lai Loredana 8,5 (Pili Irene, Cabiddu Alessandra, Porcu Isabella) all. Michela Cocco
Ilbono, 11-12-2005
Le atlete villanovesi vincono per la seconda volta di seguito. Nel primo set le atlete di casa s’impegnano moltissimo, mentre le ospiti rimangono a guardare le avversarie che manovrano tutto il gioco. Il primo set finisce con il risultato di 25-13. Nel secondo il gioco si capovolge, infatti sono le atlete della formazione di Villanova la partita. Il secondo set finisce con il risultato di 12-25 in favore delle ospiti. Il terzo set viene vinto da quest’ ultime anche se con molta sofferenza, con il punteggio finale di 24-26. Nel quarto non c'è una grande differenza anche se viene vinto dalle ospiti per 16-25. La partita si conclude 1-3 per la formazione under 16 di Villanova.


Pallatamburello
VILLAGRANDE – MACOMER
Un buon inizio
di Sabrina Melis

Il 12 gennaio 2006 nella palestra comunale di Villagrande, si è disputato l'incontro di pallatamburello tra l'Istituto Comprensivo di Villagrande Strisaili e il Macomer. Ha giocato sia la squadra femminile sia quella maschile. Prima hanno giocato le ragazze, Chiara Barrili (capitano), Ilaria Sanna, Chiara Scudu, Sabrina Melis, Alessandra Casari, Morena Sette, Floriana Loi, Antonella Pili. All'inizio della partita le locali vincevano senza difficoltà fino ad arrivare al punteggio di 6-0, quando le atlete ospiti si aggiudicavano il loro primo gioco. Sul 12-1 le atlete di Macomer vincevano un altro gioco e la partita si concludeva subito dopo con il risultato di 13-2. Dopo sono scesi in campo i maschi con, Pietro Staffa (capitano), Edoardo e Fabiano Bonicelli, Ivano Lotto, Samuel Floreddu, Nicola Mura, Mirco Monni, Marco Murgia. All'avvio della partita i locali andavano subito sotto di un gioco sul 2-1 e  dopo erano già a meno 2, ma poi vincevano tanti giochi di seguito fino ad arrivare alla fine della gara con il punteggio di 13-7 per i ragazzi di casa che con le ragazze hanno dato una grande soddisfazione al loro insegnante-allenatore il professor Antonio Curreli.

    Under 16
Ancora una vittoria
VILLANOVA – BAUNESE   3-1
(13-25/ 25-20/ 25-14/ 25-8)
di Sabrina Melis

Formazione villanovese: Morena Sette (cap) voto 7.5, Eleonora Lai 6, Melis Sabrina 7.5, Cabiddu Alessia 7, Buttau Lorena 7, Cabiddu Federica 6.5, Sanna Ilaria 7.5, Tangianu Angela 7.5 (Lai Loredana, Cabiddu Alessandra, Pili Irene) all. Michela Cocco
Formazione baunese: Canzilla Lucia(cap), Tegas Santina, Canu Barbara, Ducu Vanessa, Murgia Letizia, Foddis Elisa, Pusceddu Federica (Simone Bruna) all. Lagorio Roxana Silvia.
Villanova 17-12-2005
La squadra villanovese continua la sua striscia positiva. Nel primo set le atlete di casa non si sono impegnate per niente perdendo con il risultato di 13-25, con le atlete di Baunei che avrebbero meritato di vincere con vantaggio più sostanzioso. Dopo qualche cambio nel secondo set si inizia a giocare sul serio, anche se non al massimo delle proprie capacità, infatti il set viene vinto dalle villanovesi con il punteggio di 25-20. Nel terzo e nel quarto set non c'è proprio gioco perché le ospiti che non s' impegnano e le locali ne approfittano realizzando molti punti direttamente dalla battuta. Gli ultimi due set  finiscono 25-14 e 25-8 e la partita si conclude 3-1 per le villanovesi.


Indagine
DEL PIERO COLPISCE ANCHE IN QUESTA SCUOLA
La sua squadra viene scelta da circa il 70%

Abbiamo condotto un’ indagine all’interno della scuola media di Villanova sulle squadre preferite dai ragazzi. I dati parlano chiaro: la squadra più amata è la Juventus che viene scelta da 20 su 29 intervistati. Pure prima dell’indagine si sapeva che la Juve sarebbe risultata la preferita soprattutto per i grandi campioni che nel tempo hanno giocato in questo club. Un giocatore che piace in tutto il mondo, premiato da poco per i suoi 185 goal, è Alessandro Del Piero, atleta di gran classe che ha stupito anche per il carattere e il comportamento in campo e fuori e per la capacità di non rispondere alle provocazioni. Al secondo posto di questa speciale classifica c'è il Cagliari scelto da 5 ragazzi. Segue il Milan con 3, infine l'Inter con 1.
Juve=69%
Cagliari=18%
Milan=10%
Inter=3% 

