Il mestiere di agente letterario: intervista a Natascia Pane
di Luisella Ceretta (2003)
Alla Fiera del Libro di Torino non si trovano solo libri, editori e lettori ma anche agenti letterari, instancabili promotori dei propri pupilli, gli autori. Natascia Pane è una giovanissima e grintosa agente che lotta con tutte le proprie forze (e, vi garantisco, non sono poche) per salvaguardare i diritti degli autori che rappresenta, diritti che vanno dalla più stretta tutela legale e commerciale alla promozione, pubblicizzazione, editing e quant’altro riguardi il passaggio da semplice manoscritto a libro fatto e finito. L’intervista non è stata un semplice doppio di domanda-risposta ma una piacevole chiacchierata sul lavoro dell’agente letterario e sul mondo dell’editoria in generale, il tutto rapportato alla personale esperienza di Natascia.
Come hai iniziato e cosa ti ha spinto a diventare agente letterario?
Il punto di partenza è stato un corso di editoria organizzato da un’agenzia letteraria. Al termine del corso sono risultata la migliore allieva di quel corso e mi è stato offerto uno stage presso una casa editrice torinese. I responsabili della casa editrice mi affidarono subito un lavoro che richiese una quasi totale autonomia ma, nonostante questa dimostrazione di fiducia, capii di non essere tagliata per un lavoro d’ufficio. Desideravo invece sfruttare quella che definisco la mia irrequietezza intellettuale. Diplomata in pianoforte, amante della poesia che considero molto simile alla musica, decisi di cercare la non-monotonia dedicandomi al lavoro attivo di agente letterario, confidando nel mio personale senso critico e morale al fine di realizzare un prodotto ottimo unito alla componente pubbliche relazioni che, in parole povere, significa creare un libro di qualità e promuoverlo al pubblico mediante serate, anche di parole e musica che, soprattutto nella fattispecie della poesia, rappresentano un binomio perfetto di qualità eccellente.
Qual è la considerazione che hanno gli editori nei confronti degli agenti letterari?
Molti editori hanno una pessima considerazione degli agenti letterari. Sembra quasi che l’agente, con il proprio lavoro, voglia esautorare l’editore di una competenza divenuto privilegio assoluto legato al ruolo. Risposte del tipo “Noi non trattiamo con agenti letterari” arrivano soprattutto da piccoli e medi editori desiderosi, forse, di strappare il miglior prezzo al futuro autore. Fortunatamente non è sempre così e ci sono anche casi di massima collaborazione e stima tra editore e agente. In questo caso l’agente è già un utile gancio.
Qual è il target dei tuoi autori?
Ho contatti con molti autori. Sono soprattutto persone che già svolgono un altro lavoro, tanti sono professori anche universitari e molti desiderano pubblicare non tanto per trarre guadagno dalla propria opera quanto per soddisfare un sogno. Ed è proprio con questi autori che è più gratificante collaborare e che si ottengono i risultati migliori; è proprio quando la scrittura non è finalizzata solo alla vendita che l’opera guadagna in qualità raggiungendo anche la perfezione. Come dire che l’arte è tale quando non nasce per essere commerciata. È ovvio che anche il lato commerciale vuole la sua parte e scoprire di vendere e, in special modo, di piacere è una soddisfazione notevole.
Qual è l’aspetto che ami di più nel tuo lavoro?
Il contatto con gli autori, organizzare eventi quali le presentazioni al pubblico, soprattutto. Per esempio, durante la Fiera del Libro non ho organizzato presentazioni dedicate per i miei autori ma ho fatto sì che alcuni di loro fossero presenti negli stand delle case editrici (come è stato, quest'anno, il caso di Alberto Asero presso la Edizioni Angolo Manzoni) per presentare in forma più intima al pubblico il proprio libro. Le grandi presentazioni preferisco organizzarle al di fuori di grandi eventi come la Fiera del Libro, per dare più spazio all’autore e per poter creare dei momenti ricchi di maggiore attenzione, abbinando, come detto sopra, anche parole e musica.
Com’è l’ambiente dell’editoria?
A volte non è molto bello. È quasi sempre uno scontro duro per affermarsi come agente e per affermare i propri autori. Capita, a volte, che contino ben poco la letteratura e la cultura e che a fare da padroni siano interessi economici di altro tipo, quando si auspicherebbe piuttosto il giusto rilievo all'universalità della parola. Lo stesso discorso vale spesso per i veicoli pubblicitari, mass media in genere.
Che consigli si possono dare a un esordiente?
Un consiglio è: non fare niente improvvisando. Avere un consigliere è sempre utile, fondamentale, anche se si è bravi. L’età non conta; un aiuto esperto serve al settantenne laureato come al ventenne in cerca d’impiego.
Riesci sempre a far pubblicare i lavori dei tuoi autori?
Sì, perché è sempre la qualità, condizione per me imprescindibile, a farsi valere da ultimo.
*******************************
Intervista rilasciata nel 2003
Contrappunto
Agenzia letteraria europea
P.IVA 08677940010
C.so Trapani, 21
10139 Torino - Italia
Tel.: +39 011 7711734
E-mail: info@agenziacontrappunto.com