Addio, monti sorgenti dall'acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l'aspetto de' suoi più familiari; torrenti, de' quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche; ville sparse e biancheggianti sul pendìo, come branchi di pecore pascenti; addio! Quanto è tristo il passo di chi, cresciuto tra voi, se ne allontana!
Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi, Capitolo VIII
di Irene Pili
I comportamenti superstiziosi tuttora assai diffusi hanno radici molto antiche. Avete mai visto qualcuno fare dietro-front se vede un gatto nero attraversare la strada? Ma anche tutti i vari corni e cornetti di colore rosso fiammante appesi nella propria auto, che cos’altro sono se non i residui di vecchie credenze che nulla hanno a che fare con la religiosità e nelle quali la persona intelligente non può assolutamente credere? Anche Villanova, che è un piccolo paese, ha le proprie superstizioni e credenze. Ci sono le antiche tredici credenze, perché nell’Ultima Cena erano in tredici. Ma le credenze non finiscono qui ma entra in gioco anche la sfortuna. Si racconta che una volta un Martedì Grasso un uomo stava macinando il grano nel mulino quando vi si posò sopra un gatto nero. L’uomo disse allora: “ Gattò, gattò “ (scendi, scendi ). A quelle parole il gatto rispose: “Non mi nares gattò ca Martirberre so, ca soe Martirberre benniu po ti ferre “. Un altro episodio è quello di una donna che un martedì grasso cucì un vestito. La donna, dopo aver concluso il lavoro, si sentì male fino a rischiare la vita, si ricordò che aveva cucito quel vestito, lo scucì e finalmente si sentì di nuovo bene. Da questa leggenda è nato un detto che impone di non far niente di martedì grasso. Queste sono alcune superstizioni, ma ce ne sono altre tipiche dei pastori, come quella che dice di non praticare la transumanza il martedì e il venerdì perché sarebbe il giorno delle streghe e può cadere qualche maleficio sul bestiame. Un’altra superstizione dice che per S. Giovanni Battista le donne anziane devono andare all’orto e raccogliere erbe di diversi tipi ( erbe di San Giovanni e di Santa Maria ), fatte a mazzetti si usavano per.. leggi il resto dell'articolo
ARCHIVIO
Due parole
Solo due parole di benvenuto ai ragazzi delle scuole villanovesi e ai loro professori.
Enne anni fa (sigh!!) io fui, come direbbe il ragioniere Ugo Fantozzi, il primo mega direttore del giornalino scolastico. Allora si chiamava Ragazzi e Realtà.
Mai avrei pensato che un giorno le nostre strade si sarebbero rincontrate online.
Grazie ragazzi, buon lavoro.
Rina Brundu Eustace