Su contu ‘e Sant’Antoni

Si contat ca a su tempus ‘e custu santu, s’omini non conosciat su fogu. In d'unu ierru meda frittu sa xente s’ammalaidàt e morìat. Sant'Antoni, meda in pensamentu, s’est subesiu ca in s‘inferru ddue fut una cosa ci caentàt; su fogu. S’est postu in camminu cun d'unu porceddu e unu bacculi de feulla. Su porceddu  est imbuccau de sa enna  mes'aberta a fae dognia travessura. Is dimonios furinti orroscios e ante muttiu su santu. Custu dd’at toccau cun  su fuste e su  porceddu s’est assantau . Su 

santu sind’ est approfitau  po si caentae e is dimonios furinti abarraos cuntentos poite  deppìanta imbuccae medas animas in s'inferru. Sigomente  su porceddu at torrau a fae su maccu is dimonios ante nau a su Santu de sinde andae e a non torrae mai prus. Una ia torrau in Sardigna at castiau su bacculi e hat bittu ca aintro fut tenendo. Tando at moviu is iscinciddas ci ant’alluttu sa frongia. Sa xente cuntenta s’appresiàt a si caentae e pariat torrada s'istade! Dae tando ia dogni’annu in Sardigna, si alluent fogos in d’ognia pratha po arregrathiae su santu.
(classe  I A)

SANT ’ANTONIO (CENNI STORICI)
Sant’Antonio nacque a Quena, nel medio Egitto, nel 250-1 ca . Rimasto orfano a 18 anni si ritirò in un castello abbandonato oltre il Nilo, presso Afroditopoli, per circa 20 anni e poi nel deserto presso il Mar Rosso. Tornò ad Alessandria nel 335 per combattere gli ariani, e infine si ristabilì nel suo eremo dove morì a 105 anni circa nel 356. Il corpo sarebbe stato traslato ad Alessandria, quindi a Costantinopoli e di lì in Francia. La cosiddetta Regola non è certo sua; delle 20 lettere, tramandateci in 2 raccolte, 7 sembrano autentiche mentre le altre sarebbero del suo discepolo Ammonas. Ma l’importanza di Antonio sta nell’avere inaugurato un tipo di vita semi-anacoretico. Nell'iconografia  è generalmente rappresentato vecchio, con barba lunga e vestito con il saio, con il bastone dell' eremita , spesso a forma di (Croce Egiziana o croce di Sant' Antonio). Il porco, dato come compagno al santo, si riannoderebbe ai privilegi concessi agli autori medievali. Sant'Antonio è protettore degli animali, specie domestici, benedetti il 17 Gennaio; inoltre viene invocato contro il fuoco sacro o fuoco di Sant’Antonio. ( Andrea Nicolò Staffa )     



Oltre quaranta scuole
LA GARA CAMPESTRE
  di Alessio Sette

Il 19 gennaio, i ragazzi dell’istituto comprensivo di Villagrande Strisaili sono andati a Nuoro per partecipare alla fase provinciale di gara campestre. Già dai giorni prima c’era tensione e la mattina si sono presentati nella piazza dalla quale hanno preso il pullman. Durante il viaggio, siccome c'erano ragazzi di Villanova, Villagrande e Barisardo, si aveva occasione di dialogare e fare conoscenza e amicizia. Arrivati a Nuoro sono stati fatti scendere vicino alla caserma Loy accolti dai militari. Dopo un’ ora di molta confusione sono iniziate le gare con la categoria allievi, subito a seguire i cadetti. La pista era in buone condizioni ma altrettanto non si poteva dire per l'organizzazione. Lo speaker era dotato di un megafono mal funzionante perciò gli ordini e gli avvisi cadevano nel vuoto e nessuno li sentiva. Gli insegnate insieme agli alunni,  attendevano la chiamata mai arrivata. A un certo punto il giudice di gara con uno sparo ha annunciato la partenza senza la presenza dei Villagrandesi non chiamati. Subito il professore li ha fatti aggiungere al gruppo. Partendo da ultimi sono arrivati a raggiungere un buon risultato superando più della metà dei concorrenti. I partecipanti del Istituto Comprensivo di Villagrande Strisaili erano, Bonicelli Federico, Sette Alessio, Monni Mirko e Floreddu Samuel. Subito dopo hanno gareggiato le cadette che hanno ottenuto un risultato altrettanto buono con Loi Floriana, Pili Irene, Melis Luana e Casari Alessandra. Conclusa la gara delle ragazze, sono scesi in pista i ragazzini di prima media, Lotto Filippo, Bonicelli Manuel, Bidotti Davide e Porcu Nicola. Questi hanno ottenuto i migliori risultati, arrivando tra i primi venti. Della squadra  delle ragazze di prima si è distinta Lai Loredana arrivata tra le prime dieci. Le altre, Cabiddu Alessandra, Casari Sara e Puddu Silvia sono arrivate dal 10 al 20° posto. I risultati dell’Istituto Comprensivo di Villagrande Strisaili non sono ancora del tutto chiari. La colpa va alla disorganizzazione ma anche la presenza di più di mille persone tra atleti e accompagnatori. Il mancato allenamento non ha favorito i Villagrandesi che comunque non sono andati male. Gli anni scorsi la gara campestre si svolgeva nel campo Coni di Piazza Veneto che per lavori è stato chiuso, da qui è nata l’idea infelice della caserma.

