“Il suolo di Villagrande è quasi da per tutto granitico come quello sul quale si trova una vicina popolazione detta Villa nova Strisaili .La prima volta che sono stato in quest’ultimo villaggio , nel 1825,vi trovai una sessantina di abitanti :ma quando vi sono andato l’ultima volta che fu nel 1838, non vi trovai che una vecchia donna che vendeva dell’acquavite e del pane in una casa diroccata. Tutte le altre case ,in gran parte senza tetto, e cadute in rovina ,erano abbandonate. In questo medesimo luogo, che non è più in armonia col suo nome fu trovato da tempo una quantità di idoletti sardi in bronzo: essi furono disgraziatamente fusi per farne una campana e questa pure non esiste più, per quanto sappia. Io non ho visto questi idoli ,ma so positivamente d’esservi stati dissotterrati, per essermi stata data questa notizia dal fu intendente F.Gessa ..”
Da “Itinerario dell’Isola di Sardegna”(1860)
di Alberto De La Marmora
di Rina Brundu Eustace
Non è la prima volta che leggiamo di un omicidio in Ogliastra. Non è la prima volta che leggiamo di un omicidio a Villanova Strisaili. Per un perverso gioco del destino, abbiamo però appreso dell’ennesimo delitto alle pendici del Gennargentu, proprio nelle ore in cui la gioventù di mezzo mondo si apprestava a trascorrere la notte in bianco, in coda, davanti alle librerie, per acquistare un libro. Ancora, è stato proprio mentre, anche moltissimi tra i suoi coetanei, si preparavano a fare l’alba con quello stesso romanzo in mano, che un altro ragazzo ogliastrino ha dovuto saldare, con la sua giovane vita, il debito procurato dalla nostra arretratezza culturale e dalla nostra incapacità di fare. (continua)
cantano Nicola, Efisio e Mario Manca
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