Addio Giorgio
(dedicata a Giorgio Gaber)
di Salvatore Armando Santoro
Quando muore un poeta
lascia un vuoto nel cuore
lascia un vuoto nel cuore
quando muore un poeta.
La TV se ne accorge
se un poeta scompare
se un poeta scompare
la TV se ne accorge.
L'ha schivato per anni
questo grande poeta
questo grande poeta
l'ha schivato per anni.
Lei l'ha messo a tacere
perchè parlava alla gente
perchè parlava alla gente
lei l'ha messo a tacere.
E lui da solo parlava
e qualcuno ascoltava
e qualcuno ascoltava
e lui da solo parlava.
E diceva, diceva, parole
che disturban le orecchie
ed il cuore,
e scavava, scavava
nei nostri cervelli
ci infilava dei dubbi
nelle nostre coscienze,
e noi zitti in silenzio
a sentire,
qualche volta
a sorridere sopra
alle cose ben dette
o mal dette,
che ognuno leggeva
nel cuore
come meglio credeva,
signori,
e chetava il nostro rancore
d'aver smesso un dì di lottare
per un mondo
che ormai più nessuno
voleva cambiare.
Ora li dallo schermo sorride
e ci dice: "su non piangere amico"
e ci lascia una grande lezione
che soltanto un poeta può dare,
un poeta che non scrive
per gli altri,
ma racconta la vita a se stesso
e si guarda, infine, allo specchio
e sorride lasciando gli amici
come se li dovesse incontrare
in un mondo diverso,
creduto,
in silenzio costruito
a misura dei sogni
che aveva cullato
nel cuore,
ai quali tanti altri
avevano un tempo creduto
prima che il tornaconto,
o la pura viltà,
avesse i pensieri
per sempre offuscato.
Santoro Salvatore Armando
(Lillianes 4 gennaio 2003 h. 0,16)