 
Vittoria facile
ALBATROS – VILLANOVA  0-3
Under 16
(10-25/ 19-25/ 11-25)
di Sabrina Melis

Formazione Albatros: Puddu A. (cap.), Carta J, Chiai C, Gaviano S, Lobina A, Fanni M, Pilia C.( Carta M, Grosso M, Piras S, (Servisi S.M.) all. Roberto Balzano
Formazione Villanova: Sette Morena (cap), Sanna Ilaria, Pili Antonella, Lai Eleonora, Tangianu Angela, Buttau Lorena, Cabiddu Federica, Lai Loredana, Melis Sabrina, Porcu Isabella ( Pili Irene, Cabiddu Alessia, Loi Floriana, Cabiddu Alessandra) all. Michela Cocco
Barisardo 29-01-2006
Le villanovesi dopo una brutta sconfitta in casa, contro la prima in classifica, il Lotzorai,si riscattano vincendo facilmente contro il Barisardo. In nessun set le ospiti hanno difficoltà perché le atlete di casa non riescono a giocare come vorrebbero. Il primo set finisce 10-25, il secondo 19-25 e il terzo 11-25 e la partita si conclude 3-0 per le villanovesi.


Pallatamburello
BOSA/VILLAGRANDE
di Morena Sette

Il campionato è ancora lungo e gli studenti delle scuole medie di Villanova e Villagrande hanno subito la prima sconfitta ma non si arrendono.
I ragazzi sono partiti la mattina del 18 gennaio, la loro meta era Bosa, la cittadina solcata dal fiume Temo che poi sfocia nel mare. Arrivati a destinazione hanno avuto una bella sorpresa perché dovevano giocare all’aperto. I primi a scendere in camposono stati i maschi. Questi  atleti capitanati da Pietro Staffa: Fabiano ed Edoardo Bonicelli, Ivano Lotto, Marco Murgia, Nicola Mura, Antonio Monni, Alberto Scudu e Andrea Loi. All’inizio della partita i locali danno il meglio di sé stessi cercando di far punto su ogni pallina. I bosani mettono un po’ in difficoltà  gli ospiti che cercano di rimontare anche se con qualche difficoltà. La partita si conclude con la sconfitta dei villagrandesi che lasciano spazio alle femmine dopo aver perso per 13 a 3. Dopo è il turno delle ragazze che si presentano capitanate da Chiara Barrili: Assunta Rubiu, Alessandra Casari, Ilaria Sanna, Morena Sette, Antonella Pili, Sabrina Melis, Floriana Loi e Chiara Scudu, che dopo essersi riscaldate e aver saggiato le condizioni del campo, iniziano a giocare, ma le locali danno del filo da torcere e vincono 4 a 0. C’è una discreta rimonta ma la partita si conclude con la vittoria del Bosa per 13 a 7. Mancano ancora alcune partite anche se sia i maschi che le femmine hanno subito una batosta, non si arrendono e cercheranno sicuramente di rifarsi nelle gare che mancano. Tutto questo grazie al loro prof Antonio Curreli che organizza queste partite e da loro la possibilità di praticare altri sport oltre il calcio e la pallavolo. Questo sport come la pallamano e l’atletica leggera, che viene praticata nella nostra scuola( anche se in condizioni disagiate, per le strutture e per il materiale didattico) è finalizzato alla crescita sia motoria sia socializzante dei ragazzi che confrontandosi con i coetanei di altre realtà stimolano e sono aiutati nel miglioramento degli obbiettivi trasversali che la riforma ha proposto ( comportamento, rispetto delle regole e convivenza civile in particolare). 


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Dicembre 2005