Peccato!

del Maestro

E no, ****,
se ho visto qualcuno vagare nella nebbia,
non ho capito che si trattasse di te.
Peccato!
T'avrei dato una voce.
Almeno una voce: *****!
Sì, ti ho visto e sentito morire, in certi momenti;
sì, ho visto nascere alla vita molte volte e molte persone,
ma non sono riuscito a collegare la morte alla vita.
Peccato!
Ho sempre collegato la vita con la morte.
Peccato!
Fa differenza, vero?
E quando ti sei scoperta nel tuo essere...
peccato!
forse guardavo altrove,
fuori dalla finestra...
peccato!
diversamente ricorderei!
Peccato.
Meglio di Gesù Cristo?
Peccato...
Nel senso "ancor di più" di Gesu Cristo?
Forse, ma non ci avevo pensato.
Peccato.
Perché trepidavo in attesa di questo momento?
Ma c'è ragione per chiederlo,
se al mondo sono venuto
esclusivamente per questo?
E per poche altre cose,
che ho messo da parte via via .
Peccato?
L'indizio è criptico?
Ancora è peccato.
Più peccato di prima.
Forse  si tratta di prova
evidente,
lampante,
incontrovverttibile...
e, finalmente,
torno tranquillo.
Non per molto,
se tu ti preoccupi.
Non per molto,
se non ti risolvi a venire.
Non per molto,
se continui a vagare.
Peccato.
Ora che sei rinata,
adesso che la vita sorride,
smettila di fuggire!
Piantala di giocare...
Arrenditi all'evidenza e aspettami,
seduta dietro un muro grigio di campagna,
e mostrami il cuore in una mano.
Tutti gli indizi, dai più misteriosi,
si ritrarranno negli interstizi del muro.
E saremo insieme soli.
Senza indizi e senza prove.
Finalmente tu,
piccola formica di montagna,
volerai nel cielo terso di settembre,
sospesa nella valle dorata,
trepidante verso un destino d'amore.
Ah, peccato e peccato!
Ti prego...
dall'alto
cercami con lo sguardo
e fammi ancora
per un'ultima volta
un ciao-ciao con la mano!
Pacato.


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