X   MOSTRA-MERCATO DELL’EDITORIA SICILIANA

di Salvo Zappulla


Ci apprestiamo a organizzare la x mostra-mercato dell’Editoria Siciliana, a Sortino. Chi avrebbe potuto immaginare tanta stabilità in un momento in cui persino i governi faticano a reggere la durata di un’intera legislatura. Forse anche a noi è consentito dissetarci sulle rive dell’Ippocrene. Sete di letteratura, di manifestazioni che possono dare lustro a un paese. L’idea mi era venuta vedendo il gran numero di persone che transitavano in quell’occasione per il paese: perché non inserire nell’ambito della Sagra del Miele un evento culturale? Può far male alla salute se la gente, tra una profumata salsiccia e un prelibato panino alla porchetta di Mario Sequenza, compra anche un buon libro? Pensiamo proprio di no . E se ne stampano di buoni libri in Sicilia, anche se non sono strombazzati come quelli del Nord . I nostri libri faticano a trovare spazio nelle librerie perché il mercato ha regole ben precise. Prodotti più visibili e più commerciali hanno la precedenza, e si sa che le grosse testate giornalistiche sono tutte concentrate al Nord . Con gli anni l’entusiasmo comincia a scemare. Forse si conclude un ciclo o forse no . Chissà. Il buon Luigi Ingaliso, compagno di merenda iniziale, da un paio d’anni si è defilato e ha preferito ( giustamente ) concentrare i suoi impegni verso una brillante carriera di docente universitario. Occorrerebbero forze fresche. Il problema è trovarle. Io resisto ancora, mi sembra un peccato lasciare disperdere il patrimonio di esperienza accumulato nel corso degli anni. La scomparsa dell’amico fraterno Salvo Basso è stata una mazzata. Salvo era ben felice di collaborare alla nostra iniziativa e di trasmetterci il suo entusiasmo. Lo immagino in un’altra parte dell’Universo, con i suoi libri in mano, ad arringar le anime. Ha solo preso un treno che andava troppo di fretta. Arriveremo anche noi, prima o poi, e allora ci raccoglieremo in cerchio, come ai vecchi tempi, per raccontarci le nostre storie. La organizzeremo in quei posti una bella festa del libro e ci metteremo a erudire i diavolacci dell’inferno. Porteremo nuovi amici, magari qualcuna dall’Irlanda, e sarà un gran festa. Cose buone ne abbiamo organizzate anche qui, ricordo il successo riportato dalle conferenze sulla pace, sulla legalità e sull’editoria siciliana. Anche il Concorso Letterario, per la sua specificità, ha ricevuto ottimi consensi.
C’è ancora spazio in questo mondo per fermarsi a riflettere? C’è ancora posto per i poeti e i sognatori? O forse siamo già stati relegati in soffitta.
I tempi incalzano, consumano freneticamente la materia impalpabile della vita con la stessa intensità di una catena di montaggio azionata a tutto regime. Solo adesso ci si accorge di quanto affannoso sia correre dietro agli ingranaggi perversi di questa società. I figli dell’era della velocità, i supervitaminizzati, i superconcentrati si fanno largo a gomitate. Baldi giovani che non si arrestano di fronte a nessuna difficoltà incedono a passo di carica. Il tempo di tergersi il sudore dalla fronte e via, si riparte. Come certi generali della storia predestinati al successo. Quando mai Garibaldi si è potuto sdraiare sotto l’ombra fresca di un albero a gustarsi un bicchiere di quello buono? Sempre di fretta. Ora una battaglia, ora uno sbarco; il tempo di medicarsi una ferita al braccio che subito necessitava la sutura alla gamba. Così gli eroi del nostro tempo. Voglia di lusso, di sfrenato piacere, ricerca di comodità impellenti. I telefonini imperversano sommergendoci di onde elettromagnetiche, i computer sono diventati indispensabili come il pane e l’acqua. E noi continuiamo a fare i nostalgici. 

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